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Il disastro della sanità italiana e le blande proteste del PD
di Davide – Milano
Il principale punto di timida protesta da parte del PD (non mi risulta che la segretaria giri abitualmente gli istituti ospedalieri o scenda in piazza con i lavoratori del settore o, se lo fa, si limita ad eventi mirati) riguarda la Sanità Pubblica e la gestione del bilancio, che il governo neofascista preferisce spostare verso il riarmo.
Non sono del tutto concorde sul fatto che l'equazione maggiori investimenti=maggiore qualità sia valida: ciò che occorre veramente alla sanità italiana è una legge che tuteli i pazienti e garantisca ai lavoratori condizioni consone.
Gli ultimi anni hanno visto una regionalizzazione della sanità e un "pendolarismo" di pazienti, medici e operatori progressivo. Nel caso dei pazienti, poi, è spesso prassi il temporaneo trasferimento in altre regioni per disponibilità di cure o specificità degli interventi, generando un business
con affitti estremamente onerosi. Un altro fattore di disagio è la totale frammentazione del servizio pubblico: per mantenere tempistiche tollerabili spesso le visite devono essere prenotate in strutture diverse (quantomeno ciò accade in regione Lombardia), con specialisti diversi. Immagino che anche per un medico ricevere un nuovo paziente che ha già presentato la propria cartella clinica ad altri colleghi e che probabilmente effettuerà la visita successiva da un altro specialista sia scoraggiante. Per il paziente è intollerabile.
A livello privato/privato convenzionato invece il modus operandi
è il paziente paga, viene erogata una visita. Se il paziente ha bisogno di delucidazioni deve effettuare un'altra visita, non è possibile contattare lo specialista (o non risponde). Questo che io definirei un disservizio è stato reso possibile dalla regionalizzazione della sanità e dalla progressiva privatizzazione dei servizi, dove anche le stesse strutture pubbliche si fanno private, in aggiunta a grandi gruppi che monopolizzano il mercato della salute, sia lato servizi che dal lato assicurativo. È su questo che bisogna lavorare, non immettere liquidità a caso e senza criterio.
La ricetta del PD è un blando placebo per un paziente che necessita molto di più!
21 ottobre 2026