Campobasso: Riuscitissimo sciopero degli studenti: “Il mondo è nostro!”. Lodevole la presenza di diversi professori e commercianti
Dal corrispondente dell'Organizzazione di Campobasso del PMLI
“A Campobasso come in Francia”. È con questo slogan che centinaia di giovani delle scuole superiori del capoluogo sono scesi in piazza venerdì 16 ottobre. Un richiamo internazionalista sacrosanto, che invita all’unione, nella contestazione al potere borghese, la meglio gioventù di un’Europa sempre più in fiamme, sempre più in cortocircuito dove un pugno di miliardari, banchieri e padroni delle multinazionali fa profitti mentre milioni di lavoratori vedono eroso il proprio potere d’acquisto con milioni di giovani, non ancora maggiorenni, che già sanno di non avere un futuro.
Ecco l’Europa delle destre e “sinistre” borghesi, “che sono tutti uguali, fanno schifo, non avranno il nostro voto” come giustamente hanno denunciato i ragazzi campobassani; ecco l’Italia e il Molise del capitalismo alle prese con le conseguenze nefaste del suo modo di gestire la produzione (e relativa fruizione) di beni e servizi.
Dall’Albania al Belgio, dalla Germania alla Francia all’Italia le proteste crescono. E anche la nostra città ha dato il suo contributo di partecipazione popolare, cosciente e combattiva. “Non vi daremo il presente se non ci date il futuro - Campobasso insorge” recitava infatti lo striscione d’apertura del corteo che da piazza S. Francesco ha attraversato il centro per concludersi sotto la Prefettura.
Tanti gli slogan e i cori, contro il genocidio del popolo palestinese, contro le politiche di riarmo, contro i tagli ai servizi, contro Valditara e il governo Meloni, accusato esplicitamente d’essere fascista dai giovani. Accusa che appoggiamo e rilanciamo: bravissime/i ragazze/i, avete visto giusto! Fondamentale è capire la connessione fra guerre imperialiste in giro nel mondo, politiche di riarmo che coinvolgono l'Italia, la Ue e i paesi imperialisti a danno degli investimenti nel sociale, la repressione sempre più aperta del dissenso finanche d'espressione e di pensiero. Bene capire che i tagli ai plessi ospedalieri di Agnone, Isernia, Termoli, il caro bollette, le scarse dotazioni delle scuole locali, il dramma dei trasporti in Molise, ecc., sono tutti temi strettamente connessi.
Molto importante che in piazza si sono visti, al fianco di questa nuova generazione combattente, anche alcuni professori e commercianti del centro storico esasperati dal carovita. I nostri giovani sono stati i migliori maestri che si potesse desiderare nella giornata odierna. Auspichiamo che comprendano la necessità di continuare le proteste, tenere alta la guardia, non dare tregua al nemico di classe.
Il 30 ottobre, a Campobasso, ci sarà un nuovo sciopero contro i rischi di una guerra imperialista mondiale: speriamo che la gioventù campobassana sappia cogliere l’occasione per tornare nelle strade; lavoratori e studenti, padri/madri e figli/e, tutte/i unite per pretendere un futuro migliore. La situazione attuale è intollerabile, non si può non reagire. Chi non lotta ha già perso.
21 ottobre 2026