GLI ATTUALI "MAESTRI'' DEL MOVIMENTO NO GLOBAL
E' impossibile elencare tutti i "maestri'' del movimento antiglobal che, com'è noto, è un movimento composito ed eterogeneo sia da un punto di vista di classe, che sociale, politico, culturale. In esso confluiscono ambientalisti, ecopacifisti, femministe, movimenti per i diritti civili, associazioni culturali e ricreative e del volontariato, anarchici, socialdemocratici, revisionisti, neorevisionisti e trotzkisti, operaisti e anarcosindacalisti. Si può comunque dire che in generale la direzione è sostanzialmente in mano alla piccola e media borghesia, se non, in alcuni casi, ad esponenti della "sinistra'' della grande borghesia che non si riconoscono pienamente nel processo di "globalizzazione'' in atto o comunque sono critici sugli effetti che essa produce. Fra i teorici del movimento infatti ritroviamo economisti, filosofi, antropologi, studiosi e professori universitari americani e canadesi. Per alcuni settori di cattolici e non, lo stesso Wojtyla può essere annoverato fra i "maestri'' di questo movimento. Ci limiteremo a ricordarne, in ordine alfabetico, i più importanti e riconosciuti a livello internazionale.
VITTORIO AGNOLETTO, 43 anni, medico del lavoro, obiettore di coscienza, ex presidente della Lila (Lega Italiana per la lotta all'Aids), membro del consiglio direttivo del Forum sociale mondiale. è stato portavoce del Genoa social forum. In passato è stato con AO, nel PdUP, in DP, infine candidato nelle liste del PRC alle elezioni politiche del 2001. Ha fatto parte degli scout per vent'anni, da lupetto ad animatore dei gruppi adulti dell'Agesci negli anni Settanta. A suo dire, gli incontri più importanti della sua vita sono stati con il trotzkista e operaista Vittorio Foa e con don Luigi Ciotti.
SAMIR AMIN, 70 anni, economista trotzkista egiziano, parigino di studi, insegna e lavora a Dakar (Senegal). Si dichiara un "marxista tradizionale'', ma è per un "riformismo radicale'' concepito come "progressive trasformazioni, che non servono a migliorare il modello neoliberale, ma a ribaltarlo e a prepararne la sostituzione''. è fondatore insieme a Francois Houtard del sito del Forum mondiale degli alternativi, un insieme di Ong e centri di ricerca.
WALDEN BELLO, economista filippino direttore del programma di ricerca e azione "Focus on the Global South'' e professore di politiche pubbliche e sociologia all'Università delle Filippine, esperto di globalizzazione, istituzioni finanziarie internazionali e Organizzazione Mondiale del commercio. L'organizzazione non governativa "Focus on the Global South'' e fra i quattro promotori del primo Forum sociale mondiale di Porto Alegre del 2001. A suo dire per "smontare i meccanismi della globalizzazione'' occorre "puntare su associazioni e blocchi regionali, che non subiscano il diktat Usa. L'Unione europea ne è un esempio''.
FREI BETTO, frate domenicano, nato a Belo Horizonte, in Brasile, nel 1944. Esponente della "Teologia della liberazione''. Ha subito il carcere durante la dittatura brasiliana ed ora è schierato con il movimento contadino Sem Terra. Tra i suoi libri: "Dai sotterranei della storia'' (1971), "Lettere dalla prigione'' (1980), "Battesimo di sangue. I domenicani e la morte di Carlos Marighella'' (1983), "Il giorno dell'angelo'' (1989), "Mistica e spiritualidade'' (con L. Boff, 1994). Nel testo introduttivo alla conferenza "Principi e valori della nuova società'' del II Forum sociale mondiale, scritto insieme a Michel Löwy, sostiene la necessità di riscoprire i valori della rivoluzione borghese dell'89 "Libertà, uguaglianza, fraternità'', soprattutto la fraternità, confondendoli con il "socialismo'' che descrivono con l'espressione "civiltà solidale''. Alla domanda di quali sarebbero i "simboli'' che lui vorrebbe indicare alla nuova generazione", ha risposto: "Molto Che Guevara, molta Santa Teresa d'Avila e un po' di Rosa Luxemburg''.
