Trump cerca di persuadere Kiev ad accettare un accordo di pace con la Russia che includa concessioni territoriali nel Donbass
Il dittatore fascioimperialista di Washington spinge Kiev alla resa
Un atroce e agghiacciante raid russo in un parco gioco a Kharkiv assassina 3 bambini. Per Witkoff Putin è una figura "umanitaria"
Il 24 ottobre in un'intervista rilasciata a “Abc News”, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso la volontà di raggiungere un accordo per porre fine alla guerra tra il suo paese e la Russia, lamentando al contempo la diminuzione degli aiuti statunitensi nel conflitto. Zelensky ha affermato che, se potesse, raggiungerebbe un accordo di pace oggi stesso e ha ribadito che l'Ucraina è disposta a congelare il conflitto in corso lungo le attuali linee del fronte al fine di porre fine a una guerra che dura da quasi cinque anni. "Siamo pronti a fermare questa guerra il più rapidamente possibile", ha dichiarato. Zelensky ha affermato che la Russia attualmente controlla oltre il 19% del territorio ucraino, ma l'Ucraina tuttavia non è disposta a cedere ulteriore territorio per porre fine alla guerra.
Aperture e considerazioni di buon senso che ancora una volta non hanno trovato sponda e attenzione dall’altra parte, quella dei nazizaristi russi che continuano incessantemente nei loro martellanti e criminali bombardamenti contro i civili e le strutture civili. Il 19 ottobre un raid russo con un drone ha colpito un parco nella regione di Kharkiv, nel nordest dell'Ucraina, causando almeno 6 morti, tra cui 3 bambini. "Un terribile attacco russo nella regione di Kharkiv: un missile "Shahed" ha colpito un parco giochi. Un'atrocità assoluta. Sei persone sono morte, tra cui tre bambini. Anche una bimba su un passeggino. Si chiamava Angelina, aveva poco più di un anno, era nata nell'agosto del 2025... Sua madre si chiamava Inna ed è morta in ospedale… L'altra bambina uccisa aveva 11 anni. Altre 14 persone sono rimaste ferite, tra cui sei bambini" ha scritto su X lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Sono grato a tutti coloro che sostengono l'Ucraina in queste condizioni e ci aiutano ad abbattere gli "Shahed", a fermare gli attacchi russi. Queste sono immagini terribili, ma dietro di esse ci sono vite spezzate e la verità su questa guerra. Dobbiamo proteggere le vite. Abbiamo bisogno di difesa aerea per l'Ucraina. Chiediamo che le sanzioni contro la Russia non vengano revocate finché non cesseranno le uccisioni. Chiediamo all'America di essere forte, chiediamo che applichi la legge Lindsey Graham. Chiediamo all'Europa di continuare a sostenerci. L'Ucraina vuole la pace. È la Russia che ha insistito sulla continuazione delle uccisioni per tutto questo tempo. Il mondo ha abbastanza potere per fermare la guerra. Dobbiamo finalmente usare questo potere, contro gli assassini", ha concluso Zelensky.
Ma gli appelli del governo di Kiev agli USA cadono sempre più nel vuoto. Il 17 ottobre Zelensky aveva rilevato che la decisione di Washington di non applicare il Lindsey Graham Act, che avrebbe dovuto esercitare una pressione efficace sulla Russia per porre fine alla guerra in Ucraina, rischia di incoraggiare Vladimir Putin a proseguire il conflitto. "Potremmo sospendere gli attacchi alle raffinerie di petrolio russe per 30 giorni. In cambio, ci aspetteremmo che l'America ci aiutasse a proteggere i nostri cieli per quegli stessi 30 giorni in particolare con i missili intercettori Patriot. Sarebbe giusto, ne sono certo. Ma purtroppo non abbiamo riscontrato alcuna disponibilità ad aiutarci nemmeno con questa opzione" ha aggiunto Zelensky il 19 ottobre, parlando in collegamento con una delegazione bipartisan del Senato e della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti. Il 20 ottobre è intervenuto lo stesso Trump in maniera perentoria: "Vogliamo che Zelensky faccia un accordo. Può farlo", ma "deve volerlo", altrimenti la situazione "non farà che peggiorare… Penso che la Russia voglia arrivare a una conclusione", descrivendo Mosca come "una grande macchina" che continua ad avanzare. "Hanno conquistato una porzione molto ampia di territorio. Potete dire che l'Ucraina sta andando bene o male, ma il territorio diventa sempre più grande, settimana dopo settimana. Continuano a marciare in avanti", ha sostenuto il presidente americano, rilevando la disparità di risorse umane tra i due Paesi. "L'Ucraina ha perso molte persone. La Russia ha perso molte persone. Ma la Russia è una nazione gigantesca. L'Ucraina no", ha detto, sostenendo