Campobasso: Due manifestazioni in Molise. Tanti giovanissimi in piazza che apprezzano la presenza di PMLI, comunisti e anarchici. Forti critiche al governo fascista Meloni ma anche alla CGIL e al “campo largo”

Un successo travolgente, le immagini dicono più di mille parole. Nella giornata di mobilitazione nazionale del 30 ottobre, lanciata dall’USB e altri sindacati di base, il Molise ha risposto come meglio non poteva. Ben due piazze (anche Termoli oltre il capoluogo) in fermento contro l’oramai insostenibile carovita: come abbiamo potuto constatare parlando con tanti manifestanti, nel corteo che da piazza S. Francesco ha attraversato Campobasso fino a piazza Prefettura, la situazione non è più sostenibile. Riempire il carrello della spesa, pagare le bollette e fare il pieno di carburante è divenuto pura utopia. Sempre più famiglie (e lo certifica l’Istat nel suo rapporto 2025 sulla povertà in Italia, con ben 5,4 milioni di poveri assoluti nel Paese della “madre cristiana” che sbandiera successi che vede solo lei) hanno seri problemi ad arrivare a fine mese. Ecco il dramma che questo governo, così come quelli di “centro-sinistra”, “centro-destra” e tecnici precedenti e parimenti responsabili, ha contribuito a creare e a cui non dà soluzione.
Come la piazza ha urlato a più riprese, questo è un governo fascista, che alimenta l’odio di classe, che continua a vessare ampi strati di masse popolari, compresi quelli che un tempo costituivano la famosa “classe media”, che butta soldi in armi, che ci sta conducendo verso un folle conflitto interimperialistico, ecc. Questo è il dato politico oggettivo: la piazza ha mostrato di avere le idee ben chiare sulla drammatica fase che vive l'Italia, afferrando che bisogna buttare giù questo governo criminale e stare lontani dal nauseabondo “campo largo”. A proposito: non sono mancati slogan contro il PD, proprio sotto la sua sede, a via Mazzini, dove è passato il corteo, rincarando la dose nel comizio finale a piazza Prefettura, in cui un nostro compagno ha espressamente mandato a quel paese i dirigenti del “centro-sinistra” molisano fra gli applausi dei presenti. Non poche le critiche alla CGIL, un sindacato sempre più nel mirino dei giovani, in particolare, visto come complice del sistema di sfruttamento capitalistico.
Bene così! Constatiamo, con gioia, che in Molise le piazze sono sempre più piene e combattenti, finalmente aperte ad ascoltare le posizioni delle varie forze sinceramente comuniste, anarchiche e del sindacalismo di base, tutte realtà ben affiatate e collaborative nella nostra città. Sarà il tempo a dirci se tali forze, lavorando congiuntamente, riusciranno a dare uno sbocco politico, dei risultati, a questi giovani che, per nulla intimoriti dalla repressione di Meloni, Mussolini in gonnella, e del gerarca Piantedosi, lottano per il proprio futuro.
Rilanciamo le nostre parole d’ordine: è giusto ribellarsi contro i reazionari, come diceva Mao; ma senza strategia dove andiamo? Il nemico è uno, il capitale, la rivolta è necessaria, va guidata e indirizzata verso il suo unico approdo possibile, il socialismo, unico modo per porre fine alla vera violenza che c’è nel Paese, quella degli oppressori, dei banchieri, degli speculatori, quella di chi chiede a uno studente o ad un lavoratore, 700/800 euro al mese per una stanza. E per cosa si lavora allora?
Un passo alla volta. Plaudendo e ringraziando le tante anime politiche (anche molto, molto diverse fra loro) che sono scese in piazza nel capoluogo, bisogna continuare nell’impegno a trovare una saldatura fra le rivendicazioni delle masse popolari. Quando queste saranno unite, nessun manganello, nessun “decreto sicurezza”, potrà fermarle.

4 novembre 2026