Contro il governo Meloni e la regione Sardegna
Lavoratrici e lavoratori dell'AUO di Sassari scioperano per due giorni consecutivi
Contrattazione bloccata da 3 anni, turni estenuanti, medici e personale insufficiente, fuga dei medici verso il privato, sovraffollamento dei reparti si aggiungono ai ritardi nel reclutamento del nuovo personale

Dal corrispondente di Sassari de “Il Bolscevico”
I lavoratori dell'AOU (Azienda Ospedaliero Universitaria) di Sassari, dirigenti medici, medici, infermieri, operatori socio-sanitari hanno scioperato per due giorni consecutivi l'8 e 9 di ottobre contro il governo neofascista Meloni, la giunta di falsa sinistra Todde, l'Università di Sassari inadeguati nell'affrontare i cronici problemi della sanità nazionale, regionale e locale: dal sovraffollamento dei pazienti nei reparti alle barelle e letti di degenza sistemati nei corridoi, dalla fuga delle figure professionali di ogni qualifica verso le aziende sanitarie private ai ritardi procedurali dei nuovi reclutamenti di personale.
L'astensione dall'erogazione delle prestazioni sanitarie segue numerosi presidi, mobilitazioni, stati di agitazione del personale in tutta l'isola (ARNAS Brotzu di Cagliari, Azienda Regionale Salute, Aziende sanitarie locali) succedutisi con crescente frequenza e partecipazione dall'inverno scorso.
Nell'AOU di Sassari la contrattazione aziendale è bloccata da tre anni e il personale ancora non ha visto un euro per le progressioni economiche, la produttività, gli straordinari. Dopo i passati e infruttuosi tavoli di confronto con la Direzione Sanitaria e nessun risultato concreto ottenuto dall'incontro a sciopero in corso con la Commissione Sanità del Consiglio e la Giunta regionale (assente la presidente Todde, assessore alla Sanità ad interim da 10 mesi!), i vertici sindacali territoriali di settore confederali e non confederali, pressati dall'ormai incontenibile esasperazione dei lavoratori, non hanno potuto fare a meno di ricorrere all'arma dello sciopero (e per ben due giorni di seguito!).
Mentre i lavoratori del comparto sanitario minacciano la presentazione di dimissioni in massa se non seguiranno miglioramenti del sistema, si rilasciano dichiarazioni laconiche: Toto Terrosu, CGIL-funzione pubblica, "dov'è la politica?". Augusto Ogana, UIL-funzione pubblica, "insensibilità per i problemi della sanità". Antonio Monni, CISL-funzione pubblica, "siamo profondamente delusi".

14 ottobre 2026