Gli opuscoli di Scuderi sono un’arma ideologica importantissima per i giovani marxisti-leninisti e per l’organizzazione studenti di Firenze del PMLI
Durante l'estate con disciplina proletaria cosciente e con puntualità marxista-leninista il compagno Gregorio, fondatore dell'Organizzazione studenti di Firenze del PMLI, ha portato a termine il compito di studio assegnatogli dal Comitato provinciale di Firenze del PMLI.
Giustamente ha pensato per prima cosa alla sua formazione marxista-leninista. Nel contempo ha pensato che commentando il suo studio di alcuni fondamentali opuscoli del Segretario generale e Maestro del PMLI, compagno Giovanni Scuderi, potesse servire alle studentesse e agli studenti che lottano per cambiare l'Italia. Entrambi questi obiettivi ci sembrano raggiunti, leggendo l'articolo che qui pubblichiamo.
È chiaro che il compagno Gregorio, membro del PMLI da nove mesi, ha capito che senza lo studio della linea politica del PMLI e senza lottare contro il revisionismo all'interno e all'esterno del Partito è impossibile crescere come marxista-leninista e fare bene e con successo la lotta di classe.
Importantissimo il concetto conclusivo del compagno Gregorio, e cioé: "Assimilare questi concetti significa prepararsi a intervenire nelle scuole e nelle università con basi teoriche d'acciaio, smascherare i riformisti e indirizzare la rabbia giovanile verso la conquista del socialismo".
Significa anche da parte dei militanti più giovani del PMLI, aggiungiamo noi, prepararsi per mandare avanti il lavoro prezioso delle compagne e dei compagni più anziani che via via verranno a mancarci.
di Gregorio - Firenze
In quanto militante dell’Organizzazione studenti di Firenze del PMLI quest’estate ho portato a termine lo studio estivo assegnatomi dal Partito. Questo consisteva nello studio del 7°, dell’8°, del 9°, del 13°, del 15° e del 18° opuscolo del Segretario generale e Maestro del PMLI, Giovanni Scuderi. Questo lavoro teorico è stato di fondamentale importanza per me, in quanto non può esserci prassi rivoluzionaria senza teoria rivoluzionaria, e i testi studiati hanno una capacità di riassumere questa seconda solo al grande Maestro Mao. Senza lo studio non sarei in grado di identificare e combattere deviazioni revisioniste e assumere un ruolo autorevole ideologicamente tra gli studenti fiorentini, per portarli verso la rivoluzione e il socialismo.
Personalmente penso che per i giovani studenti rivoluzionari l’opuscolo più importante sia il settimo “Dove porta la bandiera di Guevara”. Questo perché oggi assistiamo continuamente al fenomeno per cui tantissimi giovani mettono su un piedistallo la figura di “Che” Guevara. Ciò accade perché Guevara è un rivoluzionario “comodo” per la borghesia, in quanto non è un rivoluzionario, in quanto rifiuta il socialismo scientifico per una linea avventurista e idealista. È la stessa dinamica che la borghesia e la finta sinistra applicano con altre figure del revisionismo, come Berlinguer, o come succede oggi nei gruppi che si dichiarano “marxisti-leninisti” (non essendolo) e che glorificano come un successore del grande Maestro Mao il nuovo imperatore corporativista Xi Jinping. L’opuscolo del compagno Scuderi chiarisce perfettamente, anche a chi è vittima delle bugie revisioniste, come Guevara basasse le proprie azioni sul volontarismo. Questo significa rimpiazzare la costruzione del Partito d’avanguardia con azioni isolate di piccoli gruppi armati, cosa che non può portare alla rivoluzione proletaria e al socialismo. Per guidare gli studenti verso il socialismo occorre superare questi miti idealistici e usare la bussola del marxismo-leninismo-pensiero di Mao.
