Interviste de “Il Bolscevico” durante lo sciopero generale
Cosa ci hanno detto i combattivi ragazze e ragazzi in piazza il 30 ottobre a Campobasso

Dal corrispondente del PMLI per il Molise
Durante lo sciopero generale del 30 ottobre, abbiamo avuto un confronto con alcuni dei rappresentanti dello spezzone indubbiamente più corposo e che si è fatto notare nel corteo, quello degli studenti.
Abbiamo registrato, con estremo piacere, che la gioventù del nostro capoluogo ha palesato un grado di maturità politica non affatto scontata. Altro che giovani “bamboccioni”, “schiavi dei social”, “sfaticati e viziati” e simili giudizi bigotti e patetici da parte dei fascisti al governo. Se Meloni e Salvini non mancano di denigrarli, noi gli diamo fiducia, essendo ben consci della loro sensibilità e cultura: i giovani scesi in piazza sono belli, sono puri, sono sinceri, non li puoi fregare. E la rabbia che hanno verso questo governo (ma anche contro il “campo largo”, PRC e CGIL, accusati d’essere falsi o venduti, come hanno più volte rimarcato sia sotto la sede regionale del PD sia nei vari interventi) già dice tutto.
Partiamo con Luca, 16enne del liceo Galanti, cui abbiamo chiesto cosa lo abbia portato a scendere in piazza: “C’è bisogno di chiederlo?” , ha esordito, “ma come facciamo a non protestare? Che futuro ci aspetta dopo la scuola? Siamo giovani sì ma mica stupidi: ci informiamo, vediamo cosa accade nel mondo e questo mondo non ha niente di bello da offrirci, è nostro diritto lottare per una società più umana, senza guerre e con più diritti” .
Gli dà ragione Miriam, altra liceale che ha fatto diversi interventi, alcuni molto personali e toccanti, sia stavolta che nelle altre giornate in cui gli studenti molisani si sono mobilitati: “Vivo una situazione davvero brutta, io sono incazzata nera, che schifo di vita è questa? Mio padre si fa il culo al lavoro ma con i soldi che porta a casa cosa dobbiamo comprarci prima? A stento bastano per affitto, bollette e cibo. Sono costretta a riciclare, io, una donna, persino i suoi vestiti! Ma che cazzo di vita è questa? La Meloni è una stronza, deve andare via, lei e tutti i delinquenti che abbiamo in parlamento. Se ne fregano dei nostri problemi, non hanno la minima idea delle tante difficoltà in cui versano tante famiglie come la mia e se lo sanno e non fanno nulla vuol dire che sono dei pezzi di merda. A questo punto, ribellarsi e sfasciare tutto è il minimo che possiamo fare” E qui, a proposito, le abbiamo chiesto cosa pensasse dei disordini dei giorni scorsi che hanno visto tanti arresti di suoi coetanei: “Come detto, se io sto male, se una famiglia non arriva a fine mese è normale fare certe cose! Se non ho di che campare, la delinquente non sono io, delinquenti sono quelli che ci mettono in questa condizione di schiavi, mandarli a fanculo è il minimo che si possa fare, ma cosa si aspettano?”.
Ad altre due giovanissime, Simona ed Aurora (rimaste quasi folgorate dal rosso delle nostre magliette e bandiere di Partito, bandiere che hanno sventolato convintamente sotto la Prefettura), abbiamo chiesto il parere sulla presenza di marxisti-leninisti, comunisti e anarchici alla manifestazione: “Avete fatto benissimo, vi ringraziamo per stare qui con noi. Destra e sinistra sono la stessa cosa, sono solo ladri, ci rubano anche il futuro, voi siete diversi. Non possiamo continuare a stare in silenzio e continuare a subire. Ci tolgono fondi, distruggono il sociale per finanziare le guerre. È bello che siete qui con noi” .
E mentre discutevamo sul ruolo dei politici nelle piazze, è intervenuto anche Marco, ventenne studente-lavoratore: “Le cause di tutti questi problemi risiedono nel capitalismo. Questi sfruttatori, loro, le banche, la massoneria dove ci stanno portando? Le loro guerre Usa e Ue, se le facciano da soli, anzi, ci vadano loro al fronte. Noi vogliamo una società senza guerre, impossibile tollerare quello che sta accadendo in Palestina. Questi schifosi hanno capito o no che il popolo non li segue nella loro follia? Fate benissimo a stare uniti. Mi fa piacere vedere anarchici e comunisti lottare fianco a fianco. Questo governo va cacciato il prima possibile ma anche la sinistra, PD e soci, sono gentaglia serva della Nato e non vanno votati” .
Per chiudere: palesemente, quanto espresso dai ragazzi è testimonianza concreta della loro rabbia, dell’esser consci che il modello economico capitalista non ha nulla da offrire se non guerre e speranze, al più, di poter campicchiare e sopravvivere con stipendi da fame quando entreranno nel mondo del lavoro. Molti sono rimasti colpiti dalle bandiere del PMLI (presenti anche PCI, PCL, Costituente comunista e anarchici), più di qualcuno ci ha detto: “Non sapevo che ci fossero tanti antagonisti a Campobasso, che bello” . Ed è proprio qui che il nostro Partito deve martellare: da tanti anni, ormai, ci stiamo impegnando su tutto il territorio regionale, nella costruzione di un forte e saldo fronte unito; al netto delle ovvie e inevitabili differenze fra partiti ed organizzazioni tanto diverse, dalla piazza (non solo dai giovani) arriva una fortissima domanda di unità degli anticapitalisti conseguenti. Qui dobbiamo lavorare, nel far crescere la coscienza di classe in queste ultimissime generazioni.

4 novembre 2026