Importante commento sul discorso del futuro Segretario generale del PMLI
Il discorso di Pasca è una lezione magistrale e una sintesi scientifica
Col maestro Scuderi e il futuro Segretario generale del PMLI vinceremo!

di Giorg - simpatizzante di Roma del PMLI
Il discorso integrale contenuto nell’edizione de Il Bolscevico n. 33/2026 intitolato “50 anni con Mao, per il socialismo” - del quale, comunque, erano stati esposti ampi estratti il 13 settembre in occasione della Commemorazione della scomparsa di Mao Zedong - è una lezione magistrale, un documento epocale, una sintesi scientifica che costituisce, da un punto di vista teorico ma con importantissime indicazioni anche sul piano della prassi, il vertice assoluto di quanto finora prodotto dal Partito marxista-leninista italiano nella sua ormai cinquantennale esperienza.

Una lezione magistrale
Anche se non sono mancati in passato discorsi memorabili in occasione della Commemorazione di Mao, quest’anno il compagno Mino Pasca, con formidabile capacità di sintesi e insuperata capacità di analisi, ha spiegato chiaramente il motivo per il quale il pensiero di Mao Zedong è ancora attuale a cinquant’anni di distanza dalla sua scomparsa: e lo ha fatto prendendo le categorie teoriche del pensiero di Mao al fine di far comprendere meglio il capitalismo contemporaneo nelle sue varie contraddizioni e dare razionalità a quella che, per il momento, è soltanto una sensazione non cosciente di sfiducia nel sistema capitalista e nelle sue sovrastrutture politiche e istituzionali presente nelle masse, soprattutto giovanili: e in questo è stato profetico come Engels con l’invasione del Belgio e la disfatta di Caporetto (si veda Il Bolscevico n. 7/2026) anzi è stato ben più fulmineo nelle sue previsioni rispetto ad Engels: nessuno ha dovuto infatti attendere oltre cinquant’anni lo scoppio della prima guerra mondiale come accadde per la previsione del Maestro del socialismo, perché pochi giorni dopo la pubblicazione del magistrale discorso fiorentino del compagno Pasca (dove si legge di “crescente sfiducia delle elettrici e degli elettori verso le istituzioni rappresentative borghesi” ) l’astensionismo alle elezioni suppletive della Camera in Calabria raggiungeva il 77,66% e tre settimane dopo tale pubblicazione (dove si rilancia l’Appello del Segretario generale del PMLI Scuderi “alle ragazze e ai ragazzi che lottano per cambiare l'Italia” ) a Milano gruppi di giovanissimi hanno fatto capire a chiare lettere il loro disagio, per ora politicamente non del tutto cosciente, che tuttavia nell’analisi di Pasca deve gradualmente divenire cosciente, perché la rivoluzione socialista non è una buffonata, uno sberleffo, una sassaiola ma un vero e proprio atto di guerra. La sensazione di disagio sociale deve diventare per costoro - adulti o giovani che siano - coscienza politica rivoluzionaria finalizzata all’abbattimento del capitalismo e l’antipatia a volte irrazionale per le istituzioni – rappresentative e non - dello Stato borghese deve diventare un lucido disprezzo che deve avere come obiettivo finale la rivoluzione socialista, che non è una sassaiola o un maldestro esproprio proletario di qualche capo griffato: la rivoluzione è un atto di guerra con la quale il proletariato smantella pezzo dopo pezzo la classe dominante borghese, e per farlo deve prima regolare i conti con chi questo sistema lo puntella, ovvero le strutture militari e poliziesche. In questo la rivoluzione socialista è avvantaggiata, perché mai storicamente tali istituzioni, fondamentali per puntellare questo sistema socioeconomico che chiamiamo capitalismo, hanno ricevuto un disprezzo maggiore rispetto all’età contemporanea e mai le masse giovanili hanno aborrito di più tali istituzioni, che oggi sono totalmente avulse dalle masse popolari.
Il riassunto che Mino Pasca fa, poi, della complessiva opera di Mao, della storia del Partito marxista-leninista italiano, delle battaglie condotte da quest’ultimo in Italia e non solo, del ruolo dell’intelligenza artificiale nella lotta di classe si condensano in una lezione sintetica, lucida, chiara, univoca, diretta alle masse popolari presenti in Italia: l’insegnamento è quello di rafforzare il PMLI, che ha già dimostrato di guardare avanti, e di preparare con esso la rivoluzione socialista.
