Una nuova Gladio (Chi Gaetano Saya)
Scoperta una "polizia parallela" composta da fascisti, massoni e poliziotti
Tre arresti e 24 indagati, tra cui elementi delle "forze dell'ordine", su mandato della procura di Genova. "Con stima e molta simpatia", così Licio Gelli dedicava una foto a Gaetano Saya
Impossibile che il governo Berlusconi non ne sapesse nulla
Dipartimento Studi Strategici Antiterrorismo (DSSA, in sigla), sottotitolo "Interforze di polizia in funzione antiterrorismo islamico". Si chiamava così la struttura messa in piedi dall'ex agente della Nato, massone, nonché fondatore del Nuovo MSI-Destra nazionale, Gaetano Saya, e scoperta dalla procura di Genova. Una "polizia parallela" composta da fascisti, massoni, ex gladiatori, appartenenti alla polizia di Stato, ai carabinieri, alla Guardia di finanza e alla polizia penitenziaria che secondo gli investigatori aveva lo scopo di accreditarsi presso importanti organismi nazionali e internazionali, tra i quali probabilmente anche servizi segreti stranieri, e ottenere finanziamenti. Una nuova Gladio? Gli ingredienti ci sono tutti: neofascismo, massoneria e P2, Gladio di Cossiga, servizi segreti "deviati" del generale Santovito, anticomunismo viscerale.

L'inchiesta
28 sono state le perquisizioni scattate il 1 luglio in 9 regioni italiane (Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Molise, Sicilia e Sardegna). Sequestrate carabine, pistole, coltelli, altre armi bianche come sciabole e machete, decine di kit di sopravvivenza, tesserini, placche di riconoscimento. Tre gli arrestati ai domiciliari: Gaetano Saya e il suo braccio destro Roberto Sindoca. Il terzo è un ex poliziotto, Salvatore C., 58 anni, residente a Vigevano nella cui abitazione sono state rinvenute armi detenute illegalmente.
I reati contestati sono di "Associazione per delinquere finalizzata all'usurpazione di funzioni pubbliche in materia di prevenzione e repressione dei reati" e "illecito utilizzo di dati e informazioni riservate attraverso l'illegale consultazione delle banche dati del ministero dell'Interno".
La DSSA, che ufficialmente è operativa dal 26 marzo 2004, sarebbe nata dopo gli attentati di Madrid e sarebbe composta oltreché dal direttore e dal suo vicedirettore (Saya e Sindoca) da una ventina di "dirigenti" e da circa 150 affiliati e collaboratori fra "ex agenti e collaboratori dei servizi segreti, ufficiali operativi dell'organizzazione Stay behind (Gladio)", "consulenti di nazionalità estera", come si poteva leggere sul suo sito ora oscurato.
Questa organizzazione aveva comodo accesso al centro di elaborazione dati della polizia, operava controlli in aeroporti, pedinamenti, perquisizioni usando distintivi e palette. Mandava informative su possibili attentati agli organi di stampa e poi alle questure. Secondo Saya qualunque informazione è sempre stata trasmessa tramite relazione al Sismi e al Sisde direttamente o tramite collaboratori.
Sede dell'organizzazione era Firenze, in via Masaccio 38, nell'attico di Saya dove circa ogni venti giorni si riunivano i capi. Così ancora una volta il capoluogo toscano si trova ad essere il crocevia di oscure trame, come nel caso della P2 e di Gelli che a Firenze aveva una sua base operativa, o dei rapporti del centro Sismi di Firenze con le "BR" emersi nella vicenda del sequestro e dell'omicidio Moro.

La scissione di Ciolini
Sempre a Firenze, nel gennaio 2005, da una costola del DSSA, è nata un'altra associazione, "Corpo politico Civiltà cristiana", sede in via Ponte alle Mosse 229, guidata da Elio Ciolini Bacciani e Franco Zangheri che adesso sono fra gli inquisiti. Ciolini, legato ai servizi segreti, alla P2 e a Gladio, è noto alle cronache per essere stato condannato a 14 anni per i depistaggi sulla strage fascista di Bologna. "Civiltà cristiana" si definisce nello statuto un partito che si propone: "di porre uno stop alla sinistra, quella sinistra `becera - e - forcaiola' che sempre accusa, critica e vilipendia il governo e, di riflesso, il suo primo ministro". Il partito di Ciolini si promette anche di arrivare ad assicurare a Forza Italia il 70% dei suffragi degli italiani che vivono all'estero.
Dopo la scissione Saya si è rivolto alla procura di Firenze per querelare Ciolini accusandolo di essere un agente infiltrato dal Sisde nella sua formazione politica.
L'inchiesta della procura di Genova è partita dall'intercettazione telefonica di Paolo Simeone, l'ex sminatore dell'esercito mercenario in Iraq, finito nell'inchiesta sull'omicidio di Fabrizio Quattrocchi e sul reclutamento dei bodyguard italiani rapiti nell'aprile 2004 in Iraq.
Quattrocchi era stato presentato dal settimanale "News" come membro della DSSA. La magistratura esclude per ora collegamenti anche perché il rapimento è avvenuto prima della nascita ufficiale del DSSA. Ma lo stesso Saya tiene a precisare che la sua organizzazione aveva informatori e operava anche all'estero e in particolare in Iraq.
Secondo Saya fra le ipotesi del perché il DSSA sia finito sotto inchiesta c'è quella che avrebbe fatto sapere di essere a conoscenza di alcune verità scomode sulla liberazione di Giuliana Sgrena. "Per esempio che gli otto milioni di euro del riscatto potrebbero non essere mai usciti dall'Italia e che Nicola Calipari non è stata una vittima casuale".