JOSE' BOVE', allevatore francese a capo della Confederation Paysanne, sindacato dei contadini. Più volte ha dato l'assalto ai negozi della MacDonald, prima di convertirsi al "dialogo''.
BERNARD CASSEN, francese, direttore di "Le Monde Diplomatique'' collegato al quotidiano italiano trotzkista "il manifesto''. è presidente di Attac, l'Associazione per la tassazione delle transazioni finanziarie per l'aiuto ai cittadini, che nasce in Francia nel 1998 con un editoriale sul giornale francese tal titolo "Disarmare i mercati'' e oggi ha distaccamenti in una ventina di nazionali in Europa, in Africa e in America Latina. Attac riprende l'idea di un economista americano James Tobin, ultraottantenne, che si era formato sulle teorie socio-economiche di Keynes e poi della scuola del New Deal di Roosevelt, che propose di applicare una minuscola imposta a tutte le transazioni finanziarie da destinare a programmi sociali e sanitari. Cassen è uno degli ideatori del Forum sociale di Porto Alegre.
NOAM CHOMSKY, 74 anni, semiologo americano, studioso di linguistica al MIT (Massachusetts Institute of Technology), si professa pacifista. è fondatore del generativismo (una corrente della linguistica che considera la lingua come capacità di produrre un numero virtualmente infinito di frasi).
TARSO GENRO, 55 anni, dirigente trotzkista del Partito dei lavoratori (PT) brasiliano, considerato un "moderato'' e con forti agganci con la socialdemocrazia internazionale, antistalinista viscerale, può essere annoverato fra i "maestri'' del movimento no global solo in virtù di essere da sei anni il sindaco di Porto Alegre, la città che oltre a ospitare il Forum sociale mondiale, ha attuato per prima il "Bilancio partecipativo'', il simbolo del "nuovo mondo in costruzione'' dei no global.
SUSAN GEORGE, nata negli Usa, da molti anni residente a Parigi, oggi è Direttrice associata del Transnational Institute di Amsterdam e vicepresidente di Attac Francia, scienziata politica esperta di relazioni fra Nord e Sud del mondo e impegnata nella critica all'Organizzazione mondiale del commercio. I suoi libri trattano del debito estero e delle storture del sistema finanziario internazionale. Dichiara che "non ha senso definirsi contro la globalizzazione'' e che "l'FMI e le altre istituzioni possono avere un ruolo da svolgere. Delle regole devono esserci, ma devono essere utili a tutti, e non solo alle imprese transnazionali''.
ODED GRAJEW, imprenditore, ideatore del Forum sociale mondiale, Presidente del'Istituto di Business e Responsabilità.
NAOMI KLEIN, trentunenne canadese, femminista, giornalista e autrice del libro "No logo'', sostiene che "Il futuro dei movimenti è nella disobbedienza civile e sociale''.
MICHEL LöWY, nato in Brasile nel 1938, si è laureato alla Sorbona di Parigi nel 1964. è ricercatore in sociologia presso il Cnrs (Centro nazionale di ricerca scientifica) e Lettore alla scuola di alti studi in scienze sociali di Parigi. Ha pubblicato: "Dal Romanticismo al Bolscevismo'' (1981), "Cambiando il mondo, saggi in filosofia politica da Karl Marx a Walter Benjamin'' (1993), "La guerra dei beni. Religione e politica in America Latina'' (1996). Insieme a Frei Betto è autore del Testo introduttivo alla conferenza "Principi e valori della nuova società'' del II Forum sociale mondiale.
