Studenti, genitori e insegnanti si mobilitano contro la scuola razzista di Meloni
In risposta al decreto legge neofascista, razzista e xenofobo varato il 24 settembre dal Consiglio dei ministri su proposta dalla premier Giorgia Meloni, Mussolini in gonnella, di concerto con il ministro fascioleghista dell’Istruzione e del “Merito” Giuseppe Valditara e la Ministra berlusconiana dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini (vedi articolo ad hoc sul numero 35 scorso) in decine di scuole del Nord, Centro e Sud Italia monta la protesta degli studenti, genitori e docenti contro la scuola razzista di Meloni e Valditara che impone un tetto massimo del 30 per cento di presenze nelle classi prime della scuola primaria, media e superiore di studenti non italofoni, impone alle studentesse di religione islamica il divieto di indossare burqa e niqab durante l'orario scolastico e punisce i trasgressori con una sanzione amministrativa da 200 euro a 1.000 euro che si applica al genitore nel caso la violazione è commessa da uno studente minorenne.
Una norma di mussoliniana memoria con cui il governo Meloni riafferma la sua anima nera patriottarda e nazionalista e la supremazia della razza italiana che giustamente ha suscitato l'indignazione di migliaia di studenti, genitori, docenti personale amministrativo, tecnico, ausiliario e perfino di alcuni dirigenti scolastici che all'indomani dell'approvazione del decreto hanno appeso agli ingressi delle scuole striscioni e cartelli di protesta con su scritto “Qui nessuno/a è straniero/a” che è diventata la parola d'ordine di questa coraggiosa mobilitazione.
La protesta è partita dalla scuola primaria Daneo di Genova (vedi articolo ad hoc sul numero 35 scorso) dove il 25 settembre era stato appeso un lenzuolo, disegnato e scritto dalle bambine e dai bambini della scuola, con la scritta “Qui nessun è straniero” quasi subito sequestrato e rimosso da due agenti della Digos tra le proteste di genitori e insegnanti.
Nei giorni successivi striscioni analoghi e di solidarietà con la Daneo di Genova sono apparsi davanti all'Istituto Comprensivo Pinerolo 3-4 dove lo striscione con la scritta “La scuola è aperta a tutti” è stato prima sequestrato dalla Digos e poi restituito alla scuola e riappeso davanti all'entrata.
A Roma i genitori e i docenti della Scuola Elementare Manin/Di Donato (Rione Esquilino) oltre all'esposizione dello striscione hanno scritto un “Appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché non firmi il decreto del governo sulla scuola”.
A Piano di Conca, frazione di Massarosa, (Lucca) l'esposizione dello striscione condiviso dalla preside che ha dato il benestare ai docenti di appenderlo all’esterno della scuola media Armando Sforzi ha suscitato la rabbiosa reazione del direttore generale dell’ufficio scolastico regionale Luciano Tagliaferri (area Lega) che prima ha minacciato un'ispezione per intimidire i docenti e poi ha vigliaccamente negato di aver mai dato tale disposizione.
A Firenze striscioni con la parola d'ordine “Qui nessuno è straniero” sono apparsi ai cancelli dell’Itt Marco Polo e del Sassetti Peruzzi, del Chino Chini di Borgo San Lorenzo, del liceo Agnoletti di Sesto Fiorentino e anche all’Isolotto sulla passerella pedonale sopra Via Dei Mortuli, in occasione di un flash mob organizzato dagli insegnanti delle scuole primarie Montagnola e Petrarca con i bambini appena usciti dalle classi.
Il 2 ottobre i Collettivi e gli studenti sono sfilati in corteo a Lucca “per dire un NO netto e deciso al D.L. Valditara” e per ribadire che “Non rimarremo a guardare mentre la scuola pubblica viene trasformata in un luogo di punizione, controllo e merito escludente”.
Il 3 ottobre invece in una scuola dell'infanzia di Casalecchio (Bologna) è stato dato alle fiamme lo striscione “Qui nessun* è stranier*” appeso dagli insegnanti all'ingresso dell'edificio. In risposta, il 4 ottobre, nonostante fosse domenica, decine e decine di scuole, a Bologna e provincia, hanno appeso striscioni, cartelli e manifesti di solidarietà e per ribadire che nelle scuole nessuno è straniero. L’iniziativa è stata lanciata a livello nazionale dalla Flc Cgil, mentre la Cgil e la Flc di Bologna hanno annunciato un presidio di protesta per il 6 ottobre.
Il 5 ottobre a Torre Del Lago i docenti e personale ATA dell’IC hanno esposto i cartelloni della campagna “Qui nessuno è straniero” davanti a tutti i plessi scolastici e diffuso un comunicato stampa per annunciare l'adesione alla mobilitazione nazionale.
7 ottobre 2026