Francesco Pardi, da "Potere operaio" all'ultra parlamentarismo borghese
Nel settembre del 1971 Francesco Pardi, detto Pancho, è tra i leader di Potere Operaio fiorentino, una organizzazione trotzkista, operaista, avventurista e piccolo borghese fondata da Franco Piperno, Oreste Scalzone e Toni Negri. In recenti interviste ammette di aver "lanciato la sua dose di molotov" in quei tempi a Pisa, sua città natale.
Francesco Pardi, 59 anni, "figlio d'arte" di famiglia borghese (il padre Leo era ordinario di biologia animale) è dal 2002 di nuovo sulla scena politica con gli ex trotzkisti Nanni Moretti e Paolo Flores d'Arcais come inventore dei "girotondi".
Sfilano per la prima volta nell'aprile 2002 a Firenze i "professori", Pardi insieme a Paul Ginsborg e altri, all'insegna "Democrazia in pericolo", senza un'ottica di classe e senza smascherare la natura neofascista del governo del neoduce e delle nere leggi sulla "giustizia" e sull'informazione.
è la prima manifestazione organizzata (alla quale parteciperanno 12.000 persone) della "primavera dei movimenti", dalla quale nascerà il "Laboratorio per la democrazia" di Firenze.
Successivamente a Roma Pardi si rende protagonista con un discorso durante il sit-in dell'Ulivo in Piazza Navona, tanto che Nanni Moretti quasi lo consacra a futuro leader dell'Ulivo: al loro esordio i professori non sono mossi da ambizioni elettoralistiche e carrieriste, ma vedremo poi come da esponenti di un movimento legato all'opinione pubblica sfrutteranno il favore e i consensi incontrati per tramutare tutto questo nel più volgare opportunismo, la maggior parte di loro candidandosi alle prossime elezioni.
Nella parentesi tra Potere Operaio e la nuova ribalta coi "girotondi", Pardi conduce una vita ritirata in una casa colonica con la moglie in Chianti, anche se frequenta assiduamente Firenze, in particolare il Circolo Rosselli di P.zza Libertà, animato dal socialista Valdo Spini. La sua sede di lavoro è il dipartimento di Urbanistica dell'Università di Firenze in qualità di ricercatore e dal 2000 è associato di analisi della città, trampolino per la cattedra di geografia della facoltà di Architettura.
I toni del professore si sono ammorbiditi, dai tempi di Potere Operaio in cui dichiarava: "Compagni, questo esecutivo (...) deve poter garantire che Potere Operaio da domani in poi (...) abbia la possibilità di dislocare delle forze ingenti, assolutamente ingenti, sul piano della clandestinità" incitando alla costruzione della "organizzazione armata (...) dato che l'avanzamento sul terreno della clandestinità e dell'illegalità (...) garantiscono l'unico, veramente l'unico progetto di organizzazione degno di essere costruito".
Oggi, per ingraziarsi la dirigenza della "sinistra" moderata e i suoi elettori fa pubblica ammenda per aver partecipato in passato a manifestazioni non autorizzate e si vanta di "fare discorsi moderati". E buttando alle ortiche le sue vecchie teorie di clandestinità e lotta armata, dichiara con sconcertante faccia tosta dimostrando un clamoroso voltafaccia che "i girotondi non vogliono contestare al centrodestra il diritto di fare la politica che sta facendo sull'economia o sulla scuola, quella di Tremonti e della Moratti. Un livello che non si vedeva da anni, ma è un suo diritto farla. E nemmeno vogliamo dare la spallata al governo perché esercita questo suo diritto. Gli contestiamo, però, quello di mettersi la Costituzione sotto i tacchi".
I suoi discorsi e i suoi articoli sono zeppi di un populismo che piace a certa "sinistra" piccolo borghese e imbroglia le masse spacciandosi per un "senza partito", in pieno stile "movimento".
Circa la credibilità del personaggio, basta mettere a confronto le sue teorie di ieri con quelle di oggi.
Corteggiato da vari partiti di "centro-sinistra", che intuitone il potenziale serbatoio di voti, fanno a gara per accaparrarselo, decide di candidarsi nella lista populista Occhetto - Di Pietro.