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Saluto di Dario Granito ai partecipanti alla commemorazione di Mao Noi commemoriamo Mao perché sappiamo bene quanto sia importante la sua opera e il suo pensiero per chi aspira al socialismo Care compagne e cari compagni, care amiche e cari amici, a nome del Comitato centrale del PMLI e dei dirigenti del Partito seduti alla presidenza con alla testa il compagno Giovanni Scuderi, Segretario generale del PMLI, vi rivolgo calorosi saluti e ringraziamenti per la vostra presenza a questa commemorazione pubblica di Mao in occasione del 31° Anniversario della scomparsa, che sarà tenuta dalla compagna Monica Martenghi, membro del CC del PMLI e Direttrice responsabile de "Il Bolscevico". Un particolare ringraziamento desidero rivolgerlo al Comitato provinciale di Firenze del Partito che, insieme alle compagne e ai compagni di questa città e provincia e di Prato, ha curato la propaganda e collaborato all'organizzazione dell'iniziativa, facendola conoscere per quanto possibile alle masse interessate, contrastando così il black-out dei mass media che sono quanto mai solleciti quando si tratta di pubblicare macroscopiche calunnie nei confronti di Mao, mentre ignorano, non a caso, la commemorazione del nostro Partito che ne esalta la figura e l'opera di grande maestro del proletariato internazionale, dei popoli e delle nazioni oppresse. Sono presenti compagne e compagni provenienti un po' da tutta Italia, anche da molto lontano, che pur avendo dovuto fare grossi sacrifici personali ed economici non hanno voluto far mancare la propria partecipazione, dimostrando un grande attaccamento a Mao e al PMLI, ad essi va la nostra ammirazione e riconoscenza per l'esempio che ci danno e dal quale abbiamo tutti da imparare. In base alle notizie di cui disponiamo, se sbagliamo per difetto vogliano scusarci gli interessati, sono presenti e salutiamo calorosamente compagne e compagni provenienti dalla Sicilia, tra i quali i delegati della Cellula "Mao" di Troina fondata giusto alla vigilia di questa commemorazione, ai quali rivolgiamo un benvenuto particolare e formuliamo tanti e fervidi auguri di buon lavoro politico, auguri che estendiamo anche ai compagni della Cellula "Stalin" di Rimini di recente fondata e che fanno parte della delegazione proveniente dall'Emilia-Romagna, e ancora compagne e compagni della Campania che hanno appositamente organizzato un pullman autofinanziato, la Puglia, il Lazio, l'Abruzzo, la Lombardia, il Piemonte, il Trentino-Alto Adige, la Toscana che ci ospita in questa città. Un ringraziamento internazionalista proletario rivolgiamo alle compagne e ai compagni del Nucleo Marxista Leninista (in Messico) che ci ha inviato un fraterno messaggio di augurio per il successo di questa iniziativa. Anche alle compagne e ai compagni che per motivi di salute o altri impedimenti loro malgrado sono assenti e che hanno inviato messaggi di saluto al Partito e ai partecipanti alla commemorazione di Mao, va il nostro affettuoso pensiero e ringraziamento. Per noi è come se fossero presenti idealmente anche le compagne e i compagni rimasti fedeli fino all'ultimo alla causa del proletariato e che purtroppo non ci sono più fisicamente ma che hanno dato tanto al nostro Partito. La compagna Lucia il cui nome ha assunto la Cellula "Nerina (Lucia) Paoletti" di Lecce, il compagno Vincenzo il cui nome ha assunto la Cellula "Vincenzo Falzarano" di Fucecchio, il compagno Marco Marchi giovane membro diciottenne dell'Organizzazione che ha dato vita al PMLI. Essi sono sempre vivi nella nostra memoria e nei nostri cuori. Con estremo piacere vi annunciamo che sarà ripresa la pubblicazione della Biografia di Lenin e proprio in occasione di questa commemorazione di Mao ci è stato consegnato il XVII capitolo che comparirà quanto prima su "Il Bolscevico". Noi commemoriamo Mao perché sappiamo bene quanto sia importante la sua opera e il suo pensiero in Italia come in tutto il mondo per coloro che aspirano al socialismo e perché abbiamo ben