Bologna: Città bloccata dalle manifestazioni per la scuola, la Palestina, il clima, contro il carovita, il razzismo, il governo Meloni
Dal corrispondente del PMLI per l'Emilia-Romagna
Venerdì 16 ottobre Bologna è stata attraversata da numerosi cortei che si sono formati, separati, riuniti, mettendo a soqquadro la città bloccando e occupando strade e piazze nella giornata che vedeva al centro lo sciopero della scuola e il diritto allo studio ma anche il caro vita e i bassi salari, il clima, la grande mobilitazione studentesca in Francia, l’antirazzismo e antifascismo, la solidarietà al popolo palestinese, l’opposizione al governo neofascista Meloni e al ministro dell’istruzione Valditara.
Oltre un migliaio di giovani e giovanissimi hanno partecipato alla manifestazione per lo sciopero studentesco e universitario diretta dal Collettivo autonomo studentesco e dal Collettivo universitario autonomo.
Dalle scuole Minghetti, Copernico, Sabin, Galvani, Fermi e Laura Bassi musicale sono partiti vari cortei che via via sono confluiti in quello principale, al quale si sono uniti anche gli studenti universitari, per poi dividersi nuovamente in vari spezzoni, in particolare uno si è diretto verso via Irnerio mentre l’altro ha sfilato sui viali bloccando il traffico ed entrando poi nell’Istituto scolastico regionale.
Altra mèta degli studenti la stazione centrale dove hanno trovate schierate le “forze dell’ordine” borghese che non hanno esitato a caricare gli studenti per allontanarli. La manifestazione studentesca si è quindi diretta verso Piazza Verdi dove è poi terminata.
Come non bastassero le manganellate puntuali sono arrivate le indagini che hanno già portato all’identificazione di decine di studenti tra i partecipanti per perseguirli anche penalmente.
Ad un altro corteo hanno partecipato i collettivi studenteschi e universitari Opposizione Studentesca Alternativa e Cambiare Rotta.
In piazza anche Fridays For Future ed Extinction Rebellion, che hanno concluso in piazza del Nettuno la mobilitazione. E poi in piazza anche i “Nonni in piazza per il futuro”.
“Noi la guerra non la vogliamo”, “Palestina libera”, “Blocchiamo tutto”, cori contro Meloni, Valditara e Vannacci. Questi i messaggi lanciati dalla giornata di manifestazioni a Bologna. "Avevamo detto che avremmo bloccato la città ed eccoci qui”. E infatti Bologna è stata bloccata. Si tratta ora di proseguire e inasprire lo scontro col governo neofascista Meloni mettendo al centro corrette rivendicazioni e parole d’ordine, oltre che i giusti metodi di lotta, tenendo ferme le barre dell’antifascismo e dell’antimperialismo, solo così, e unendosi al movimento operaio che deve tornare a lottare con forza come i lavoratori Ilva, è possibile conquistare sempre maggiori successi nella lotta di classe e dare spallate al governo di Mussolini in gonnella Meloni fino a buttarlo giù!
21 ottobre 2026