Elicottero di Putin viola lo spazio aereo della Polonia
Aumentano le provocazioni russe contro Paesi europei “colpevoli” di appoggiare l’Ucraina
Lo scorso 23 settembre un elicottero russo Mi-8 proveniente dall’oblast russo di Kaliningrad ha violato lo spazio aereo della Polonia per 42 secondi nella zona di Braniewo, nel voivodato della Varmia-Masuria, penetrando in territorio polacco per circa 300 metri. Le forze armate di Varsavia hanno fatto decollare due aerei da combattimento e allertato la difesa aerea, denunciando l'ennesima provocazione e test di prontezza da parte di Mosca
L'elicottero è rimasto sul lato polacco del confine per circa 42 secondi e penetrandovi per circa 300 metri.
L’episodio si inserisce in una serie di provocazioni russe in Europa contro Paesi che supportano militarmente e finanziariamente l’Ucraina, contro la quale la Russia sta combattendo, e con ogni probabilità lo scopo dello sconfinamento è di verificare il livello di prontezza della difesa aerea polacca, come ha spiegato il comando operativo delle forze armate, il quale ha affermato in una nota che "il carattere dell'incidente indica che la Russia testa ancora una volta la prontezza della nostra difesa aerea
", aggiungendo che "gli equipaggi dei sistemi di difesa aerea della Repubblica di Polonia effettuano un monitoraggio continuo, restando costantemente pronti a garantire la sicurezza dello spazio aereo polacco
".
Questa è soltanto l’ultima delle provocazioni con le quali la Russia putiniana sta cercando di verificare la reazione della Polonia, perché Władysław Kosiniak-Kamysz, il ministro polacco della Difesa, ha recentemente riferito di un'intercettazione da parte di aerei polacchi di un velivolo da ricognizione russo Ił-20 che si trovava a circa 40 chilometri dalle coste del Paese. Analoghe situazioni, ha riferito sempre il ministro, si erano verificate in precedenza nell’area di Łeba e Koszalin.
Nel frattempo il quotidiano El Mundo
, citando fonti anonime del Ministero della Difesa della Lituania, ha fatto sapere che i russi potrebbero utilizzare droni - da lanciare sule coste mediterranee di Italia, Francia e Spagna - nascosti in container di navi da carico civili in navigazione sul Mediterraneo.
Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto e il presidente francese Emmanuel Macron hanno dato poco credito a tale notizia, peraltro proveniente da un Paese, la Lituania, il cui governo non soltanto supporta l’Ucraina ma teme anche le forti ingerenze russe sul piccolo Paese che ospita una minoranza composta da russi e bielorussi che supera le 200.00 persone, il 7% della popolazione lituana.
Se i droni russi nel Mediterraneo sono soltanto una possibilità, la provocazione scoperta all’aeroporto di Lipsia, in Germania, lo scorso 4 agosto, è una realtà conclamata, tanto che il governo tedesco ha affermato ufficialmente che c’è la mano dei russi: quel giorno, infatti, un drone carico di esplosivo colpì un aereo ucraino da carico Antonov An-124 fermo sulla pista, in attesa di essere caricato. Il drone non esplose e fu trovato nella pista vicino all’aereo ucraino. La Germania, infatti, è uno dei maggiori sostenitori europei dell’Ucraina e, in modo particolare, il suo aeroporto di Lipsia è la principale base operativa e hub logistico europeo della compagnia aerea ucraina Antonov Airlines, dove stazionano i grandi aerei cargo Antonov An-124 ucraini utilizzati per trasporti strategici e logistici di materiale militare dall’aeroporto tedesco fino ai due scali di Leopoli e di Ivano-Frankivs'k, gli unici aeroporti del Paese in guerra che riescono ancora a garantire un ponte aereo, seppur limitatissimo, con il resto dell’Europa.
30 settembre 2026