che Mosca dispone di una riserva "illimitata" di uomini. Secondo Trump, l'ostilità personale tra i presidenti russo e ucraino rappresenta uno dei principali ostacoli all'intesa. "L'odio tra il presidente Putin e il presidente Zelensky è enorme. Penso che sia gran parte della ragione per cui non sono riusciti a raggiungere un accordo", ha dichiarato. Trump ha nuovamente accusato Kiev di non aver restituito nulla in cambio del sostegno americano. "Abbiamo dato moltissimo all'Ucraina. Non abbiamo ricevuto nulla in cambio, se non prezzi elevati del diesel", ha dichiarato. "I contribuenti americani sono stanchi". Contraddizioni confermate da Zelensky nell’intervista rilasciata al “Corriere della Sera” del 22 ottobre. “Gli sono andato incontro da partner: se i russi ci colpiscono e noi non possiamo rispondere, è ingiusto. Ho detto: se per voi alleati è necessario, e non riuscite a fermare Putin, dateci almeno gli intercettori per proteggere le infrastrutture energetiche. Subiremmo comunque perdite, ma sarebbe un comportamento da partner. Invece quei missili non ce li hanno dati: ci chiedono soltanto di fermarci. Poi arrivano le limitazioni dell’intelligence e la riduzione della velocità di Starlink. Non sono più semplici minacce: le restrizioni ci sono state. È ingiusto nei nostri confronti. Restiamo grati al popolo americano e alla squadra di Trump che vuole finire la guerra. Ci incontriamo e ci parliamo, ma tra partner deve esserci onestà”.
Di fatto il dittatore fascioimperialista di Washington sta cercando di persuadere l'Ucraina ad accettare un accordo di pace con la Russia che includa concessioni territoriali nel Donbass. In cambio Washington promette a Kiev potenziali benefici economici. Lo ha scritto il New York Times. Trump - secondo il Nyt - è determinato a imporre un accordo a Zelensky, dicendogli che resistere per mantenere le porzioni occupate delle province orientali del Paese non vale la pena, e che ci sarebbero soldi da guadagnare anche per l'Ucraina, se solo abbandonasse le sue obiezioni a un accordo, anche se redatto in gran parte secondo le condizioni della Russia.
Per il segretario di Stato americano Marco Rubio la guerra della Russia contro l'Ucraina "riguarda in realtà il Donbass". "Sebbene si dica spesso che questa sia una guerra in Ucraina, in realtà riguarda il Donbass, una regione specifica del Paese. In sostanza, stiamo parlando di un territorio che rappresenta circa l'11% del territorio ucraino: la Russia cerca di ottenerlo, ma non può impadronirsene militarmente, e l'Ucraina non vuole cederlo. E l'Ucraina ha buone ragioni per questa posizione: è una questione di sovranità e di sicurezza a lungo termine." Rubio ha inoltre sottolineato il 22 ottobre che la guerra in Ucraina non può essere risolta militarmente, può finire solo diplomaticamente, e la questione è se "sarà possibile raggiungere un risultato in cui entrambe le parti ne trarranno qualche beneficio, ma allo stesso tempo faranno delle concessioni che permetteranno alla guerra di finire". "Siamo pronti ad assumere il ruolo di mediatori in questo processo. È questo che stiamo cercando di fare. Non diciamo che il semplice svolgimento dei negoziati risolverà automaticamente il problema, ma senza portare le parti al tavolo delle trattative, non c'è alcuna possibilità di raggiungere una soluzione" ha dichiarato il Segretario di Stato USA.
Ma il Donbass "non è territorio dell'Ucraina, ma una terra storicamente russa", ha ribattuto il nuovo zar del Cremlino e criminale di guerra Putin, commentando la disponibilità di Volodymyr Zelensky ad accettare perdite territoriali, secondo quanto riferito dall’agenzia russa “Interfax”. Per questo "È inappropriato parlare di perdite territoriali da parte dell'Ucraina".
Nello stesso giorno il ministro ucraino degli Esteri, Andrii Sybiha, ha criticato Steve Witkoff, mediatore della Casa Bianca per la guerra tra Russia e Ucraina, per aver definito il leader russo Vladimir Putin una figura "umanitaria". Witkoff aveva utilizzato questo termine per ringraziare Putin dopo il rilascio di un cittadino statunitense catturato dall'esercito russo in Ucraina. "L'appeasement, il servilismo e l'adulazione non fermeranno questa guerra. Solo la forza potrà farlo", ha dichiarato Sybiha. Sui social, il ministro ucraino ha poi condannato l'attacco russo avvenuto all'alba. "Durante la notte, gli abitanti di Kiev hanno potuto sentire che suono abbia davvero l"umanita" russa", ha affermato Sybiha, riferendosi a un nuovo bombardamento da lui definito "brutale".
