Intervenendo in parlamento
Meloni offre solo briciole alle masse
La premier appoggia l'Ucraina. Zelensky ringrazia, la Russia l'attacca. Il M5S sta con Putin

Nelle Comunicazioni del Presidente del Consiglio del 14 ottobre al Senato in vista della riunione del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, Giorgia Meloni ha tenuto a chiarire che i “fondi per la difesa non sono sottratti agli ospedali“, perché le regole europee non permettono di spenderli in altre voci. Una conferma di come la mancanza di soluzioni per garantire il diritto alla casa, il mantenimento di salari da fame, lo smantellamento di sanità e istruzioni sono scelte politiche, non tecniche. La Commissione UE si è impegnata a lavorare con noi sul “Decreto Bollette” ha aggiunto la Mussolini in gonnella. “Il confronto tecnico è stato intenso e costruttivo e ci sta portando verso una soluzione compatibile con le regole europee e che ci consentirebbe di rendere operativa la nostra misura, riducendo il peso del costo della generazione a gas sul prezzo complessivo dell’elettricità. Una bolletta più leggera per una famiglia, un costo in meno per un’impresa”.
Briciole alle masse: per Meloni lo “shock energetico e inflazionistico” deve essere “adeguatamente considerato nel calcolo della spesa consentita dalle regole europee” e “gli Stati nazionali” devono “utilizzare almeno una parte dell’extra-gettito IVA generato dall’aumento dei prezzi per finanziare misure temporanee e mirate a sostegno di imprese e famiglie. Perché sarebbe difficile spiegare ai cittadini che per rispondere allo shock non possiamo neanche utilizzare le maggiori entrate che quello shock sta producendo”.
Nell’Aula di Palazzo Madama la premier aveva giustificato l’attivismo dell’imperialismo italiano, sottolineando che “sono sempre più numerose, e più complesse, le scelte che l’Europa è chiamata a compiere per difendere la propria capacità di restare competitiva, sicura e protagonista nel mondo”. Richiamando i diversi dossier all’ordine del giorno, Meloni ha evidenziato che “ciò che accade fuori dai nostri confini incide sempre di più sulla nostra vita quotidiana e mette alla prova la capacità della nostra Nazione di difendere la propria prosperità e la propria sicurezza”. Di qui ha ribadito la scelta del Governo di essere presente e attivo sulla scena internazionale: “L’interesse nazionale si difende contribuendo a orientare le scelte che ci riguardano, non limitandosi a subirne le conseguenze”.
Sull’Ucraina Meloni ha ribadito che la posizione del governo non cambia. Sostegno a Kiev, con particolare attenzione alla popolazione civile, e pressione su Mosca. “Incapace di avanzare sul fronte, Mosca ha iniziato a colpire sempre più duramente la popolazione civile: centrali elettriche, condomini, ospedali, persino gli autobus che portano le persone al lavoro, come nell’orrenda strage di Kramatorsk. È una strategia con la quale la Russia punta a piegare il popolo ucraino con il terrore, il freddo e il buio, semplicemente perché non è riuscita a piegarlo sul campo di battaglia. I fatti, del resto, smentiscono la propaganda del Cremlino e anche quella di chi la porta anche qui in Italia. Dall’inizio dell’anno Mosca ha guadagnato pochissimo terreno, e nel solo mese di settembre ha perso buona parte di quanto aveva conquistato negli ultimi mesi. Questo stallo non è caduto dal cielo. Lo hanno costruito il coraggio degli ucraini e il sostegno dell’Occidente, Italia compresa. E continuo a ritenere che questo stallo sia l’unico strumento efficace che abbiamo per portare la Russia a un tavolo negoziale serio”.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ringraziato la premier Giorgia Meloni per le sue dichiarazioni sull'Ucraina, esprimendo gratitudine "per il sostegno e per una posizione chiara, inequivocabile e basata sui principi". "Grazie per aver compreso chi è l'aggressore e cosa significhi costruire una pace dignitosa e duratura - ha aggiunto - Ciò è possibile solo attraverso la forza e gli sforzi congiunti a tutela della nostra sicurezza".
Meloni si è espressa anche sull’intesa per il gasolio russo annunciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, definendola “una scelta molto rischiosa, una legittimazione di Mosca mentre continua a tirare le bombe sull’Ucraina”. Pronta la risposta di Mosca tramite la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, “Prima di tutto non sono affari suoi”.
Intanto il Movimento 5 stelle di Conte ha ribadito il suo appoggio di fatto al nuovo zar del Cremlino. Bisogna prendere atto, sul conflitto russo-ucraino, “dell’approccio fallimentare dell’Italia e dell’Europa, che attraverso il continuo invio di armamenti contribuiscono ad allontanare qualsiasi prospettiva di pace”, si legge nella risoluzione del M5s sulle comunicazioni in Parlamento della premier Meloni in vista del Consiglio UE. Il M5S chiede, quindi, “un radicale mutamento del protagonismo politico e diplomatico dell’Unione europea, imprimendo, anche mediante l’individuazione di un mediatore europeo, una concreta svolta negoziale, che tuteli le ragioni del Paese aggredito, attraverso una conferenza internazionale ispirata allo “spirito di Helsinki”, per definire percorsi di sicurezza e di pace fondati sulla cooperazione e su piani condivisi di disarmo, secondo un approccio multipolare e una visione multilaterale”. Tra i vari punti della risoluzione, si chiede anche di “rendere noto, presso le competenti sedi istituzionali, l’elenco dettagliato dei mezzi, dei materiali e degli equipaggiamenti militari oggetto di invio all’Ucraina dal 2022, garantendo la massima trasparenza nei confronti del Parlamento e dell’opinione pubblica, in coerenza con i principi di trasparenza e controllo democratico che devono guidare ogni scelta in materia di politica estera e di sicurezza nazionale”.

21 ottobre 2026