Nell'82° anniversario dell’eccidio nazifascista del 1944
Milano onora i 15 Martiri antifascisti di Piazzale Loreto
Il PMLI invita all’unità di lotta contro il governo neofascista Meloni
Redazione di Milano
Il 10 agosto 1944 quindici antifascisti e partigiani, in maggioranza operai, imprigionati dai fascisti furono prelevati dal carcere di San Vittore di Milano dalle SS tedesche comandate da Theodor Saevecke (divenuto in seguito agente della CIA e vicedirettore dei servizi di sicurezza del ministero degli Interni della Germania Federale), e su ordine del responsabile delle SS per l’Italia nord-occidentale Walter Rauff (colui che inventò le camere a gas mobili montate sui camion, responsabile tra l'altro della morte di 150.000 civili in Polonia e in URSS). Fu detto loro che sarebbero stati condotti a Bergamo per essere poi inviati ai lavori forzati in Germania nell’Organizzazione Todt. Invece furono portati a Piazzale Loreto e lì fucilati da un plotone di repubblichini della legione “Ettore Muti”.
Tutto ciò venne giustificato come rappresaglia per un attentato (mai rivendicato) falsamente attribuito ai GAP contro un camion militare tedesco nei pressi dell’albergo Titanus dove alloggiava la Wermacht e che non vide perire alcun soldato tedesco.
La cosa più vergognosa fu che non solo i corpi dei Martiri vennero lasciati per un giorno sul selciato della piazza con un cartello con scritto “Questi sono i GAP: assassini”, ma che i parenti delle vittime non potettero avvicinarsi alla piazza dove intanto le guardie repubblichine ridevano, scalciavano e sputavano sui corpi, mentre alcuni soldati nazisti assistevano compiaciuti.
Per l’82° del sacrificio dei Quindici fucilati in piazzale Loreto, come ogni 10 agosto, si è svolta l’iniziativa serale, intitolata “Quindici vite per la libertà”, che si è svolta in Piazzale Loreto (nella parte che imbocca Via Andrea Doria, intitolata “Largo 15 Martiri”).
Il principale intervento è stato quello di Massimo Castoldi, nipote del partigiano Salvatore Principato, che ha ricordato come il monumento ai Quindici Martiri di Piazzale Loreto non sia soltanto un luogo della memoria dell’eccidio, ma il simbolo dell’impegno della Milano antifascista a custodire l’identità e il sacrificio di quegli uomini. Ha sottolineato che il loro assassinio non può essere interpretato alla luce del presunto attentato addotto da nazisti e fascisti come rappresaglia: quello fu un pretesto, mentre la vera ragione della fucilazione va ricercata nel ruolo che essi ebbero nella Resistenza e nella lotta contro il fascismo e il nazismo.
Richiamando le testimonianze dei familiari e dei compagni dei caduti, Castoldi ha invitato a restituire ai Quindici la loro storia e i valori per cui vissero e morirono: pace, libertà, giustizia sociale, solidarietà e diritti civili. Ha concluso ricordando che onorarne la memoria significa tradurre quegli ideali in impegno civile nel presente, rifiutando la guerra, ogni mistificazione della storia e ogni tentativo di svuotare di significato il sacrificio dei Martiri.
Militanti della Cellula “Mao Zedong” di Milano del PMLI hanno diffuso con successo un volantino dal titolo “Con lo stesso spirito antifascista dei Quindici Martiri, uniamoci e lottiamo contro il governo neofascista Meloni” che riportava un QR-Code collegato a un Documento del Comitato lombardo del PMLI che, dopo aver brevemente riassunto le molte nefandezze del governo della ducessa Meloni e denunciato il suo nero disegno che intende completare l’opera di 30 anni di fascistizzazione dello Stato borghese (con la dittatura presidenzialista del premierato e con l’autonomia differenziata regionale che fa letteralmente a pezzi l’unità nazionale, attuando i piani piduisti di Gelli, Craxi e Berlusconi), proseguiva sostenendo che, nonostante il recente riposizionamento seguito alla sconfitta referendaria, la linea politica di Mussolini in gonnella resta sostanzialmente immutata sul piano del riarmo, dell'atlantismo e del sostegno alle politiche imperialiste occidentali. Il documento ribadisce il carattere neofascista del governo Meloni, richiamando lo spirito della Resistenza e indicando nella mobilitazione unitaria antifascista e nella prospettiva del socialismo - per la quale è citato l’Editoriale di Scuderi per il 49° Anniversario della fondazione del PMLI rivolto alle ragazze e ai ragazzi che lottano per cambiare l’Italia - la via per realizzare gli ideali di libertà, pace e giustizia sociale per i quali combatterono i partigiani.
Durante l’iniziativa sono state recitate le lettere dal carcere dei Quindici Martiri intervallate da canzoni e musiche antifasciste intonate da Paolo Enrico Archetti Maestri e suonate dalla sua band “Yo Yo Mundi” che hanno concluso la manifestazione coinvolgendo i presenti al canto di “Bella Ciao”.
9 settembre 2026