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Solenni e commoventi funerali della compagna Lucia Paoletti Lo scorso 6 aprile, alle 8,15, all'età di 69 anni appena compiuti, per un'embolia postoperatoria in seguito a un intervento alle coronarie, all'ospedale fiorentino di Careggi è venuta improvvisamente a mancare l'amata e indimenticabile compagna Nerina Paoletti, da tutto il Partito conosciuta come Lucia, membro effettivo a vita del Comitato centrale del Partito, membro della Commissione per il lavoro di organizzazione e della Commissione di amministrazione del CC del Partito, uno dei primi quattro pionieri del PMLI, cofondatrice del Partito, compagna di vita inseparabile del Segretario generale, compagno Giovanni Scuderi. L'improvvisa e terribile notizia ha scosso e addolorato profondamente l'intero corpo del Partito, in tutte le sue istanze e in tutte le generazioni che lo compongono, dai più vecchi ai più giovani e giovanissimi militanti e dirigenti, fino ai tanti suoi simpatizzanti e amici di ogni parte d'Italia. Moltissimi di loro hanno voluto esprimere il loro dolore e affetto per la compagna, dai più lontani angoli della penisola, anche se impossibilitati a partecipare alle esequie per le grandi distanze, inviando messaggi di cordoglio con toccanti ricordi della figura e delle qualità politiche, personali e umane dell'amata compagna. Conforta e suscita commozione a questo riguardo la quantità di messaggi pieni di sincera commozione inviati da giovanissimi, anche da poco entrati o avvicinatisi al Partito, che pur avendola vista o conosciuta anche una sola volta, in occasione di manifestazioni o dibattiti, erano stati subito conquistati dalla sua semplicità e modestia proletarie, dalla sua carica umana e dalla sua energia politica esemplare. Tanti e tanti anche i messaggi, scritti, orali e telefonici di amici del Partito, parenti, amiche e amici personali della compagna Lucia. Segno del grande affetto e ammirazione che ella ha sempre saputo suscitare in tutte le generazioni di militanti, simpatizzanti e anche semplici amici del Partito che si sono avvicendate nei tanti anni di vita e di lotta per la sua costruzione, diffusione e sviluppo, segnati dalla sua presenza e dedizione costanti ed esemplari. Alcuni dirigenti del Partito hanno versato delle sottoscrizioni alla memoria della compagna scomparsa. Chi scrive questa cronaca dei suoi funerali può personalmente testimoniarlo, avendo da giovane simpatizzante e poi militante dell'OCBI-ml, l'organizzazione da cui il 9 Aprile 1977 nascerà il PMLI, avuto a lungo la compagna Lucia come capo e autista di una squadra di affissioni notturne che copriva le zone Nord-Est e Sud-Est di Firenze. È anche alla scuola di questa meravigliosa compagna, contagiati e spronati dal suo entusiasmo rivoluzionario, dalla sua forza e tenacia infaticabili, dal suo coraggio e spirito di sacrificio incrollabili, che io come tanti altri simpatizzanti e militanti prima e dopo di me ci siamo forgiati e abbiamo imparato a essere con e del Partito. Come potevamo noi, infatti, indulgere alle pur istintive e facili lamentazioni piccolo-borghesi per i sacrifici, i sonni e gli svaghi saltati, le fatiche e i rischi di quella dura attività per sostenere e far conoscere l'embrione del Partito del proletariato, quando la compagna Lucia, così minuta e gracile nel fisico, ma così grande nell'animo e nel coraggio, era la prima a sobbarcarsi i lavori, le fatiche e i rischi, senza mai lamentarsene e sempre con un sorriso e una parola di incitamento per tutti? E purtuttavia ella non ostentava né pretendeva di imporre queste sue qualità agli altri, e se ciò pur avveniva era in maniera naturale, attraverso il suo esempio. La compagna Lucia ignorava infatti cosa fosse la superbia, ed era sempre piena di attenzioni e di premure per tutti, specie per le giovani e i giovani, ma anche i più anziani, che avvicinandosi al Partito avevano bisogno di essere aiutati a superare le iniziali timidezze e integrarsi in esso. E chi aveva problemi personali, familiari e di lavoro che lo tormentavano, sapeva di poter sempre contare sulla generosa compagna Lucia per poterne parlare con qualcuno e trovare conforto e consigli. Proverbiali erano inoltre le sue capacità organizzative e pratiche, dai più alti livelli politici fino alle più minute questioni pratiche, si trattasse di organizzare un congresso, di far apparire un provvidenziale thermos di tè caldo per superare meglio una lunga riunione notturna, o di frugare nella sua ampia e sempre fornita borsa per trovare un'aspirina a un compagno col mal di testa. Le onoranze funebri, su incarico del CC, sono state organizzate in forma semplice ma solenne dalla Commissione per il lavoro di organizzazione del CC del PMLI, coadiuvata dal Comitato provinciale di Firenze del Partito. Obbedendo ad una volontà in vita della defunta, il compagno Giovanni Scuderi aveva dato l'autorizzazione alla donazione degli organi, per cui dalla compagna erano state prelevate le cornee e parti della cute. Il feretro con il corpo di Lucia è stato esposto, dal pomeriggio del 7 fino alle 3 del pomeriggio dell'8 aprile, alle cosiddette "Cappelle del commiato" di Careggi, per l'ultimo saluto prima della tumulazione. Un grande ritratto a colori della compagna, ripresa durante una manifestazione svoltasi a Roma il 12 aprile 2003 contro la guerra imperialista all'Iraq, a pugno chiuso, con la bandiera del PMLI tenuta ben alta, sorridente e combattiva come tutti