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Il vampirismo di classe: la nuova frontiera dell'estrazione di plusvalore

di Cartesio - Napoli
Il Bolscevico n. 30, nel rispolverare una precedente edizione su Engels, da studiare insieme al servizio Facebook del PMLI sugli onori tributati alla tomba di Marx a Londra, fa venire voglia di scrivere ed applicare gli insegnamenti; pertanto, prendendo spunto da una notizia attuale, ho scritto questo pezzo da sottoporre all'attenzione della Redazione rossa.
Quando Karl Marx descriveva il capitale come «lavoro vivo succhiato» e paragonava la borghesia a un vampiro che vive solo assorbendo la forza vitalizzante del proletariato, non stava usando soltanto un'iperbole letteraria. Oggi, la Silicon Valley trasforma la metafora del Capitale in realtà medica e industriale.
Il caso del miliardario Bryan Johnson - che spende oltre 2 milioni di dollari all'anno per frenare il proprio invecchiamento ed è arrivato a farsi iniettare il sangue del figlio adolescente - non è una stravaganza individuale. È la manifestazione organica e brutale della natura del capitalismo tardo-imperiale.
Nel modo di produzione capitalistico classico, il borghese si appropria del plusvalore estorcendo il tempo e il lavoro del proletario. Nel capitalismo delle biotecnologie, l'estrazione valica la sfera economica per colonizzare direttamente l'organismo corporeo.
Il circuito del plasma negli USA riflette esattamente la struttura della lotta di classe:
I venditori: proletari precari, studenti indebitati, masse impoverite che vendono letteralmente la propria vitalità cellulare due volte a settimana per sopravvivere ed arrivare a fine mese.
I compratori: capitani d'industria e miliardari tecnologici che consumano il plasma giovane per allungare la propria aspettativa di vita.
Il valore biologico scorre infallibilmente dal basso verso l'alto: dai molti sfruttati al singolo oligarca.
L'aspetto ancora più emblematico dal punto di vista dell'analisi materialista è il feticismo sottostante. Nonostante la FDA nel 2019 abbia bollato queste trasfusioni come inefficaci e rischiose, e studi scientifici (come quelli sui processi di parabiosi dei coniugi Conboy nel 2020) abbiano dimostrato che il sangue vecchio danneggia il donatore giovane senza dare garanzie miracolose, il mercato continua a prosperare. Lo stesso Johnson ha ammesso l'assenza di benefici clinici rilevanti.
Perché allora l'oligarchia continua a comprare? Perché non acquista un farmaco: acquista il mito del proprio potere di classe. Il capitale trasforma anche il fallimento scientifico in una nuova merce speculativo-industriale, come dimostrano le acquisizioni da centinaia di milioni di dollari nel settore del bio-tech da parte di colossi farmaceutici (Grifols, Alkahest) e investitori come Bezos e Altman (Altos Labs, Retro Biosciences).
La morte è sempre stata, nella storia della società divisa in classi, l'unico "livellatore universale" involontario. Oggi il capitale punta a superare anche questo limite materiale. Se la salute, l'energia cellulare e la vita stessa diventano merci accessibili unicamente mediante la disponibilità di capitale finanziario, la disuguaglianza economica rischia di mutarsi in disuguaglianza biologica irreversibile.
Non ci troviamo di fronte a un "progresso dell'umanità", bensì all'ultimo stadio del vampirismo di classe. Non si tratta più soltanto di alienare il prodotto del lavoro o i dati personali: il capitale pretende di alienare la giovinezza stessa dai corpi del proletariato per trasformarla nella longevità privata dei dominanti.
Di fronte a questo scenario, la risposta non può essere il fascino etico per la scienza "filantropica", ma la presa di coscienza materialista: fino a quando i mezzi di produzione - e oggi quelli di ricerca biologica - rimarranno nelle mani della borghesia, persino la vita umana verrà ridotta a semplice materia prima da prosciugare.
Solo col socialismo potremo superare anche quest'ultima barbarie.

9 settembre 2026