presente che il nostro Partito gli deve la propria esistenza e il suo pensiero costituisce per noi la bussola indispensabile e irrinunciabile che ci guida di tappa in tappa verso l'Italia unita, rossa e socialista. Onorando Mao noi intendiamo rendere omaggio e esprimere riconoscenza anche agli altri grandi maestri del proletariato Marx, Engels, Lenin, Stalin che sono inseparabili l'uno dall'altro e dallo stesso Mao e che col marxismo-leninismo-pensiero di Mao ci hanno aperto la mente e armato della teoria invincibile con cui è possibile liberare il proletariato dallo sfruttamento capitalistico, fare la rivoluzione socialista e portare alla vittoria il socialismo. Per parte sua la borghesia al contrario non perde occasione per attaccare Mao cercando invano di distruggerne la figura per privare il proletariato, il nostro Partito e tutti i Partiti e Organizzazioni autenticamente marxisti-leninisti del mondo della propria guida teorica e pratica, strategica e tattica che dà loro chiarezza e forza politiche nella titanica lotta che conducono contro le forze reazionarie per la conquista del socialismo. Attualmente il bersaglio scelto dai rinnegati revisionisti cinesi, col plauso della borghesia internazionale, per cercare di denigrare e "demitizzare" l'opera di Mao è l'epica impresa della Lunga Marcia, declassata a "bugiarda leggenda", contro la quale è in corso una feroce campagna fatta di falsità diffuse ad arte in libercoli editi anche in Italia e scritti da pennivendoli anticomunisti cinesi, ampiamente recensiti ad esempio su "Il venerdì" di "Repubblica" del 6 luglio scorso o enfatizzati con aggiunta di propri infamanti commenti da noti rinnegati come Enzo Bettiza su "la Stampa" del 15 agosto. L'ignobile manovra si scontra però con la realtà dei fatti ben difficili da nascondere e cancellare e che testimoniano tutta l'importanza e il significato della Lunga Marcia che, grazie alla lungimiranza di Mao e alla sua visione strategica, consentì all'Esercito rosso centrale di sottrarsi a quella campagna di "accerchiamento e annientamento" sferrata dalle forze reazionarie del Guomindang che contavano di saldare una volta per tutti i conti con Mao, il Partito comunista cinese e l'Esercito rosso. Per capire che cosa sia stata la Lunga Marcia basta considerare che in un anno, dall'ottobre 1934 al successivo ottobre del 1935, l'Esercito rosso centrale marciando a piedi percorse ben 12.500 chilometri attraversando i territori di 12 province con 200 milioni di abitanti, dovette superare 24 fiumi molti dei quali in piena come il burrascoso Yangtze, varcare 18 catene montuose anche d'inverno con la neve alta e temperature estremamente rigide pur in mancanza di vestiario adeguato, guadare paludi inospitali e inesplorate, nutrirsi nei momenti più duri anche di brodo fatto con gli stivali, pezzi di cuoio bollito, topi, erbe selvatiche, bacche e quant'altro di "commestibile" avesse rinvenuto sul proprio cammino, continuamente incalzato dai bombardamenti aerei e dagli attacchi via terra, cui riusciva a sfuggire e vincere con le abili tattiche escogitate da Mao e dai comandanti che gli erano al fianco. Furono circa ottantaseimila le donne e gli uomini che partirono dallo Jiangxi meridionale all'inizio della Lunga Marcia, solo quattromila sopravvissero fino ad arrivare nello Shaanxi del Nord. Bastano solo questi pochi dati per comprendere tutta la complessità e la grandiosità dell'impresa, non a caso Mao affermò che "La Lunga Marcia è stata una impresa mai vista nella storia". Di recente sulla stampa italiana sono state esaltate le gesta di Annibale, ebbene a suo tempo il giornalista americano Snow, che della Lunga Marcia ne sapeva molto di più degli attuali scribacchini calunniatori, ebbe a dire che "al paragone la marcia di Annibale attraverso le Alpi è soltanto una gita di piacere". Sono trascorsi 31 anni dalla scomparsa di Mao eppure gli attacchi nei suoi confronti, sia a livello politico che personale, si susseguono. A ben guardare ciò è un buon segno. Se l'esempio della