Mentre si susseguono i successi militari della Resistenza ucraina
Zelensky all’ONU: “Putin è il paziente zero e va fermato. Non abbiamo scelto questa guerra, ma abbiamo scelto di non perdere il nostro Paese e la nostra sovranità”
Lavrov: “Non c’è nessuna pace possibile con uno Stato che non esiste”
L’intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky all’81° Assemblea generale dell’Onu del 23 settembre ha rappresentato una precisa e puntuale sintesi dopo oltre quattro anni e mezzo di Resistenza all’aggressione dei nazizaristi russi. "Nessun funzionario russo avrebbe mai immaginato che il Generale d'Armata Inverno, che per secoli ha combattuto al fianco della Russia, un giorno avrebbe cambiato schieramento e appoggiato chi si difende dalla Russia. Faremo in modo che ciò accada quest'inverno, se la Russia continuerà a prendere di mira il nostro sistema energetico e il nostro riscaldamento. Gli ucraini capiscono che questo inverno potrebbe essere molto duro per noi, ma in risposta non avremo altra scelta che renderlo doloroso anche per la Russia, ed è proprio per questo che diciamo che questi passi di consolidamento sono importanti, sono necessari prima dell'inverno. Ora abbiamo bisogno di diplomazia e di forza, e passo dopo passo stiamo colmando le lacune in entrambi gli ambiti", ha aggiunto. Secondo Zelensky, il presidente russo, Vladimir Putin, "non può vivere senza guerra, è il paziente zero e va fermato. Colui da cui questa idea di guerra continua a diffondersi e che, ovunque arrivi, porta solo dolore, instabilità, nuovi rischi e, naturalmente, nuove crisi. Più libertà di agire ha Putin, più il mondo diventa pericoloso per tutti gli altri. Ecco perché questo "Paziente Zero" deve essere fermato. Bisogna negargli lo spazio per agire e per diffondere ulteriormente questo male”. “Nessuno vuole la guerra, solo un uomo la vuole". Il presidente americano, Donald Trump, ha affermato 'questa guerra ridicola e infinita contro l'Ucraina deve finire'. Non conosco un solo leader mondiale che sosterrebbe il contrario. Non conosco nessuno che sia apertamente a favore di questa guerra, a eccezione di un uomo”, ha aggiunto Zelensky all’ONU. "Non abbiamo scelto questa guerra, ma abbiamo scelto di non perdere il nostro Paese e la nostra sovranità. Sembra esserci sempre qualcosa che ferma Putin dal dire basta così, è finita. Sono le finanze e la produzione della Russia a dover essere bloccate”. Sì perché "Le sanzioni, i pacchetti di sostegno, la nostra produzione congiunta di armamenti: tutto questo è importante. Ci rende più forti. Quando qualcuno fornisce più denaro alla Russia attraverso il commercio, concede a questa guerra più tempo. È per questo che insistiamo nel limitare gli scambi commerciali con l'aggressore e nel ridurre noi stessi le entrate della Russia”, ha detto il presidente ucraino. “Quando la Russia dispone di denaro, dice sempre di no - no alla diplomazia - e questo costituisce una sorta di veto alla pace: non un diritto ufficiale, ma un veto reale. E quando qualcuno nel mondo allenta le sanzioni - le sanzioni contro gli oligarchi russi - concede più tempo alla guerra; più tempo affinché Putin possa mandare persone povere a morire al fronte. Pertanto, le entrate della Russia devono rimanere un obiettivo", ha aggiunto.
"Da quasi cinque anni i generali russi tentano di eseguire il folle ordine di Putin di conquistare le nostre terre orientali, la regione di Donetsk. E solo quest'anno, tra gennaio e agosto, l'esercito russo ha subito perdite per 248.960 unità”, ha precisato Zelensky. "Ventuno Paesi al mondo hanno una popolazione inferiore. Ventuno Paesi al mondo hanno una popolazione inferiore al numero di soldati russi persi in soli otto mesi. È una follia, eppure continuano ad andarci a morire, perché è questo che vuole Putin... Sappiamo che la Russia usa soldati di 47 Paesi nella sua guerra" in Ucraina. "A questi 47 Paesi dico: sapete quello che la Russia fa con i vostri cittadini. Non consentite a Putin di trascinarvi in questa guerra”. Il leader ucraino ha poi aggiunto che "misure di de-esclalation sono importanti e necessarie prima dell'inverno".
Il presidente ucraino ha dichiarato altresì ai leader riuniti alle Nazioni Unite che l’Ucraina è pronta per una tregua marittima nel Mar Nero sulla base delle proposte avanzate da Egitto, India e Turchia, aggiungendo che ora spetta alla Russia rispondere. Zelensky è intervenuto al vertice della “Piattaforma della Crimea” , a margine dell’Assemblea Generale annuale delle Nazioni Unite e in vista di una riunione del Consiglio di Sicurezza sulla guerra della Russia in Ucraina. "Stiamo aspettando la risposta della Russia. L’Ucraina è pronta a garantire la sicurezza della navigazione e l’approvvigionamento alimentare nel Mar Nero se anche la Russia è disposta a compiere passi concreti verso un allentamento delle tensioni. Da qualche parte bisogna pur cominciare", ha affermato.
