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Intervista di H.G. Wells a Stalin

di Giuliano - Roma
 
Il 23 luglio del 1934 lo scrittore inglese H.G. Wells si reca a Mosca. Pur essendo favorevole a molte riforme sociali e critico verso il capitalismo liberale, non è comunista. È interessato a comprendere se l'esperimento sovietico rappresenti realmente il futuro dell'umanità.
L'incontro con Stalin dura diverse ore e assume la forma di una discussione filosofica, economica e politica.
Ma il punto cruciale dell'intervista si concentra maggiormente su un quesito: è possibile riformare il capitalismo? Secondo Wells non è necessario abbattere il capitalismo mediante una rivoluzione: egli immagina che gli Stati possano pianificare l'economia, che gli imprenditori possano collaborare con lo Stato, che gli scienziati possano dirigere il progresso tecnico e, di conseguenza, che il progresso possa andare avanti. Per Wells la storia procede lentamente.
Stalin, d'altro canto, respinge completamente questa visione. Egli sostiene che nessuna classe dominante rinuncia spontaneamente ai propri privilegi, perché la borghesia difenderà sempre i propri interessi, lo Stato borghese protegge il capitale e la trasformazione rivoluzionaria diventa inevitabile. Per Stalin la storia è determinata dalla lotta di classe.
L'intervista è una delle più importanti testimonianze del pensiero politico del compagno Stalin negli anni Trenta e mette a confronto due diverse concezioni del cambiamento sociale: il riformismo democratico di Wells e il marxismo-leninismo sostenuto da Stalin.
Oggi più che mai è molto importante approcciarsi a questo tema. È importante rendersi conto dei danni che il capitalismo ha fatto nei secoli, comprenderne i punti deboli e infine, abbatterlo senza esitazione. Oggi più che mai, le parole del compagno Stalin sono fondamentali per la lotta di classe e la costruzione del socialismo.

9 settembre 2026