A proposito del Ddl Meloni sul tetto al 30% per gli stranieri in classe
La protesta delle scuole di Genova: “No al razzismo”
La Digos rimuove da una scuola primaria lo striscione “Qui nessun è straniero”
Dal corrispondente di Genova de “Il Bolscevico”
Venerdì 25 settembre davanti a varie scuole genovesi è scattata la protesta contro il ddl del governo neofascista Meloni, Mussolini in gonnella, che stabilisce un tetto del 30% agli studenti stranieri che non parlano bene l’italiano. A organizzare l’iniziativa, con volantinaggi e affissioni di striscioni, il movimento studentesco “Osa”.
Fra i vari plessi scolastici interessati alla giornata di lotta spicca il fatto grave avvenuto alla scuola primaria Daneo dov'era stato appeso un lenzuolo, disegnato e scritto dalle bambine e dai bambini della scuola, con su scritto “Qui nessun è straniero”. Due agenti, in abiti civili, delle “forze dell’ordine” (leggi Digos), mentre gli scolari stavano entrando in classe sono intervenuti suscitando molte proteste da parte dei genitori presenti e hanno sequestrato e, in maniera alquanto brusca, il pericoloso e sovversivo striscione.
Il sequestro dello striscione antirazzista alla scuola Daneo rappresenta una chiara manifestazione del ruolo dello Stato borghese che assume la veste di strumento di repressione dell’antagonismo e del dissenso. È la dimostrazione che le istituzioni statali e le cosiddette forze dell’ordine non agiscono come “arbitri” neutrali ma intervengono per garantire l’ordine politico costituito e l’ideologia della classe dominante. La rimozione evidenzia, ancora una volta di più, il tentativo della borghesia di soffocare sul nascere la solidarietà di classe e l’internazionalismo proletario, elementi che minano la stabilità del sistema capitalistico e la sua propaganda nazionalistica.
Il disegno di legge che pone un limite alla presenza di studenti stranieri nelle aule scolastiche ha come obiettivo di frammentare il proletariato su argomenti nazionalistici e identitari per deviare il malcontento popolare sulle reali problematicità in cui vive; lo sfruttamento, il precariato, i tagli all’istruzione pubblica, i tagli alla sanità, per indirizzarlo verso un finto nemico; il lavoratore straniero e i suoi figli.
Pronta e determinata è però stata la reazione dell’Osa, degli insegnanti e dei genitori degli alunni della scuola che hanno fatto intervenire anche attori diversi e prima assenti; la sindaca di “centro-sinistra” di Genova Silvia Salis e l’assessora ai servizi sociali Rita Bruzzone, che hanno portato la loro solidarietà alla comunità scolastica. Lo striscione “Qui nessun è straniero” è ritornato al suo posto e il suo messaggio, antirazzista, internazionalista, ora, è più forte che mai.
30 settembre 2026