Un altro testo importantissimo del mio studio è il diciottesimo opuscolo “Applichiamo gli insegnamenti di Mao sul revisionismo e sulla lotta di classe per il socialismo” che è diviso in 3 parti, una che analizza Mao e il revisionismo moderno, una che analizza il revisionismo in Italia (concentrandosi su Gramsci) e un’ultima che parla della lotta per il socialismo contemporanea. Personalmente penso che per un giovane studente del marxismo-leninismo-pensiero di Mao leggere questo opuscolo sia di vitale utilità, specialmente la prima parte. Questa descrive brevemente sia i fatti della rivoluzione culturale, sia lo scisma tra socialismo e revisionismo kruscioviano sia i rapporti tra il PCC e il PCI, dopo il XX congresso del PCUS. Comprendere gli argomenti descritti è molto più importante di quanto possa sembrare a qualcuno che non ha ancora studiato la storia del socialismo nel ventesimo secolo, in quanto sono una bussola che ci permette di smascherare anche i revisionisti del ventunesimo secolo, la lotta che Mao ha fatto con Liu Shaoqi, con Deng Xiaoping e con Nikita Krusciov è la stessa lotta che noi comunisti, riuniti nel PMLI, dobbiamo fare contro la “sinistra” costituzionale, contro partiti riformisti e campisti come PaP e contro rossobruni come Marco Rizzo.
Insieme alla battaglia contro il revisionismo, lo studio del 9° e dell’8° opuscolo mi ha aiutato a comprendere maggiormente la teoria filosofica materialista e il suo collegamento alla prassi.
Il 9° opuscolo, "Mao: La concezione del mondo e le due culture", spiega e riassume in modo sintetico, ma rigoroso, la concezione del mondo socialista, il materialismo dialettico e il materialismo storico. Tramite questa spiegazione filosofica si arriva alla conclusione che esistono solo due visioni del mondo, completamente antagoniste tra di loro. Da una parte c’è la concezione del mondo socialista, basata sulla realtà, sulla scienza, sul materialismo e sull’ottimismo; dall’altra c’è la concezione del mondo borghese, basata sull’idealismo, sulla metafisica e sul pessimismo. Quando abbiamo capito ciò comprendiamo che ogni pensiero e ogni azione appartiene a una di queste due concezioni, e che il mito borghese espresso dalla neoliberista Margaret Thatcher del “There is no alternative” (al capitalismo) è semplicemente una bugia borghese.
Avere chiara la concezione del mondo socialista rende l'analisi dell'8° opuscolo, "Votate per il PMLI e il socialismo astenendovi", una diretta applicazione pratica della teoria. Se abbiamo capito che le istituzioni borghesi sono fondate sul dominio del capitale e che la democrazia nel capitalismo è come la democrazia nella Grecia antica, solo per i possessori di schiavi, diventa palese che l’elettoralismo e il parlamentarismo non servono a nulla per la conquista del socialismo. Dal momento che oggi le ampie masse popolari e giovanili diffidano già del parlamento e della finta democrazia borghese, la tattica e la strategia elettorale astensionista del PMLI si confermano l'unica scelta scientifica e rivoluzionaria.
Lo studio si completa con l'analisi del 13° e del 15° opuscolo, che rappresentano la guida strategica per la nostra azione politica. Il 13° opuscolo, "Applichiamo gli insegnamenti di Mao sul fronte unito", chiarisce come costruire un ampio fronte di massa contro il nemico principale. Questo testo ha il merito fondamentale di fare un'analisi di classe rigorosa dei lavoratori in Italia, sfatando il mito borghese e revisionista sulla presunta "morte della classe operaia" nei Paesi occidentali. Il proletariato continua a rappresentare la fetta maggioritaria della popolazione: considerare questo dato e applicare la teoria del fronte unito dimostra quanto sia assurda la tesi secondo cui "non si può fare la rivoluzione perché manca il proletariato". Infine, il 15° opuscolo, "Il Partito del proletariato", definisce il ruolo insostituibile dell'avanguardia: senza il PMLI, guidato dal marxismo-leninismo-pensiero di Mao, ogni lotta rischia di rimanere spontanea e riassorbibile dal sistema.
Per l'Organizzazione studenti di Firenze del PMLI, assimilare questi concetti significa prepararsi a intervenire nelle scuole e nelle università con basi teoriche d'acciaio, smascherare i riformisti e indirizzare la rabbia giovanile verso la conquista del socialismo.
9 settembre 2026