Pregevole, poi, è il riferimento che Pasca fa nel suo discorso ai concetti di struttura e di sovrastruttura, concetti elaborati e sviluppati da Marx ed Engels che il compagno utilizza, citando il compagno Scuderi, per avvicinare alla rivoluzione socialista le nuove generazioni. La rivoluzione socialista - sembra indicare il compagno Pasca quando addita ai giovani la via che porta al PMLI affinché lo facciano diventare un Gigante Rosso nella stazza e nella corporatura - è come una bomba nucleare: se non c’è una massa critica di militanti coscienti, la reazione a catena della rivoluzione socialista non si innesca e non può sostenersi, al massimo l’evento di ribellione può degradare al rango di sommossa o di rivoluzione colorata, le quali cambiano soltanto la sovrastruttura istituzionale. Ciò significa, per ciò che riguarda la struttura economica capitalista, che le classi sociali subalterne passano dalla padella del capitalismo alla brace… dello stesso capitalismo, un po’ come accadde, per il proletariato, nella sommossa del pane di Milano dell’11 e 12 novembre 1628, nell’assalto alla Bastiglia di Parigi del 14 luglio 1789 o nella domenica di sangue di San Pietroburgo del 22 gennaio 1905, o magari, per far riferimento al mondo attuale, in qualche primavera araba piuttosto che nella rivoluzione ucraina.
Se gli smarriti generali dell’Intesa nel 1914 e nel 1917 avessero letto Po e Reno di Engels pubblicato nel 1859 sicuramente avrebbero risparmiato parecchie sconfitte militari, e se nel 2026 i ministri Crosetto e Piantedosi lasciassero da parte rispettivamente le fantasticherie letterarie e lo sconcertato smarrimento e leggessero un po’ di più Il Bolscevico con i documenti del Partito marxista-leninista italiano, forse comprenderebbero un po’ meglio la situazione sociale, economica e politica del Paese, ovvero capirebbero che gli adulti disprezzano le istituzioni borghesi a tal punto da astenersi in massa dalle elezioni e il disprezzo dei ragazzi si manifesta con il prendere i rappresentanti di tali istituzioni addirittura a sassate.

Un documento cruciale
L'iniziativa fiorentina di quest’anno è stata solennizzata da alcuni momenti in cui è stata data particolare enfasi alla figura del futuro Segretario generale designato nella persona del compagno Mino Pasca, e non è certo un caso che l’eccezionalità del discorso di Pasca intervenga proprio in un momento che, se non un passaggio di consegne, sembra comunque una via tracciata verso una nuova Segreteria politica, che si troverà a far fronte a problematiche inedite o quasi da quando è stato fondato, nel 1977, il Partito marxista-leninista italiano.
Se dal 1977 fino ad oggi il compagno Scuderi ha magistralmente adempiuto al compito di preservare in Italia il patrimonio ideologico del marxismo-leninismo corroborato e integrato dal pensiero di Mao, ciò è avvenuto in una fase storica nella quale, complessivamente, la lotta di classe è stata fortemente depotenziata anche e soprattutto a causa dello sciagurato revisionismo dei partiti di sinistra, contro il quale Scuderi si è doverosamente battuto come un leone insieme a tutto il resto del Partito.
Già da alcuni anni, però, si assiste a una notevole ripresa della lotta di classe sia a causa delle numerose crisi aziendali in atto sia per un attivismo giovanile nelle piazze, e tutto ciò esige dal nostro PMLI italiano un impegno ben maggiore. La crisi sociale provocata del capitalismo all’interno dei Paesi più avanzati è sempre più evidente, così come l’imperialismo, cartina al tornasole geopolitica del capitalismo, si sta riaffacciando in forme talmente aggressive da far pensare come imminente il rischio di un conflitto generalizzato.
Tutto ciò chiama anche il nostro Partito marxista-leninista italiano a una svolta alla quale sarà chiamato il futuro Segretario generale designato nella persona del compagno Mino Pasca: si passerà così inevitabilmente da quella che finora è stata una fondamentale e doverosa preservazione della teoria all’attuazione concreta della prassi, perché il nostro PMLI dovrà prendere posizioni concrete, che saranno già rivoluzionarie, su eventuali partecipazioni delle forze armate dello Stato borghese ad avventure militari imperialiste, e dovrà lanciare gli opportuni appelli ai giovani proletari d’Italia di ogni origine e provenienza sulla falsariga di ciò che fece Lenin, e non solo, a Zimmerwald nel 1915.
L’aumento inevitabile delle tensioni sociali porterà sempre più giovani in piazza, e ciò porterà inevitabilmente l’impegno politico del Partito a livelli mai visti finora.
In questo senso il documento che qui si commenta ha un carattere cruciale, e segna realmente un passaggio tra un prima e un dopo, tra il pluridecennale magistero marxista-leninista del Segretario generale compagno Giovanni Scuderi e la futura direzione della Segreteria del compagno Mino Pasca, con una continuità garantita, solo per menzionare alcuni nomi, da compagni eccellenti che da decenni militano nel Partito e danno una garanzia di affidabilità politica direttamente proporzionale agli anni di militanza, come la compagna pioniera del PMLI Pierattini e la compagna Martenghi nonché i compagni Granito, Sottoscritti, Sala e Cammilli i quali, insieme a tanti altri che se li menzionassi tutti non basterebbe quest’edizione del Bolscevico , hanno consentito finora a Scuderi e in futuro consentiranno anche a Pasca di svolgere al meglio, e soprattutto con continuità, il lavoro rivoluzionario. Non si dimentichino, infine, le compagne e i compagni deceduti, perché anche grazie al loro lavoro quotidiano il compagno Scuderi ha finora magistralmente svolto i compiti da Segretario generale, permettendo al compagno Pasca di prepararsi.