Fascisti e massoni
Saya nella sua autobiografia sul sito del Nuovo MSI-Destra nazionale dichiara apertamente di essere un discepolo del caporione fascista Giorgio Almirante e ancora oggi è in ottimi rapporti con la vedova.
Un poliziotto in attività e membro del DSSA ha raccontato all'Espresso che "Saya lavorava per farsi legittimare politicamente ed entrare a pieno titolo, con il Nuovo Movimento sociale, dentro la Casa delle libertà". E ha aggiunto che Saya "lavorava su tre fonti. Il Nuovo MSI, appunto, come partito politico. La massoneria, che gli garantiva contatti e amicizie. E il DSSA che forniva informazioni al Viminale e che magari, in futuro, avrebbe potuto tenere qualche politico sotto pressione", ossia ricattarlo.
La stessa fonte così descrive gli appartenenti all'organizzazione: "Siamo gente che crede nella Patria e che pensa non si faccia abbastanza per difenderla. Io, per capirci, sono di quelli che a Genova, durante il G8, non si è tirato indietro quando c'era da dar bastonate. E nella Dottoressa (così veniva chiamata in gergo la DSSA, ndr) si sono almeno altri nove o dieci colleghi che si sono formati politicamente e militarmente su quell'esperienza".
Storici sono i rapporti di Saya con la massoneria e la P2. Era vicinissimo al generale Pietro Musumeci (ex Sismi e piduista operante a Firenze) che lo avrebbe raccomandato alla Nato e, secondo quanto si può leggere nella sua autobiografia, sarebbe stato un altro generale piduista ("amico fraterno"), Giuseppe Santovito, allora capo del Sismi, a iniziarlo in una Loggia massonica riservata. Anche se ora Licio Gelli nega di averlo conosciuto, sempre sul sito del Nuovo MSI è riprodotta una dedica di pugno del capo della P2 datata 5.6.91 "A Gaetano Saya, la verità ha un solo volto, quello dell'onestà verso gli altri e verso se stesso. Con stima e molta simpatia. Licio Gelli".

Il governo non poteva non sapere
Saya respinge l'accusa di aver dato vita a una organizzazione parallela e segreta. Della sua esistenza, fa sapere, "erano stati informati i Ministeri dell'Interno, della Difesa, della Giustizia, la Procura generale di Roma, il Sismi, il Sisde, il Comando generale della Guardia di Finanzia, le Ambasciate di Stati Uniti e Israele. E Shape, il Comando supremo della Nato in Europa. Il Centro Studi è stato chiesto in ambito Nato". "Il Centro - continua - ha chiesto fondi alla Commissione Sicurezza di Bruxelles (32 milioni di euro, ndr), ed è in attesa che la pratica venga completata".
I ministri interessati e i capi dei servizi segreti e delle "forze dell'ordine" negano, eppure è impossibile che il governo Berlusconi non ne sapesse nulla.
Una conferma viene anche dalle parole dell'ex sottosegretario agli Interni e parlamentare di Forza fascisti, già avvocato di Bettino Craxi e Antonio Gava nonché di Norberto Natali capo dell'oscuro gruppo "Iniziativa comunista", Carlo Taormina. Secondo costui il DSSA dovrebbe "essere ringraziato per essersi fatto carico del dilagante tessuto terroristico che occupa il territorio nazionale. La struttura che faceva capo a Saya forniva ai ministeri dell'Interno e della Difesa, al Sismi, al Sisde e alla Digos informazioni attraverso atti formali. Non è credibile, perciò, che fosse estranea alle istituzioni dello Stato e che agisse contro di esso. è probabile che il DSSA conosca la verità sull'uccisione di Nicola Calipari e sulle ragioni per le quali si salvò Giuliana Sgrena".
Il DSSA, quindi, non è un corpo estraneo dello Stato, come del resto non lo era Gladio. Piuttosto entrambi sono l'altra faccia dello Stato borghese. Sono la dimostrazione che la classe dominante borghese e in particolare i settori più reazionari e fascisti di essa, sono sempre pronti, anche sul piano militare, a tessere trame, complotti, a condizionare la vita politica e istituzionale in funzione della conservazione del sistema capitalistico e anticomunista. Come Gladio aveva ufficialmente lo scopo di difendere il Paese da una possibile invasione sovietica, così la DSSA, una volta finita la cosiddetta "guerra fredda", si è data lo scopo ufficiale di combattere il terrorismo islamico, o, in altre parole, le guerre di liberazione nazionale. In realtà, entrambe avevano anche una funzione interna: sabotare la lotta di classe, favorire la fascistizzazione dello Stato e del paese, come dimostrano le "leggi speciali" in programma con l'accordo di Prodi e dell'Ulivo, attraverso trame, complotti, stragi terroriste e golpiste, impedire l'avvento del socialismo in Italia.
"Il comunismo non ha mai smesso di esistere - si può ancora leggere sul sito del Nuovo MSI-Destra nazionale di Saya -, ma come il più infido serpente ha solo cambiato pelle; ed in un laido connubio ha sposato l'Islam. Sono dei nemici e vanno combattuti ad oltranza, senza tregua".
Il governo e i mass media del regime minimizzano. Il ministro degli Interni Pisanu li ha liquidati come dei "pataccari". Ma anche Gelli veniva chiamato il "materassaio di Arezzo" eppure la P2 è ancora oggi saldamente ai vertici dello Stato, delle forze armate e dei servizi segreti e in primis del governo visto che il piduista Silvio Berlusconi è addirittura presidente del consiglio. Senza contare che il "piano di rinascita democratica" e lo "Schema R" si sono realizzati nella sostanza ormai interamente e in Italia è stata instaurata la seconda repubblica capitalista, neofascista, presidenzialista e federalista secondo i piani di Gelli, Craxi e Berlusconi.

13 luglio 2005