Incontro Trump e Xi alla Casa Bianca
Falsa amicizia tra Usa e Cina
Lo scorso maggio commentando il vertice di Pechino tra i due dittatori fascisti nemici, Trump e Xi, dedicato principalmente agli affari e al commercio evidenziavamo che la festosa accoglienza al capo della Casa Bianca nascondeva la rivalità strategica tra l'imperialismo americano e il socialimperislismo cinese. Cosicché quella sancita il 14 e 15 maggio a Pechino tra l’imperialismo americano e il socialimperialismo cinese era solo una tregua armata che nascondeva la loro rivalità strategica per il dominio del mondo. Una considerazione che resta valida anche dopo l'ultimo vertice tra i due a Washington dal 23 al 25 settembre.
Xi Jinping atterrava sulla pista della Joint Base Andrews dove era accolto direttamente da Trump, con un gesto d'onore riservato a pochissimi leader stranieri per una tre giorni con un calendario fitto di colloqui bilaterali, vertici strategici e altri momenti ad alto valore, con al centro temi quali economia, sicurezza e crisi geopolitiche, Intelligenza Artificiale (IA) e via elencando, mettevano in evidenza le cronache dei media. Gli stessi che dopo i tre giorni evidenziavamo il finale di un vertice ricco di cerimonie ma con scarsissimi risultati concreti dichiarati fra due concorrenti imperialisti su tutti i fronti politici, da Taiwan all'Iran. Unico risultato tangibile la proroga di appena due mesi, dal 10 novembre al 10 gennaio, della tregua commerciale in vigore che Pechino voleva estendere ben oltre e l'avvio di discussioni sulle minacce legate all'Intelligenza Artificiale, il nuovo fronte di scontro Usa-Cina.
Sul fronte della guerra commerciale Trump può registrare che il deficit con la Cina è sceso ma solo perché gli Usa importano di meno mentre puntava a modificare il rapporto in altra maniera, con un aumento delle esportazioni in particolare quelle agricole che non c'è stato nella misura concordata. E al contrario dell'avversario cinese, che conserva in particolare il suo monopolio nella produzione delle terre rare da usare come arma per combattere la guerra dei dazi, gli Usa restano prigionieri in una crescita economica fragile, l’inflazione in crescita e un debito estero senza precedenti.
“Ci incontreremo nuovamente a novembre, in Cina", per il vertice Apec, "e poi al G20 di dicembre, a Miami, in Florida. Molto è stato realizzato e molto altro lo sarà. Attendo con impazienza il nostro prossimo incontro!", scriveva Trump su Truth, tirando il sipario su quello che definiva “un incontro all'insegna dell'amicizia, della forza e del successo, sia per la Cina che per gli Stati Uniti”.
Alla partenza del volo di ritorno a Pechino Xi aveva così definito l'obiettivo della visita: "Trump e io siamo come due persone che tracciano la rotta per la grande nave delle relazioni tra Cina e Stati Uniti. Quando il presidente ha visitato la Cina a maggio, abbiamo concordato sulla visione di costruire una relazione costruttiva e di stabilità strategica. Questa volta, abbiamo concordato di arricchire tale relazione di nuovi contenuti. Sarà una relazione costruttiva, basata sulla stabilità strategica, sul rispetto, sull'equità e sulla reciprocità. Da ciò si evince che le prospettive per questa relazione saranno sempre più luminose". In altre parole il nuovo imperatore socialimperialista riaffermava con tracotanza che il mondo ha oggi due padroni assoluti e non uno solo, come nel passato, senza tuttavia ammettere di aver raggiunto un qualche accordo sui tanti temi al centro del loro conflitto, da Taiwan all'Iran, dall'Intelligenza Artificiale allo squilibrio del loro interscambio commerciale. Quanto più sorridono tanto più sono decisi a fronteggiarsi per prevalere l'uno sull'altro. Il fascioimperialista Trump aveva voluto accogliere l'ospite mettendo in mostra la superiorità militare americana con la presenza di tutti i rami delle forze armate Usa e il sorvolo di un bombardiere stealth B-2 Spirit (impiegati per colpire l’iran) e di quattro caccia F22 Raptor; da parte sua il nuovo imperatore socialimperialista Xi Jinping nel saluto in pubblico ha voluto ricordare che “la Trappola di Tucidide può essere superata”, ossia l’idea che la potenza dominante e la emergente siano destinate a scontrarsi, se gli Stati Uniti si conformeranno “alla posizione corretta, opponendosi all’indipendenza taiwanese”.
Insomma l'incontro fra Trump e Xi alla Casa Bianca è alla pari di una recita sulla falsa amicizia tra Usa e Cina mentre nella realtà la superpotenza dominante americana avviata verso il declino e il socialimperialismo cinese che la incalza sono impegnati a scontrarsi in ogni campo, escluso al momento quello militare, per il dominio assoluto del mondo.
30 settembre 2026