Siamo a una svolta, il documento lo testimonia, e la sfida che attende il Pasca sarà imponente, ma egli è già salito da tempo sulle spalle di un gigante, il compagno Giovanni Scuderi che è Maestro di noi tutti, e quest’ultimo è stato sorretto da persone eccellenti, le compagne e i compagni che menzionavo poco fa, compagne e compagni che le giovani e i giovani devono tenere ad esempio per la loro vita personale e politica, per collaborare con il Partito marxista-leninista italiano che li chiama e li invita a preparare la rivoluzione socialista che non è né una pagliacciata né una buffonata, come la storia ci insegna, ma un atto politico e un atto di guerra, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Una sintesi scientifica
La parte del discorso dedicata all’intelligenza artificiale, poi, è un’eccellente sintesi scientifica con la quale il compagno Pasca ha divulgato in termini chiari e comprensibili tale complesso fenomeno e, soprattutto, ne ha compreso l’impatto potenzialmente devastante sul mondo contemporaneo capitalista sia negli aspetti lavorativi sia negli aspetti giuridici, citando a quest’ultimo proposito importanti scritti giuridici che fanno prefigurare un futuro allucinante descritto in film quali Minority Report (2002), dove le persone vengono condannate solo per aver pensato di compiere un delitto senza che abbiano fatto alcunché, o Dredd-La legge sono io (1996) dove la giustizia è amministrata da un gruppo di giustizieri in motocicletta che riuniscono nelle loro persone le figure di pubblico accusatore, giudice, giuria, avvocato, poliziotto ed esecutore di sentenze.
Per fortuna Pasca spiega a chiare lettere qual è l’antidoto che possa frantumare le sciagurate sfere di Minority Report che predicono il futuro e lasciare in panne la malfamata motocicletta di quel manigoldo di Dredd in un futuro, neanche troppo lontano, che il sistema capitalista ci riserva: tale antidoto è la lotta di classe e, in generale, la ribellione soprattutto delle giovani generazioni che in questi giorni si stanno facendo sentire in tanti Paesi del mondo, tra cui l’Italia.
Il compagno dice a noi tutti - e non dobbiamo mai dimenticare che le sue parole hanno l’autorevolezza del Comitato centrale del nostro Partito - che il progresso scientifico e le novità tecnologiche come l’intelligenza artificiale - e in ciò segue certamente le riflessioni contenute nel testamento politico di Stalin, ossia “Problemi economici del socialismo nell’URSS” – non sono socialmente buone o cattive in sé ma la loro valenza sociale dipende dal sistema economico nel quale sono inserite: “come ben presto - conclude l’oratore - è tramontata l'illusione che internet e la rivoluzione digitale sarebbero stati un'oasi e una leva di democratizzazione e progresso sociale, così oggi la diffusione dell'Intelligenza artificiale non porterà benessere e miglioramenti per il proletariato e le masse popolari ma finirà per scatenare nuove tempeste di classe contro il capitalismo e l'imperialismo”.
In parole povere, l’oratore ha letto l’innovazione tecnologica creata dalla scienza informatica alla luce del socialismo scientifico.
Con il suo magistrale discorso e in continuità con tutto il bagaglio scientifico, ideologico e conoscitivo che l’intero Partito marxista-leninista italiano ha acquisito nei trascorsi decenni, il futuro Segretario generale ha di fronte a sé un compito importante, quello di rendere il nostro Partito un Gigante Rosso non soltanto nella teoria, perché già lo è e di ciò bisogna ringraziare l’encomiabile Segreteria di Giovanni Scuderi, ma anche nella prassi, e di preparare il terreno per la rivoluzione socialista.
Con Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao vinceremo!
Con il Segretario generale e Maestro del PMLI, compagno Giovanni Scuderi, e con il futuro Segretario generale del PMLI, compagno Mino Pasca, vinceremo!
Con le compagne Patrizia Pierattini, Monica Martenghi e tutte le altre, con i compagni Dario Granito, Loris Sottoscritti e tutti gli altri vinceremo!
Con la classe operaia e i giovani rivoluzionari vinceremo, perché il capitalismo mondiale non è mai stato tanto in difficoltà!
Facciamo in modo che persone come il compagno Giovanni Scuderi possa vedere la rivoluzione socialista così come il compagno comunardo Adrien Lejeune (1847-1942) vide l’inizio della sconfitta del nazifascismo da parte dell’Armata Rossa di Giuseppe Stalin!
Lavoratori di tutti i Paesi, unitevi!

28 ottobre 2026