la conoscevano e amano ricordarla, era collocato sulla parete dietro il feretro, e ha suscitato grande commozione in tutti i visitatori non appena vi posavano lo sguardo. Un picchetto d'onore del Partito, composto da quattro militanti in camicia rossa con lutto al braccio, sorreggenti altrettante bandiere del PMLI abbrunate, presenziava ai quattro lati del feretro. La scena si presentava così solenne e toccante che molti visitatori non riuscivano a trattenere le lacrime, e non pochi sono stati quelli che sono scoppiati in un pianto dirotto. Il Segretario generale non ha mai abbandonato la veglia della salma di Lucia, e pur provato dal grande dolore e dalla stanchezza, essendo anche reduce dal defatigante giro di dibattiti elettorali nel Sud, ha accolto con molto calore e sollecitudine i tanti visitatori, militanti, simpatizzanti e amici del Partito, parenti, amici e semplici conoscenti e vicini di casa di Lucia, spiegando a ciascuno ciò che era accaduto, ringraziandoli e rilevando che "abbiamo perso un grande valore, una compagna forte e combattiva che ci ha tanto amati e che dobbiamo continuare ad amare". Intorno al feretro e lungo le pareti della stanza erano deposte corone, cuscini e mazzi di fiori, tra cui la corona di fiori offerta dal CC e l'UP del PMLI e quella del Segretario generale, come consorte della compagna. Cuscini di fiori sono stati inviati dalle compagne e i compagni di Firenze e provincia, della Campania, della Sicilia, e tanti mazzi di fiori portati da singoli compagne e compagni, simpatizzanti e amici del Partito, parenti, condomini del palazzo dove risiedeva Lucia, suoi amici e conoscenti personali. In un angolo della stanza erano raccolti, a disposizione dei visitatori, i tanti messaggi di cordoglio inviati, di cui pubblichiamo l'elenco insieme alle condoglianze scritte nel quaderno della memoria, che tanti visitatori hanno firmato anche senza scrivere un messaggio. Anche i visitatori degli altri defunti esposti nelle "Cappelle del commiato" sono rimasti stupiti e ammirati delle nostre onoranze funebri. Tra di essi una donna e un uomo di mezz'età, forse coniugi, e una donna anziana, che ci hanno chiesto informazioni sul Partito, che non conoscevano, su Mao, sulla banda dei quattro, su Deng Xiaoping. A loro ha risposto personalmente il compagno Scuderi, e i tre hanno espresso accordo sulle risposte, convenendo che in Italia non c'è mai stato un vero partito comunista e che Mao aveva ragione nella lotta contro il revisionismo. Alla fine l'uomo ha salutato col pugno in alto, mentre le due donne, specialmente la più anziana, hanno stretto calorosamente la mano al nostro Segretario generale. Un'altra persona ha salutato con il pugno chiuso passando davanti alla bara della compagna Lucia. Un'ondata di commozione generale ha preso tutti quando la bara è stata chiusa. Su di essa è stata stesa la bandiera rossa del PMLI con la falce e martello e l'effige di Mao, e a spalla, con il compagno Giovanni Scuderi in testa, è stata portata in piccolo corteo nella "Sala del ricordo" per l'orazione funebre, scortata dal picchetto d'onore con le bandiere del Partito e preceduta dal ritratto della defunta portato da una compagna. Ai lati e davanti al feretro, posato al centro della sala, hanno preso posto i partecipanti. A lato del podio, dal quale la compagna Monica Martenghi, a nome del CC del PMLI, ha poi tenuto l'orazione funebre, stavano in piedi il compagno Giovanni Scuderi e alcuni altri dirigenti del Partito. Il compagno Dario Granito reggeva il ritratto della compagna Lucia. Prima e dopo l'orazione hanno suonato in sottofondo i tre inni del partito: "Il Sole Rosso", "L'Internazionale" e "Bandiera Rossa". L'orazione funebre, letta dalla compagna Martenghi con voce ispirata e intensa, anche se a tratti rotta dalla commozione, è stata ascoltata con rispettosa e intensa partecipazione dagli astanti. Grande commozione ha suscitato in tutti il breve ma luminoso ritratto di Lucia e della sua intera vita dedicata al Partito e alla rivoluzione proletaria. Specialmente quando la compagna Martenghi ha letto la sua poesia scritta in occasione del ventesimo anniversario della Grande Rivolta del Sessantotto; e quando ha letto la lettera di condoglianze dei giovanissimi militanti della Cellula "Stalingrado 1943" di Benevento: soprattutto laddove essi, citando una bellissima immagine di Mao sulle morti che pesano come le piume e quelle che invece pesano come le montagne, scrivono che "la morte della compagna Nerina è più pesante di un monte, avendo ella sempre lottato al servizio del popolo e per il trionfo della rivoluzione socialista italiana". La commozione generale ha poi toccato la massima intensità quando, rinnovando al termine del discorso una fiera tradizione partigiana, la compagna Martenghi ha pronunciato forte il nome: "Compagna Lucia"! E tutta la sala ha risposto all'unisono: "Presente!". Per poi sciogliere l'intensa emozione in un lungo e sentito applauso per la bella e toccante orazione funebre in onore e in ricordo della compagna Lucia. Dopo la cerimonia la bara è stata accompagnata dal Segretario generale, da alcuni dirigenti e membri del Partito, parenti e amici, al Cimitero del Pino, alla periferia Sud-Est di Firenze, dove riposano anche il padre e un fratello di Lucia, e dove la cara e indimenticabile compagna è stata tumulata il giorno 10 aprile, alla presenza dei compagni Giovanni Scuderi, Dario Granito e Mino Pasca e di parenti della defunta. 12 aprile 2006 |