Un cessate il fuoco e l'avviso di negoziato sono già un "compromesso enorme" per l'Ucraina, ha chiarito Zelensky. "Quando il presidente Trump dice che dobbiamo trovare un compromesso, credetemi: un cessate il fuoco e sedersi al tavolo dei negoziati rappresentano già un compromesso enorme", ha dichiarato in un'intervista al podcast 'The Diary of A Ceo' sempre del 22 ottobre. "Quell'odio non svanirà da un momento all'altro. Servono tempo e giustizia. Ho provato più volte a dire al presidente degli Stati Uniti: cercate solo di capirci. Mantenere le linee di fronte dove si trovano ora costituisce, di per sé, un compromesso enorme", ha raccontato Zelensky.
La situazione dell'Ucraina rispetto alla risoluzione del conflitto è peggiorata, anche sul campo di battaglia e se a Kiev non verranno prese subito le decisioni necessarie, la sua posizione peggiorerà ulteriormente con il passare del tempo, ha dichiarato Dmitrij Peskov, portavoce del presidente russo, al notiziatio “Vesti”, ripreso da “Interfax”. "Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato molto chiaramente che, se avessero accettato una soluzione pacifica del conflitto uno o due anni fa, avrebbero potuto raggiungere un accordo a condizioni per loro molto più vantaggiose. Ora la loro posizione è peggiorata. Anche la situazione sul campo è peggiorata e continua a deteriorarsi per loro giorno dopo giorno", ha affermato Peskov. "Se non lo faranno adesso, se non prenderanno le decisioni necessarie, tra qualche tempo la loro posizione sarà ancora peggiore", ha aggiunto. "Molto dipende da loro. Ma potete vedere che Putin è aperto alla ricerca di una soluzione pacifica del conflitto e che i contatti sono in corso".
In realtà sul campo le forze ucraine avrebbero riconquistato più territorio di quanto ne abbiano occupato le forze russe quest'autunno. Lo ha affermato lo stesso presidente ucraino in un post sui social del 21 ottobre. "Stiamo vedendo risultati sul fronte", ha detto Zelensky nel suo videomessaggio serale. Le forze armate ucraine stanno sventando i tentativi russi di lanciare attacchi a Dobropillia, città nella regione di Donetsk, e al contempo difendono le proprie posizioni a Kharkiv e Zaporizhzhia, ha sottolineato, aggiungendo che "il fronte è forte". "La tendenza di quest'anno continua", ha affermato Zelensky, "Dall'inizio dell'autunno, i nostri soldati hanno liberato più territorio di quanto i russi siano riusciti a conquistare. Lo stesso è accaduto in altri momenti di quest'anno".
Le conquiste territoriali russe in Ucraina dall'inizio del 2026 sarebbero circa 65 volte inferiori a quelle rivendicate da Vladimir Putin. Lo sostiene l'Institute for the Study of War (Isw) nel suo ultimo rapporto, secondo cui le forze di Mosca hanno conquistato circa 100 chilometri quadrati e 69 insediamenti dall'inizio dell'anno, contro i 6.500 chilometri quadrati e i 310 insediamenti dichiarati dal presidente russo. Il capo di Stato maggiore russo Valery Gerasimov aveva inoltre affermato che le forze russe avevano conquistato oltre 1.800 chilometri quadrati e 92 insediamenti dal primo settembre. Secondo le stime dell'Isw, nello stesso periodo l'esercito russo ha invece subito una perdita netta di 122 chilometri quadrati, arretrando in media di circa sette chilometri quadrati al giorno nel corso di ottobre. Nel Donetsk, le forze russe avrebbero perso 198,28 chilometri quadrati da settembre. Kiev mantiene il controllo di 5.530 chilometri quadrati della regione, pari al 20,4% del territorio, contro il 10% indicato da Putin. Secondo l'Isw, le dichiarazioni dei vertici russi mirano a rappresentare un'avanzata generalizzata sul campo di battaglia e a esercitare pressioni sull'Ucraina e sui suoi alleati occidentali affinché accettino le richieste di Mosca nei negoziati. Il rapporto sottolinea inoltre che Putin ha escluso concessioni territoriali russe nell'ambito di un eventuale accordo di pace.
28 ottobre 2026