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La "strategia di difesa nazionale" degli Usa La Strategia di difesa nazionale (National defense strategy, in sigla inglese NDS), è stata elaborata dal Pentagono per rispondere - come spiega nell'introduzione al documento lo stesso Rumsfeld - "alla missione di preparare il Dipartimento della Difesa ad affrontare le sfide del 21° secolo", che Bush gli affidò quattro anni fa al momento di insediarsi alla Casa Bianca. Dunque ben prima dell'11 settembre 2001. Ne riportiamo alcuni tra i passaggi più significativi. I titoli dei paragrafi ripetono quelli del documento originale. IL RUOLO DELL'AMERICA NEL MONDO L'America è una nazione in guerra. Noi dobbiamo fronteggiare diversi tipi di sfide alla sicurezza Tuttora viviamo in un'epoca di vantaggio e opportunità. Possediamo anche delle capacità militari uniche, che stiamo cercando di trasformare per affrontare le sfide future. Come ha indicato il Presidente nella sua Strategia di sicurezza nazionale (NSS), noi sfrutteremo la nostra posizione "per costruire un mondo migliore e più sicuro, un mondo migliore che favorisca la libertà, la democrazia e la libera impresa". (...) Malgrado i nostri vantaggi strategici, noi siamo vulnerabili alle sfide che vanno dagli attacchi esterni alle minacce indirette provocate da aggressioni e pericolose instabilità. Alcuni nemici possono cercare di terrorizzare la nostra popolazione e distruggere il nostro modo di vita, mentre altri possono cercare di: 1) limitare la nostra libertà di azione globale; 2) dominare regioni chiave; 3) tentare di rendere proibitivi i costi per far fronte ai nostri numerosi impegni internazionali. (...) CAMBIAMENTI NELLA SICUREZZA AMBIENTALE L'incertezza è la caratteristica che definisce l'ambiente strategico di oggi. (...) Le forze armate statunitensi predominano nel mondo nelle forme tradizionali di guerra. Per questo potenziali avversari rinunciano a sfidare gli Stati Uniti attraverso l'azione militare tradizionale e adottano mezzi e metodi asimmetrici, che possono essere tradizionali, irregolari, catastrofici e distruttivi. (...) Sfide tradizionali (...) Le sfide militari tradizionali rimangono importanti, poiché molti Stati mantengono la capacità di influenzare le condizioni di sicurezza nella loro regione. (...) Per quanto formidabili siano le capacità degli Usa contro antagonisti tradizionali, non possiamo ignorare le sfide che questi avversari possono porre. Le sfide tradizionali richiedono di mantenere una sufficiente capacità di combattimento nelle regioni chiave della competizione militare. Sfide irregolari Crescenti e sofisticati metodi irregolari - per es. terrorismo e guerriglia - sfidano la sicurezza e gli interessi degli Usa. Gli avversari che usano metodi irregolari mirano ad erodere l'influenza americana, la sua pazienza e la sua volontà politica. Gli oppositori irregolari spesso adottano un approccio a lungo termine, tentando di imporre costi umani, materiali, finanziari e politici proibitivi per gli Stati Uniti al fine di costringerli a ritirate strategiche da regioni chiave o azioni in corso. Due fattori hanno intensificato il pericolo di sfide irregolari: l'ascesa delle ideologie estremiste e l'assenza di governi efficaci. L'estremismo politico, religioso ed etnico continua ad alimentare conflitti in tutto il mondo. (...) Sfide catastrofiche (...) La proliferazione di tecnologie e conoscenze di WMD (armi di distruzione di massa, ndt) rende la contesa sulle sfide catastrofiche una priorità urgente. Anche un solo attacco catastrofico contro gli Stati Uniti o un nostro alleato sarebbe inaccettabile. Dobbiamo porre grande enfasi su quelle capacità che ci mettono in grado di dissuadere gli altri da acquisire capacità catastrofiche, di dissuadere dal loro uso e, quando necessario, distruggerle prima che possano essere usate. Sfide dirompenti Alcuni avversari potenziali cercano di acquisire capacità dirompenti per sfruttare i punti deboli degli Stati Uniti e azzerare il suo attuale vantaggio e quello dei suoi alleati. Alcuni mezzi dirompenti, inclusi quelli biotecnologici, cibernetici, spaziali, o armi ad energia convogliata, potrebbero mettere in serio pericolo la nostra sicurezza. CAMBIAMENTI NEI RAPPORTI INTERNAZIONALI Diversi stati chiave sono alle prese con decisioni fondamentali sul loro ruolo politico, economico e di sicurezza a livello regionale e globale, nonché sul cammino e la direzione della propria