MARCOS, secondo fonti del ministero degli interni messicano, né confermate né smentite dall'Esercito zapatista di liberazione nazionale (Ezln), Marcos sarebbe Rafael Sebastian Guillen Vincente, un professore di filosofia nato nel 1957 a Tampico, città dello Stato di Tamaulipas nel Messico centrale, da una famiglia di ricchi professionisti di origine ispanica. Ha studiato presso i gesuiti ed in seguito è stato influenzato dalla "teologia della liberazione'' dal castrismo e dalle idee di Guevara. Nei primi anni '80 abbandona la cattedra e con un piccolo gruppo di seguaci si trasferisce nella Selva Lacandona nel Chiapas, uno dei 32 Stati che compongono la Repubblica federale del Messico, con lo scopo di appiccare un "fuoco guerrigliero'' tra gli indios chiapatechi. Qui fonda le Fuerzas de liberaciòn nacional, che però sin dal principio non riescono ad integrarsi tra le popolazioni indigene. Nel 1992 trasforma le Fuerzas nell'Ezln, che nel mese di maggio dell'anno successivo ha i primi scontri a fuoco con l'esercito governativo. Ma gli scontri che faranno conoscere i neozapatisti in tutto il mondo saranno quelli del 1• gennaio 1994, durante i quali vennero occupati 16 municipalità del Chiapas, tra cui San Cristobal. Marcos diventa così il "subcomandante'' e dichiara che lo zapatismo è valido non solo in tutto il Messico ma anche in altre zone del "secondo'' e Terzo mondo e, addirittura, nei paesi imperialisti. Nel 2001, Marcos marcia pacificamente su Città del Messico dove annuncia il suo "addio alle armi'' perché si è conclusa l'esperienza guerrigliera nel Chiapas. Da allora è calato il silenzio. Nell'agosto del 2001, Attac Francia, attraverso i suoi rappresentanti Bernard Cassen e Ignacio Ramonet, annuncia di aver proposto a Marcos di presentarsi come nuovo leader internazionale del movimento no global. La data per il suo incoronamento è quella del II Forum sociale mondiale di Porto Alegre. Ma Marcos non si presenta, sembra per contraddizioni interne al suo movimento, e nemmeno si fa più sentire. Così, nonostante ci sia fra i trotzkisti, i movimentisti e alcuni leader dei centri sociali, chi invoca una sua resurrezione, per il momento Marcos è una "stella'' cadente nel firmamento dei "maestri'' del movimento.
RIGOBERTA MENCHU', peruviana, di origine maya, attivista del Guatemala, premio Nobel per la pace nel 1992 impegnata anche con i messicani di Via Campesina.
IGNACIO RAMONET, nato in Spagna nel 1943, direttore editoriale de "Le Monde Diplomatique'', cofondatore del Forum sociale mondiale. Suo lo slogan "Un altro mondo è possibile'' lanciato dal suo giornale. Un anno fa aveva definito il Forum di Porto Alegre un'"internazionale ribelle'', oggi ha rivisto la sua posizione in "Un grande parlamento dei popoli''. è cofondatore di Attac e ha seguito la carovana di Marcos in Chiapas. La sua concezione della "sinistra'' è che "recupera questi tre valori: giustizia, eguaglianza, libertà'', ossia i valori della rivoluzione borghese del 1789.
JEREMY RIFKIN, economista e presidente della Foundation on Economic Trends di Washington, che si occupa dell'impatto sociale ed economico delle nuove tecnologie e della globalizzazione. è collaboratore della rivista di Berlusconi "Panorama''. Nel passato ha predicato la "fine del lavoro''. è autore della carta sulle biotecnologie lanciata al Forum sociale di Porto Alegre. La tesi è che la biogenetica è più un rischio che un'opportunità.
VANDANA SHIVA, economista eco-femminista indiana, fondatrice della Fondazione di Ricerca per la Scienza, la Tecnologia e l'Ecologia, autrice di "Vacche sacre e mucche pazze. Il furto delle riserve alimentari globali'' (2001), e fra gli altri di "Sopravvivere allo sviluppo'' (1990), "Monocolture della mente. Biodiversità, biotecnologie e agricoltura scientifica'' (1995), "Biopirateria. Il saccheggio della natura e dei saperi'' (1999).
JOAO PEDRO STEDILE, brasiliano. Leader del Movimento Sem Terra e di Via Campesina, portavoce dei diritti delle minoranze indigene.

20 gennaio 2002