Firenze: 15mila contro carovita, spese militari e in difesa della scuola pubblica. Strepitosa, combattiva e splendida partecipazione di studentesse e studenti delle superiori. Presenza attiva del PMLI che ha anche diffuso l'Appello di Scuderi ottenendo un alto gradimento giovanile
Redazione di Firenze
Con in testa lo striscione “Contro l'economia di guerra blocchiamo tutto”, i lavoratori organizzati con USB e Cobas e gli ex lavoratori GKN col proprio striscione di rappresentanza “Insorgiamo”, circa 15mila manifestanti, tantissimi, sono partiti da piazza Bambini di Beslan alla Fortezza di Firenze e hanno invaso il centro per il corteo indetto in occasione dello sciopero generale del 30 ottobre. Un risultato eccezionale per mobilitazioni indette dal sindacalismo di base, che ha evidentemente colto l'esigenza di scendere in piazza contro le politiche governative da parte delle masse lavoratrici e studentesche. Per di più, nel resto della Toscana vi sono state altre otto manifestazioni in contemporanea nelle varie città.
Hanno partecipato con le proprie insegne, oltre al PMLI, Cobas, PRC, Firenze per la Palestina, Giovani comunisti, Potere al popolo, Partito comunista rivoluzionario, USI e CARC. Erano presenti diverse bandiere palestinesi come tante sono state erano le ragazze delle comunità arabe. Presenti anche famiglie con bambini.
Nel mirino dei manifestanti il governo neofascista Meloni, carovita, spese militari, militarizzazione dell'istruzione e i tagli insostenibili alla scuola pubblica.
Oltre alle lavoratrici e ai lavoratori il grosso della partecipazione era data dei ragazzi delle superiori e dell'università, addirittura hanno partecipato anche studenti delle medie inferiori. Le studentesse e gli studenti, in gran parte giovanissimi delle prime classi delle superiori fiorentine, hanno partecipato sulla scia delle occupazioni delle scuole, in gran parte della città e della provincia. Una citazione particolare meritano le studentesse delle superiori che organizzate coi rispettivi collettivi sono state le trascinatrici dei propri spezzoni, hanno condotto il lancio di slogan e canzoni al megafono. Alta è stata anche la presenza di insegnanti e personale della scuola e dell'università.
Gli slogan lanciati dagli studenti hanno colpito in particolare il governo neofascista Meloni e il suo ministro dell'Istruzione e del merito Valditara. Riportiamo uno spaccato di questi: “Chi non salta fascista è!”, “Governo Meloni governo dei padroni”, “Valditara pezzo di merda”. “Palestina libera dal fiume fino al mare”, “Se non cambierà lotta dura sarà”, “La lotta partigiana ce l'ha insegnato la Resistenza non è reato”. Cantate “Bella ciao”, con anche la strofa finale dove si dice che era rossa la bandiera del partigiano, e “Fischia il vento”. A mo' di canzoni: “Questa notte ho fatto un sogno, vuoi sapere qual è? Che la scuola non crollava più!” e “Valditara a testa in giù!”. Uno striscione, riferito ai recenti provvedimenti razzisti del governo verso gli studenti immigrati riportava: “Gli unici stranieri sono i fascisti nei quartieri!”.
Una piazza fortemente antigovernativa, coraggiosa, colorata, frizzante ed enormemente creativa, indice dell'enorme potenziale di lotta della generazione zeta
, e anche alpha
che si sta già affacciando sugli spalti della lotta di classe, che non si è limitata alle rivendicazioni concrete, già di per sé importantissime, ma che aspira ad una società diversa, infatti molte ragazze avevano dipinto di rosso sul volto la falce e martello e la scritta “Sono antifascista” e portato cartelli con scritta “C'è bisogno di rivoluzione”.
Dalle finestre hanno salutato delle anziane di cui una si è commossa a vedere così tanti giovani e giovanissimi in piazza. Quando il corteo è passato di fronte a una scuola media inferiore gli alunni hanno salutato gioiosamente il corteo anche loro dalle finestre.
Un gran bel movimento studentesco, grazie a cui si può “respirare un aria diversa e fresca” fatta di progresso sociale e lotta antigovernativa opposta al neofascismo imperante imposto dal governo di Mussolini in gonnella Meloni. L'importante è che che non si faccia riassorbire a livello istituzionale borghese tramite i riformisti e i falsi comunisti, ma cresca, il che vuol dire in definitiva fare proprio l'anticapitalismo e la linea studentesca del PMLI a cominciare dall'Appello di Scuderi per il 49° del PMLI rivolto alle ragazze e ai ragazzi che lottano per cambiare l'Italia e metta il socialismo nel proprio mirino e orizzonte.
Ha partecipato il PMLI con compagne e compagni, militanti e simpatizzanti di Firenze e provincia. I compagni hanno portato fieri le bandiere del Partito e della Palestina e i bellissimi manifesti: “Abbattere caro vita”, “Viva le lotte studentesche”, “Sicurezza fascistissima”, “Palestina libera uno Stato due popoli”, e riprodotti nelle locandine inserite nei “corpetti” indossati dai compagni. Cartelli che, come sempre, hanno catturato l'attenzione e sono stati molto fotografati. Sono stati diffusi 130 volantini con l'Appello di Scuderi, che in questa splendida piazza ha trovato il suo “habitat” naturale, che sono stati molto richiesti dai manifestanti, addirittura alla fine quando li avevamo esauriti e ci venivano richiesti, per soddisfare in qualche modo le richieste abbiamo dato alcune locandine che avevamo in più. In diversi hanno chiesto informazioni sul nostro Partito. Abbiamo lanciato gli slogan e cantato “Bella ciao” e “Fischia il vento” insieme con gli studenti che avevamo vicino. Non certo per ultimo, da elogiare i giovani e giovanissimi nostri compagni per il forte contributo dato alla delegazione del PMLI di cui sono stati pienamente parte integrante, hanno operato ottimamente sia come Partito che tra gli studenti della propria scuola nel quadro del lavoro di massa.
Il risultato raggiunto in questa giornata di mobilitazione ha un valore ancora più rilevante considerata la precettazione del settore trasporti da parte del governo neofascista. Che è pretestuosa come dimostra anche il fatto che durante il corteo alla stazione di S. M. Novella le entrate sono state bloccate dalla polizia agli ordini di Piantedosi: gli stessi pendolari dovevano entrare uno alla volta dopo lunghi controlli. Per dire che la città è stata militarizzata in modo “esagerato”, da regime neofascista, specialmente nei punti strategici.
4 novembre 2026