evoluzione interna. Queste decisioni possono cambiare la loro posizione strategica nel mondo e i loro rapporti con gli Stati Uniti. Questa incertezza presenta sia opportunità che sfide potenziali per gli Usa. Alcuni Stati possono orientarsi verso una maggior cooperazione con gli Stati Uniti, mentre altri potrebbero evolvere in potenti rivali regionali o nemici. Col tempo, alcune potenze emergenti potrebbero essere in grado di minacciare direttamente gli Stati Uniti e i nostri partners, rivaleggiare con noi in aree chiave della competizione militare e tecnologica, o minacciare gli interessi statunitensi perseguendo la supremazia sopra regioni chiave. In altri casi, se continuano le tendenze economiche, politiche e demografiche avverse, grandi stati potenti potrebbero diventare pericolosamente instabili e sempre più ingovernabili, creando significative sfide in futuro. Mentre restiamo allerta circa la possibilità di una ripresa della competizione tra grandi potenze, i recenti sviluppi nei nostri rapporti con Stati come la Russia e la Cina dovrebbero incoraggiare un certo grado di speranza. (...) LA NOSTRA FORZA (...) Noi non avremo competitori globali di pari livello e rimarremo insuperati nelle capacità militari tradizionali. (...) LE NOSTRE VULNERABILITA' Ciononostante abbiamo delle vulnerabilità: (...) Alcuni alleati e partners decideranno di non agire insieme a noi o perderanno la capacità di agire insieme a noi. La nostra leadership negli affari mondiali continuerà a produrre disagio, un certo grado di risentimento, e resistenza. La nostra forza di nazione continuerà ad essere sfidata da coloro che usano una strategia di indebolimento ricorrendo ai fori internazionali, ai processi giudiziari e al terrorismo. (...) LE NOSTRE OPPORTUNITA' (...) La fine della Guerra Fredda e la nostra capacità di influenzare gli eventi globali aprono la prospettiva di un nuovo e pacifico sistema di Stati nel mondo. Gli sviluppi positivi in Iraq e Afghanistan rafforzano l'influenza e la credibilità degli Usa. (...) LE NOSTRE SFIDE (...) Crisi correlate alla stabilità politica e alla governabilità porranno significative sfide alla sicurezza. Alcune di queste possono minacciare gli interessi fondamentali degli Stati Uniti e richiedere una risposta militare. Le minacce internazionali saranno percepite differentemente - anche tra i nostri partners più stretti - e il consenso può essere difficile da ottenere. STRATEGIA DI DIFESA PER IL 21° SECOLO (...) Abbiamo imparato che un'impareggiabile capacità di rispondere alle sfide tradizionali non è più sufficiente. Le conseguenze anche di un solo attacco catastrofico, per esempio, sono impensabili. Perciò, noi dobbiamo affrontare le sfide più tempestivamente e complessivamente, prima che esse possano maturare. (...) Il pericolo di una violenza catastrofica detta un nuovo imperativo strategico: noi affronteremo attivamente - se possibile, prima e a distanza di sicurezza - coloro che ci minacciano direttamente, usando tutti gli strumenti della nostra potenza nazionale. (...) In ogni caso noi cercheremo di prendere l'iniziativa e dettare i tempi, lo svolgimento e la direzione delle operazioni militari. (...) Questa strategia intende fornire al Presidente una vasta gamma di opzioni. Esse includono azioni preventive per interdire a un antagonista l'iniziativa strategica o prevenire un attacco devastante. OPERARE SU SCALA GLOBALE La nostra capacità di operare nel e dall'intero globo - superficie, acque internazionali, spazio aereo e ciberspazio - è importante. Questo ci consente di proiettare la nostra potenza in tutto il mondo partendo da sicure basi operative. (...) Cedere il nostro storico vantaggio marittimo limiterebbe inaccettabilmente il nostro raggio d'azione. La nostra capacità di operare dallo spazio aereo internazionale e anche dallo spazio esterno rimane importante per le operazioni combinate. In particolare, poiché l'interesse delle nazioni sui sistemi d'arma spaziali continua a crescere, dobbiamo stare in guardia contro nuove vulnerabilità. Obiettivi chiave, perciò, sono quelli di assicurare il nostro accesso allo spazio e il suo uso, e impedire agli avversari l'uso ostile di esso. (...) OPERARE IN E DA QUATTRO REGIONI AVANZATE La nostra presenza militare all'estero comprende forze dimensionate e frequentemente ruotate per operare in e da quattro regioni avanzate - Europa, Asia nord orientale, Asia orientale costiera e Medio Oriente-Asia sud orientale. (...) La