Insieme ai licei fiorentini, la protesta si allarga alla Valdisieve

Occupato il “Balducci” di Pontassieve

Prima il blocco delle lezioni e degli accessi per tre giorni, poi l’occupazione. I ragazzi e le ragazze si mobilitano per migliorare le condizioni della scuola e contro le politiche antipopolari e imperialiste del governo Meloni

Dal corrispondente della Cellula “F. Engels” della Valdisieve
Il 21 ottobre le studentesse e gli studenti dell’istituto superiore “Ernesto Balducci” di Pontassieve (Firenze) hanno indetto 2 giornate di sciopero dalle lezioni e hanno bloccato le entrate della scuola con catene e lucchetti. La loro protesta, che si è protratta per un terzo giorno ed è poi sfociata nell’occupazione dell’Istituto da martedì 27 ottobre, si inserisce nel quadro più generale di mobilitazione delle masse studentesche fiorentine e italiane contro le contraddizioni della scuola borghese, sempre più classista, gerarchizzata e repressiva.
Una direzione nella quale la stanno portando le fascistissime riforme del governo di Mussolini in gonnella Meloni e del suo sgherro, il ministro dell’Istruzione Valditara, e che da settimane è al centro della protesta studentesca che la contrasta a suon di manifestazioni di piazza e di occupazioni.
Le proteste degli studenti e delle studentesse di Pontassieve, sono innanzitutto rivolte alle problematiche della loro scuola, a partire dalle pessime condizioni degli edifici che cadono a pezzi soprattutto perché il governo neofascista Meloni dirotta gran parte dei fondi sulle spese militari, fino alla mancanza di materiale didattico, compresa la carenza di strumentazioni mediche e defibrillatori nella palestra.
La Cellula “F. Engels” della Valdisieve del PMLI ha prontamente salutato questa importante iniziativa di lotta emettendo un comunicato a sostegno della mobilitazione.
In un volantino circolato nei giorni di sciopero, gli studenti dichiarano giustamente che “la scuola è degli studenti”, ma anche che nella loro mobilitazione “non c’è destra, non c’è sinistra, non ci sono etichette politiche”. Eppure la loro protesta è rivolta “contro un sistema e un governo che sceglie dove mettere i soldi e dove toglierli”, e la loro coscienza li ha portati a sostenere che “la vera violenza non è uno sciopero o un’assemblea”, bensì “togliere il futuro a una generazione intera”. Rivendicazioni politicamente avanzate che mostrano chiaramente che gli studenti del Balducci che hanno sostenuto l'iniziativa, sono contro il modello di scuola borghese e contro le politiche neofasciste del governo Meloni, responsabile appunto di “togliere loro il futuro”.
Con spirito fraterno e militante, rinnovando l'appoggio alla protesta, vorremmo ricordare loro che viviamo in una società divisa in classi, e che non è sufficiente rivendicare l'abrogazione delle controriforme scolastiche che da Berlinguer a Valditara, gradualmente, hanno distrutto la scuola pubblica e l'hanno messa al completo servizio dei padroni. Bisogna innanzitutto lottare per sottrarre l'istruzione pubblica al controllo del sistema capitalista e all'influenza dell'ideologia borghese, rivendicando una scuola e una università pubbliche, gratuite e governate dalle studentesse e dagli studenti.
Vorremmo rammentare anche che per raggiungere questi obiettivi il secondo passo da compiere è quello di rifiutare le illusioni costituzionali ed elettorali che propongono i vecchi volponi riformisti della “sinistra” borghese e i partiti, le organizzazioni, i collettivi e i movimenti che dicono di rappresentare la vera alternativa alla destra e al PD, poiché le leggi elettorali vigenti (e ancora di più la nuova legge elettorale Acerbo fascistissima appena approvata dal governo neofascista Meloni per responsabilità proprio dei partiti parlamentari della “sinistra” borghese che non hanno avuto il coraggio di mobilitare la piazza per impedirlo) negano di fatto il potere politico al proletariato, l'unica forza motrice che può costruire sulle ceneri di questa, una nuova società socialista che potrà dare loro tutto ciò che gli serve, da una istruzione adeguata a un lavoro stabile a salario pieno e tutelato.
Un miraggio nel capitalismo; ecco perché la loro stella polare non può che essere l'abbattimento del capitalismo e della classe dominante borghese, a partire dal governo Meloni che oggi la rappresenta e ne cura gli interessi attraverso le politiche antipopolari e repressive che anch'essi contestano.
Pertanto ci auguriamo gli scioperi della settimana scorsa e l’occupazione siano solo l'inizio della mobilitazione delle studentesse e degli studenti del “Balducci” per risolvere le questioni interne e per dare un contributo alla lotta generale contro la scuola di Meloni e Valditara.

28 ottobre 2026