La Russia ha affidato la risposta ufficiale al ministro degli Esteri Serghei Lavrov, presente all’Assemblea dell’Onu al posto del nuovo zar e criminale di guerra Putin. Nel suo intervento del 26 settembre ha ribadito che la Russia raggiungerà i suoi obiettivi in Ucraina "a prescindere dalle circostanze". Lo stesso Lavrov, in una intervista alla TV di Stato russa il 9 settembre, aveva confermato addirittura che non c’è nessuna pace possibile con uno Stato che non esiste. "Si dice che la Russia abbia bisogno di una zona cuscinetto. Che l'Ucraina diventi questa zona cuscinetto. L'Ucraina, che abbiamo riconosciuto come entità legittima nella politica mondiale, non esiste più".
Mentre per il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov attualmente non esistono i presupposti per avviare negoziati di pace sull'Ucraina. "La militarizzazione dell'Ucraina sta effettivamente proseguendo. Gli Stati europei cercano di reperire sempre più fondi per l'acquisto di armamenti. Il regime di Kiev continua la sua attività di stampo terroristico", ha detto Peskov ai giornalisti, commentando l'appello del presidente statunitense, Donald Trump, e del presidente ucraino Zelensky, a favore di una tregua energetica.
Intanto mentre continua la mattanza dei criminali bombardamenti russi contro civili e infrastrutture in tutta l’Ucraina, il 27 settembre almeno 14 persone sono state uccise e altre 57 ferite negli attacchi russi, la situazione del campo ci dice che il 20 settembre, nell'ambito dell'operazione “Vivaldi”, le forze ucraine hanno liberato i villaggi di Shandryholove e Derylove, nella regione di Donetsk, e stabilito il pieno controllo su Drobysheve. Lo ha affermato il comandante del Terzo Corpo d'Armata ucraino Andriy Biletsky, citato da Ukrainska Pravda. "Va sottolineato che Shandryholove è un punto strategico fondamentale sia per le nostre truppe sia per il nemico", ha spiegato. Secondo il comandante durante la seconda fase dell'operazione le truppe di Kiev hanno riportato sotto il proprio controllo altri 40 kmq di territorio. Complessivamente, ha spiegato, nelle due fasi dell'operazione “Vivaldi”, il Terzo Corpo e le unità ad esso assegnate hanno riportato sotto il controllo ucraino 125 kmq, dei quali 50 kmq sono stati riconquistati. Biletsky ha aggiunto che durante la seconda fase le forze russe hanno perso circa 800 militari e che, complessivamente, nelle due fasi dell'operazione, le perdite hanno superato i 3.000 militari.
Tra l’8 marzo e l’8 settembre 2026 secondo più di una fonte terza la Russia ha ottenuto guadagni netti di territorio pari a 166 km². Le perdite stimate nello stesso periodo (morti, feriti e dispersi) sono comprese tra 270 e 280.000, cioè quasi 1.700 caduti o mutilati per km². L’obiettivo dichiarato di conquista del Donbas, di questo passo, richiederà circa 17 anni e quasi 10 milioni di vittime, sempre ammesso che Mosca riesca ad arginare il trend in netto peggioramento. Le perdite totali di combattenti dell'esercito russo dall'inizio dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina, dal 24 febbraio 2022 al 19 settembre 2026, ammontano a circa 1.516.430 unità di personale, considerando morti e feriti. Stando al bilancio pubblicato dall'esercito ucraino, finora la Russia ha anche perso 12.352 carri armati, 25.357 veicoli corazzati da combattimento, 50.011 sistemi di artiglieria, 2.143 lanciarazzi multipli, 1.657 sistemi di difesa aerea, 442 aerei, 356 elicotteri, 2.672 sistemi robotici terrestri, 524.132 Uav tattico-operativi, 5.111 missili da crociera, 35 navi e imbarcazioni, 2 sottomarini, 150.922 veicoli e autocisterne di carburante e 4.703 pezzi di equipaggiamento speciale.
L'Ucraina è altresì riuscita a distruggere "il 45% delle infrastrutture" energetiche russe. Lo ha affermato il presidente ucraino Zelensky, intervistato il 23 settembre dal Wall Street Journal a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. "Se rispondiamo sulle raffinerie, non avranno abbastanza diesel", ha spiegato Zelensky. La vendita di benzina a Mosca è stata limitata a 30 litri per veicolo in seguito all'ultimo attacco ucraino contro la raffineria di Kapotnia, situata a sud-est della capitale russa, avvenuto in concomitanza con l'ultima giornata delle elezioni parlamentari.
30 settembre 2026