nostra presenza nelle quattro regioni non diminuisce la nostra capacità di intraprendere missioni militari in tutto il mondo, né delimita i nostri interessi globali. (...) SCONFIGGERE RAPIDAMENTE GLI AVVERSARI E CONSEGUIRE RISULTATI DECISIVI E DURATURI Non possiamo essere certi in anticipo del luogo e delle dimensioni specifiche dei futuri conflitti. Perciò, noi manteniamo una forza totale che è bilanciata e predisposta per un rapido dispiegamento ed impiego in tutto il mondo. Essa è capace di concentrare forze in due teatri separati per "sconfiggere rapidamente" gli avversari in campagne militari contemporanee. Inoltre, l'esperienza recente evidenzia la necessità di una forza capace di trasformare una o due campagne di "sconfitta rapida", se così vuole il presidente, in un'operazione mirante al raggiungimento di obiettivi a più lunga scadenza. (...) GUIDARE CONTINGENTI MINORI I nostri interessi globali richiedono alle nostre forze armate di intraprendere un numero limitato di operazioni da parte di contingenti minori, magari per lunghi periodi di tempo. I contingenti minori includono operazioni di combattimento su scala più piccola, bombardamenti e incursioni, operazioni di pace, missioni umanitarie e evacuazioni senza combattimento. (...) BASI MILITARI Una rete di basi e attrezzature avanzate, principalmente nelle quattro regioni critiche, fornisce gli Stati Uniti di un'impareggiabile capacità di agire su scala globale. (...) Per rafforzare la nostra capacità di pronta azione globale e la nostra flessibilità nell'impiego della forza militare dove necessario, noi dobbiamo essere capaci di muoverci rapidamente in e fra punti cardine strategici e luoghi lontani. La nuova postura globale - impiegante basi operative principali (MOB), siti operativi avanzati (FOS) e un certo numero di siti più remoti di cooperazione per la sicurezza (CSL) - supporterà tale necessità. (...) Le MOB sono basi permanenti con forze stanziali e robuste infrastrutture. Esse devono supportare l'addestramento, la cooperazione per la sicurezza, e il dispiegamento e l'impiego delle forze militari per le operazioni. Le basi più remote - FOS e CSL - sono punti focali per l'addestramento combinato e si espanderanno e contrarranno in funzione delle operazioni militari. I FOS sono basi "calde" dimensionabili, disegnate per un uso a rotazione da parte delle forze operative. Esse ospitano spesso attrezzature pronte all'uso e un modesto contingente permanente. I FOS sono in grado di supportare una gamma di attività militari con un breve preavviso. I CSL sono pensati per crisi improvvise, supporto logistico e uso a rotazione tra le forze operative. I CSL hanno generalmente poco o nessun personale permanente. (...) Un decennio di esperienza operativa indica che è necessario un approccio più innovativo per predisporre attrezzature e materiale. Materiali di supporto e per il combattimento dovrebbero essere predisposti nelle regioni critiche lungo le vie di comunicazione strategiche per permettere il loro dislocamento globale. (...) ACCORDI LEGALI Molti degli attuali accordi legali che regolano la nostra presenza all'estero datano da tempi lontani. (...) Conformemente a considerazioni di sovranità con i nostri partners, cercheremo nuovi accordi legali per massimizzare la nostra libertà di: - Dispiegare le nostre forze come necessario; - Condurre in loco un addestramento essenziale con i nostri partners; e, - Supportare le nostre forze dislocate intorno al mondo. Infine, gli accordi legali dovranno incoraggiare la condivisione di responsabilità tra noi e i nostri partners, fornire protezione legale per il nostro personale attraverso trattati sullo status delle forze e protezione contro il trasferimento di personale statunitense alla Corte criminale internazionale. MOBILITAZIONE E CONCENTRAZIONE GLOBALE Le nostre forze armate necessitano di essere gestite in maniera tale da permetterci di dispiegare una grossa percentuale di esse dove e quando serve, in ogni angolo del globo. Pertanto, il Dipartimento si sta riconvertendo verso un processo di gestione globale delle forze. Questo ci consentirà di mobilitare le forze che ci servono da una prospettiva globale, piuttosto che regionale, e di concentrarle dove necessario nei teatri di crisi delle più disparate aree del mondo. La nostra presenza globale sarà gestita dinamicamente, assicurando che le nostre forze congiunte saranno impiegate con il massimo effetto possibile. |