Italia spaccata in 20 staterelli
La Camera dà il via libera alle pre-intese riguardanti le 4 regioni più ricche del Nord
Il 21 luglio scorso la Camera ha approvato le risoluzioni del “centro-destra” che impegnano il governo a concludere le Intese per devolvere a Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria la competenza esclusiva su protezione civile, professioni, previdenza complementare e coordinamento della finanza pubblica sulla sanità.
Dopo il via libera del Senato, giunge a compimento il primo passaggio parlamentare che spezzetterà la Repubblica Italiana in 20 staterelli, i cui profili non sono ancora chiari. Un esito non scontato anche perché il presidente della regione Puglia, Antonio Decaro, ha preannunciato il ricorso davanti alla Corte costituzionale perché la devoluzione della sanità danneggerebbe il Mezzogiorno, come peraltro denunciato durante le audizioni dalla fondazione Gimbe e da altri esperti.
L’autonomia differenziata è legata alle particolarità territoriali, elemento su cui ha insistito la Corte costituzionale nel 2024, quando bocciò parte della legge Calderoli sull’Autonomia. Come si coniuga questo requisito con pre Intese fotocopia?
La devoluzione di competenze che più spaventa è quella del coordinamento della finanza pubblica in tema di sanità: le quattro regioni avranno margini di manovra della spesa sanitaria totali. Il turismo sanitario aumenterà, i costi saranno a carico delle regioni di provenienza dei pazienti, ma i cittadini del Nord vedranno allungarsi le liste d’attesa.
Gli accordi tra Stato e singole Regioni comporteranno che un medico che lavori in corsia in un ospedale di Brescia, pur appartenendo al medesimo servizio sanitario nazionale, possa guadagnare di più di un suo collega al lavoro in un reparto di Caltanissetta, a parità di mansioni e competenze. E a fine carriera potrà accedere a una pensione più consistente, grazie al sistema integrativo riconosciuto dall’autonomia differenziata. Il ministro Calderoli ha replicato domandando: “La sanità di serie A e di serie B possono essere colpa dell’Autonomia differenziata che ancora non c’è o l’Autonomia può essere uno strumento per risolvere questi problemi, dimostrando a chi è indietro che si può fare meglio?”. Decaro ha preannunciato il ricorso alla Consulta quando le Intese verranno approvate in via definitiva dal Parlamento. In risposta, il presidente della Basilicata Vito Bardi (FI) si è dissociato.
Insomma il governo e la maggioranza avanzano spediti verso l'Autonomia differenziata che se approvata accentuerebbe il divario Nord-Sud e metterebbe le regioni del Nord diventare ancora più potenti e ricche e più forti nel rivendicare un sempre più ampio federalismo. Un disegno politico che va fermato al più presto buttando giù il governo Meloni, Mussolini in gonnella, da sinistra e dalla Piazza.
9 settembre 2026