sua vita dedicata alla rivoluzione e al socialismo, il fulgore della sua opera e l'attualità del suo pensiero non costituissero per i revisionisti e i reazionari una costante minaccia, costoro non avrebbero bisogno di darsi tanto da fare per dipingere Mao a fosche tinte e con lui anche noi marxisti-leninisti italiani. Il terrore deve essere proprio tanto. Il terrore che il marxismo-leninismo-pensiero di Mao continui a diffondersi, a vivere e ispirare il proletariato e le giovani generazioni dando loro la consapevolezza che nella lotta di classe per il socialismo hanno solo da perdere le catene dello sfruttamento capitalistico e da conquistare un avvenire radioso e degno di essere vissuto. Una controprova la troviamo anche in un significativo e recente episodio che ha fatto imbestialire la destra: quello di un giovane che in una chiesa alla periferia di Lucca, mentre leggeva una preghiera ai presenti, indossava una maglietta con l'effige di Mao. Questo episodio, come altri simili, dimostra che l'immagine di Mao è ancora capace di scaldare i cuori dei giovani e spaventare a morte i fascisti e tutti i reazionari. Segno che i suoi insegnamenti e il suo esempio sono ancora ben vivi e presenti, alla faccia della destra e dei rinnegati che ne vorrebbero criminalizzata e cancellata ormai la memoria. Che la borghesia tremi al solo nome di Mao, ci rallegra e ci incoraggia: diffonda pure le sue calunnie e le sue falsità contro Mao e i Maestri, il tempo non gioca a suo favore. Solo ciò che è errato, privo di validità scientifica e reazionario perisce strada facendo, ciò che è giusto, vero e rivoluzionario come il marxismo-leninismo-pensiero di Mao vive per sempre e quando maturano i tempi arriva a prevalere sul suo opposto, attraverso l'opera della classe operaia e di milioni e milioni di sfruttati e oppressi che sotto la guida del partito del proletariato osano dare l'assalto al cielo, come hanno già fatto nell'Unione sovietica di Lenin e di Stalin e nella Cina di Mao, aprendo alla storia nuovi orizzonti. Anche il PMLI facendo tesoro degli insegnamenti di Mao ha da tempo iniziato la sua Lunga Marcia politica e organizzativa, come ha detto Scuderi: "Ancora siamo un piccolo numero, ma col tempo, con lo sviluppo delle contraddizioni di classe e dei conflitti di classe, con l'autosmascheramento dei partiti falsamente comunisti e con l'esperienza delle masse, sicuramente diventeremo un numero sufficiente per organizzare, dirigere e vincere la rivoluzione socialista". L'arrivo nelle file del PMLI e al suo fianco di nuove compagne e compagni durante l'anno trascorso dalla precedente commemorazione di Mao ad oggi e la nascita di nuove Cellule e Organizzazioni di Partito in varie città ne è una conferma e fa ben sperare ma c'è ancora molto da fare, rilanciamo perciò con forza l'appello rivolto da Scuderi in occasione del 30° Anniversario del PMLI: "Chi ritiene di avere la stoffa del pioniere rosso si affretti però a unirsi al PMLI come militante o simpatizzante, non perda l'occasione irripetibile del 5° Congresso nazionale del PMLI, cui potrà dare un contributo diretto. Non si faccia turlupinare e fuorviare dalle nuove proposte dei volponi opportunisti miranti a costruire partiti e raggruppamenti a sinistra dell'ormai prossimo partito democratico. Queste organizzazioni non sono altro che delle nuove trappole per tenere il proletariato e le masse subalterne al capitalismo, alle sue istituzioni e ai suoi governi". Le imminenti battaglie d'autunno contro il governo del dittatore democristiano Prodi e contro la sua politica di lacrime e sangue per la classe operaia e le masse lavoratrici e popolari, a cominciare da quella per lo sciopero generale che noi rivendichiamo per affossare la controriforma del welfare, sono l'occasione giusta per passare all'azione e dare man forte al PMLI. Coraggio fautori del socialismo, coi Maestri e il PMLI vinceremo! Avanti con forza e fiducia verso l'Italia unita, rossa e socialista! Gloria eterna a Mao! Con Mao per sempre! 12 settembre 2007 |