|
Gli assurdi e intollerabili privilegi della chiesa Il concordato firmato nel 1984 stabilisce che l'insegnamento della religione cattolica è "curricolare nell'orario e facoltativo nella scelta", una formulazione che di fatto garantisce ancora oggi la presenza di un insegnante di religione cattolica per classe. Anche nel caso sia un solo studente a frequentare le sue lezioni. Una formulazione che garantisce che l'insegnamento della religione sia pagato da tutti anche se usato solo da una parte, con insegnanti scelti dalle diocesi e pagati dallo Stato, e che le scuole non siano tenute neanche a garantire alternative strutturate agli studenti che rifiutano l'ora di religione. Il ministro Luigi Berlinguer, stracciando l'art. 33 della Costituzione, vara la cosiddetta "parità scolastica" (legge 62/2000) che equipara la scuola statale e quella cattolica permettendo a quest'ultima di sottrarre i fondi pubblici alla prima. Grazie ad un decreto dell'ex ministro Moratti del II governo del neoduce Berlusconi, dopo 150 anni gli insegnanti di religione entrano a pieno titolo nell'organico della scuola pubblica italiana superando la precedente condizione di precari di lusso loro riservata da una clausola del Concordato del 1984 recepita nei vari contratti collettivi nazionali di lavoro che li equipara per molti aspetti, ad esempio scatti di anzianità, permessi e malattia, agli insegnanti di ruolo. Mentre fa saltare l'immissione in ruolo di migliaia di insegnanti precari e taglia le cattedre, il ministro dà il via libera ad un provvedimento che prevede l'immissione in ruolo di 20 mila insegnanti di religione scelti dalla Curia, pagati dallo Stato con la garanzia del posto fisso assicurato a vita ed inamovibili per trasferimento, anche in caso di soprannumero. Intollerabile. Un'altra mostruosità contenuta nel decreto Moratti stabilisce che l'idoneità all'insegnamento concessa dal vescovo vale solo per la sua diocesi e dunque è vietato trasferire gli insegnanti "idonei'' in altre città a meno che la moralità del docente non sia impeccabile anche per il nuovo vescovo di competenza. Con il Decreto Ministeriale del 21 maggio 2007 reso pubblico solo l'8 agosto, cioè quando studenti, personale Ata e insegnanti erano già in ferie, Fioroni ha portato a compimento la nefasta opera di finanziamento delle scuole private intrapresa da Berlinguer nel 2000 e portata avanti dalla Moratti (comma 636 della legge finanziaria 2006) sancendo di fatto la totale parità fra scuola pubblica e privata non solo sul piano giuridico ma anche su quello economico. Nel marzo del 2008, quando la legislatura del governo del democristiano Prodi volge al termine, lo stesso ministro Fioroni alla chetichella riprova a vincolare gli studenti a frequentare l'insegnamento della religione cattolica, aggirando le precedenti sentenze della Corte Costituzionale, con l'ordinanza ministeriale n. 30, del 10 marzo 2008, prot. 2724, che all'art. 8.14 prevede l'incremento credito "anche per quanti scelgono lo studio individuale". Per quanto riguarda il fiume di denaro pubblico depredato, un solo esempio: anno 2004, il governo Berlusconi elargisce 478 milioni di euro per lo stipendio degli insegnanti di religione, 258 milioni per i finanziamenti delle scuole e dell'università cattoliche, 25 milioni per la fornitura dei servizi idrici alla Città del Vaticano, 20 milioni per l'Università Campus Biomedico dell'Opus Dei, 19 milioni per l'assunzione a ruolo degli (oltre 15 mila) insegnanti di religione, 18 milioni per i buoni scuola degli studenti delle scuole cattoliche, 9 milioni per il fondo di sicurezza sociale dei dipendenti vaticani e dei loro familiari, 9 milioni per la ristrutturazione di edifici religiosi, 8 milioni per gli stipendi dei cappellani militari, 7 milioni per il fondo di previdenza del clero, 5 milioni per l'Ospedale di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, 2 milioni per la costruzione di edifici di culto; a cui andrebbero aggiunti i contributi dati da regioni, province e comuni. Non solo. Una buona fetta del miliardo e mezzo di euro di finanziamenti pubblici alla sanità va a istituzioni cattoliche presenti in modo massiccio nel settore. Ma non è finita: non si devono dimenticare le mancate entrate per lo Stato dovute a esenzioni fiscali di ogni genere alla Chiesa, valutate attorno ai 6 miliardi di euro (circa 12 mila miliardi di lire). Oggi in Italia si contano (dato del 2003): 504 seminari, 8.779 scuole suddivise in 6.228 materne, 1.280 elementari, 1.136 secondarie e 135 universitarie o parauniversitarie. Oltre a 6.105 centri di assistenza, suddivisi in 1.853 case di cura, 1.669 centri di "difesa della vita e della famiglia", 729 orfanotrofi, 524 consultori familiari, 399 nidi d'infanzia, 136 ambulatori e dispensari e 111 ospedali, più 674 di altro genere. Il tutto per un valore globale di alcune centinaia di miliardi di euro. Naturalmente esentasse. 9 settembre 2009 |