Il PMLI.Biella solidale con Jaca del CSA Mattone Rosso
Portato in questura a Vercelli perché indossava una maglietta con scritto “No DDL bavaglio, Meloni vattene”
L’Organizzazione di Biella del Partito marxista-leninista italiano (PMLI) esprime la propria solidarietà militante al compagno Jaca del CSA Mattone Rosso di Vercelli, nonché militante di Vercelli Antifascista e Vercelli per la Palestina, per il grave atto di repressione e provocazione messo in atto dalla questura di Vercelli.
Jaca, mentre stava facendo rientro a casa in bicicletta, è stato circondato da due pattuglie della polizia di Stato che lo hanno identificato in strada per poi condurlo in questura, dov'è stato sottoposto al rilevamento delle impronte digitali e ad ulteriori controlli. Parrebbe inoltre che, durante il fermo, il compagno sia stato sottoposto a un’umiliante denudazione da parte degli operatori di polizia. Il tutto perché ha avuto il coraggio di girare per la sua città, Vercelli, indossando una maglietta bianca con la scritta: “No DDL bavaglio, Meloni vattene”.
Chi ha ancora dubbi sulle parole d’ordine del PMLI, che definisce il governo Meloni neofascista, ha nell’ennesimo episodio di repressione del dissenso una nuova e grave prova per comprendere che siamo di fronte a un sistema sempre più autoritario e repressivo. Un cittadino che esprime democraticamente il proprio dissenso nei confronti di un governo che non sta facendo nulla per rafforzare la sanità pubblica e la scuola, per fermare i licenziamenti e la precarietà, ma che si appresta invece a destinare miliardi di euro al riarmo bellico, viene fermato e condotto in questura per il semplice fatto di indossare una maglietta con una scritta di contestazione. E tutto questo accade mentre a Vercelli, in occasione della presenza di Giorgia Meloni e Francesco Lollobrigida alla rassegna risicola Risò, si assiste a una passerella istituzionale che non può diventare il pretesto per comprimere il diritto al dissenso. Se già oggi si viene condotti in questura per una semplice maglietta di contestazione, cosa accadrà quando il cosiddetto “DDL bavaglio” renderà ancora più difficile esprimere il proprio dissenso nei confronti delle politiche del governo? È un interrogativo grave e preoccupante che non può essere ignorato.
Il PMLI.Biella si pone al fianco del compagno vilmente fermato e trattenuto e denuncia con forza ogni tentativo di intimidire, reprimere e criminalizzare chi esercita il proprio diritto al dissenso politico. Ci poniamo inoltre al fianco di tutte le compagne e i compagni piemontesi del movimento No TAV che si battono contro le speculazioni dei signori del cemento in Valsusa e di tutti coloro che hanno il coraggio di denunciare il governo nazisionista d’Israele e il massacro del popolo palestinese. Anche nei loro confronti incombe il rischio di una crescente criminalizzazione del dissenso, soprattutto mentre si prospettano norme che, dietro il pretesto della lotta all’antisemitismo, possono essere utilizzate per colpire e limitare la critica politica al governo israeliano.
Per questo riteniamo necessario denunciare con forza ogni forma di repressione e intimidazione. La libertà di espressione, il diritto al dissenso e la possibilità di organizzarsi e lottare contro le politiche del governo non possono essere considerati un problema di ordine pubblico. L’Organizzazione di Biella del PMLI esprime quindi la propria piena solidarietà militante al compagno Jaca del CSA Mattone Rosso e a tutte le compagne e i compagni che continuano a battersi contro la repressione, la guerra, il riarmo e ogni forma di oppressione.
Per il PMLI.Biella
Gabriele Urban
Biella, 14 settembre 2026