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Per il 50° di Mao Pasca ha sviluppato una profonda analisi teorica sui tempi della storia e sulle contraddizioni della nostra epoca

di Cartesio - Napoli
Colgo con piacere il reminder riportato sull'ultimo numero de "Il Bolscevico", che invita a leggere e commentare il n.33/2026 sulla Commemorazione di Mao.
Il discorso pronunciato dal Segretario generale in pectore del PMLI, ovvero dal caro e rispettato compagno Mino, per il 50° Anniversario della scomparsa di Mao, non si limita a una commemorazione ideologica, ma sviluppa una profonda analisi teorica sui tempi della storia e sulle contraddizioni della nostra epoca.
Il punto di partenza è una lezione di prospettiva storica: i grandi passaggi da un modo di produzione all’altro non avvengono mai da un giorno all’altro. Come ricorda Pasca ripercorrendo la dialettica materialista, il feudalesimo impiegò circa 300 anni prima di soppiantare il sistema schiavistico e affermarsi stabilmente; a sua volta, il capitalismo necessitò di circa 400 anni per superare le resistenze feudali ed imporre la propria egemonia su scala globale. In quest'ottica, valutare il cammino del socialismo pretendendo un'affermazione immediata o priva di arretramenti e controrivoluzioni significa ignorare la complessità dei cicli storici e non capire che il socialismo scientifico non ha nemmeno 200 anni di storia, in cui possiamo individuare tre esperienze rivoluzionarie esemplificative e forse un altro paio.
Su questo quadro si innesta la riflessione contemporanea sull'Intelligenza Artificiale. Nell'analisi propostaci, l'IA rappresenta un'imponente forza produttiva che, sotto il dominio capitalistico, si trasforma in minaccia di disoccupazione, controllo e concentrazione di profitto per pochi colossi tecnologici, in un contesto sociale sempre più piramidale. Al contrario, nella prospettiva socialista tracciata da Mao, la tecnologia deve sottrarsi alla logica del profitto privato per diventare uno strumento collettivo capace di sollevare l'uomo dal lavoro alienato e pianificare i bisogni della società.
La tensione ideologica trova il suo culmine nella potente immagine del “cielo da portare giù”. Citando la celebre espressione usata da Marx per i comunardi di Parigi - capaci di “assalire il cielo” -, Pasca invita le nuove generazioni a non proiettare la giustizia sociale in una dimensione astratta o utopica, ma a “strappare quel paradiso dall'aldilà per realizzarlo sulla terra”. Un richiamo potente a fare dell'insegnamento del Gran Timoniere una prassi concreta di trasformazione rivoluzionaria della realtà.
 
7 ottobre 2026