Bolzano
Continua la persecuzione dei senza-tetto da parte della giunta nera del neopodestà Corrarati

Dal corrispondente dell'Organizzazione della provincia di Bolzano del PMLI
Il 24 settembre cinque persone che vivevano all'addiaccio sotto un pilastro del viadotto A22 di viale Trento sono state sgomberate con la forza dalla polizia municipale per ordine della giunta nera del neopodestà Claudio Carrarati, ed anche questa volta (“come in ogni sgombero”, secondo l'associazione di volontariato Bozen Solidale), sono state buttate via tende ed effetti personali.
Dopo l'azione poliziesca è intervenuta anche la Seab, che ha addirittura installato una rete metallica per evitare futuri accampamenti! Sempre secondo Bozen Solidale: “Le persone sgomberate oggi sono le stesse sgomberate qualche settimana fa nella famosa 'settimana degli sgomberi'. Sono per lo più lavoratori che non se ne andranno dalla provincia, a cosa serve sgomberarli? Assolutamente a nulla visto che dopo dieci minuti trovano un altro giaciglio. Possibile che invece di spendere migliaia di euro in sgomberi non ci sia la capacità di incanalare quei soldi in progetti abitativi? Senza dimenticare che molte delle persone che vivono all'addiaccio avrebbero diritto ad un posto letto in un CAS (Centro Accoglienza Straordinaria); CAS che a Bolzano risulta praticamente vuoto”.
Il quotidiano “Alto Adige” stima che, al momento, a Bolzano in circa 90 dormono all'addiaccio. Ci sono, poi, i cosiddetti “Centri per l'emergenza freddo” che apriranno, appunto, quando farà freddo, ossia tra fine ottobre e inizio novembre. Come se la crisi abitativa che attanaglia Bolzano non fosse un problema strutturale, ma si presentasse solo d'inverno! Secondo i calcoli di Filippo Celata, ordinario di Geografia economica e politica alla Sapienza di Roma, effettuati per conto dell'“Assemblea Abitare Bozen” basandosi sui già prudenti dati dell'Osservatorio Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate, a Bolzano 7 zone su 10 superano la soglia indicata dalla Commissione europea per individuare situazioni di “stress abitativo”.
Il 21 settembre l'associazione “Abitare Bozen” ha, inoltre, depositato al Comune di Bolzano una raccolta di oltre 800 firme raccolte durante i mesi estivi (a cui hanno aggiunto la firma anche i compagni dell'Organizzazione della provincia di Bolzano del PMLI) per avanzare una doppia proposta: “l'istituzione di un'Agenzia Sociale per l'Abitare per aumentare l'offerta di alloggi in affitto a prezzi accessibili, e l'adesione di Bolzano al SAI (Sistema Accoglienza Integrazione) per costruire un sistema di accoglienza dignitoso e non emergenziale”.
Proposta sicuramente da appoggiare, anche se ci sembra presenti dei limiti. Per esempio, in quanto non chiede un calmiere per gli affitti ma l'introduzione di una “Quota 30%”, in base al reddito dell'inquilino, che significherebbe comunque che un lavoratore con uno stipendo di 1.500 euro si ritroverebbe a pagare 450 euro mensili! E, inoltre, non rilancia il potenziamento dell'edilizia pubblica, vera alternativa alla speculazione del mercato immobiliare, attraverso la costruzione di nuovi alloggi in base alla domanda, l'abbattimento dei tempi di assegnazione, il miglioramento della qualità degli alloggi, e l'abbassamento dei canoni di affitto.

30 settembre 2026