Corrispondenza delle masse
Ondata di false minacce di attentato alle istituzioni scolastiche: ipotesi pista nera
Nelle ultime ore, un'ondata di e-mail minatorie è stata recapitata simultaneamente ad almeno 271 istituti scolastici sul territorio italiano, in particolare in Lazio. I messaggi, aperti da intestazioni allarmistiche come "TI ASPETTA LA MORTE", rivendicano falsamente la presenza di ordigni esplosivi (contenenti nitrato di ammonio e detonatori a distanza) a nome del "Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica", citando inoltre un presunto imminente attentato a bordo di un preciso volo Ryanair (tratta Lettonia-Roma).
Tale situazione ha fatto scattare immediati protocolli di sicurezza ed interventi sul campo, tra cui l'evacuazione a Roma di 650 alunni/e dall'I.C. G. Cagliero.
Gli accertamenti preliminari indicano che si tratti di una campagna di fake news
e di intimidazione coordinata. Le reali azioni attribuite a contesti legati al regime iraniano o ad altre dinamiche geopolitiche colpiscono solitamente bersagli specifici quali dissidenti, attivisti, giornalisti in esilio, centri culturali o comunità ebraiche di stampo sionista o israeliane, e non l'invio indiscriminato di mail a centinaia di scuole pubbliche generalizzate. Le prime indiscrezioni e l'analisi del modus operandi lasciano ipotizzare azioni di disturbo o tentativi di destabilizzazione interna da parte di soggetti o gruppi estremisti (tra cui ambienti riconducibili a gruppi fascisti italiani) che utilizzano strumentalmente etichette ideologiche e denominazioni estere per generare il massimo panico collettivo.
Le autorità competenti, nello specifico la Digos e la Polizia postale, sono al lavoro per risalire all'origine informatica dei messaggi, analizzando gli indirizzi IP e i domini esteri impiegati per l'invio massivo, al fine di identificare i reali autori materiali indipendentemente dalla retorica o dai simboli spesi nel testo della lettera.
Il clima sembra coerente con la caccia al capro espiatorio che rafforzerebbe il governo di Mussolini in gonnella, oramai alla canna del gas e messo in ginocchio da proteste con contestuali richieste di dimissioni.
Cartesio - Napoli
4 novembre 2026