Scuderi: “Occorre creare un esercito della cultura proletario rivoluzionario”
“... Dobbiamo lottare sul "fronte della penna", che ci aiuterà, un giorno, ad aprire anche il "fronte della spada".
Ci manca però un "esercito della cultura" proletario rivoluzionario affinché possiamo competere a un livello più alto possibile, e su tutti i piani con il potente esercito della cultura borghese che gestisce l'istruzione, la scienza, la tecnologia, la letteratura, le arti, le comunicazioni, i mass media e tutti gli altri strumenti e mezzi di indottrinamento culturale ed educativo del popolo e delle nuove generazioni.
Ma da chi può essere composto il nostro esercito della cultura se non dagli intellettuali? Da qui rivolgiamo un nuovo solenne appello a tutti gli intellettuali progressisti e democratici (filosofi, economisti, storici, giuristi, insegnanti, scienziati, biologi, medici, scrittori, giornalisti, artisti, attori, musicisti, ecc.) affinché diano corpo e vita a un grande esercito della cultura proletaria rivoluzionaria al servizio del PMLI, del proletariato e della nobile causa del socialismo. Non è detto che tutti siano membri del nostro Partito.
La nostra speranza e il nostro auspicio è che quelli tra di loro più sensibili, più vicini al proletariato, e meno inquinati dall'influenza borghese, capiscano la situazione e le proprie responsabilità sociali, politiche e culturali, escano dal pantano riformista in cui ora si trovano, e cooperino attivamente con noi per propagandare tra le masse il marxismo-leninismo-pensiero di Mao e per smascherare, combattere e battere la cultura della borghesia.
In particolare ci appelliamo ai giovani intellettuali, neolaureati e studenti universitari, che sono già immersi nella lotta e che sognano un mondo di uguaglianza, giustizia, di fratellanza e di pace. Ciascuno nel proprio campo e in base alla propria specializzazione può fare molto per la nostra lotta sul fronte culturale.
Come indica Mao, "la classe operaia deve accogliere favorevolmente l'aiuto degli intellettuali rivoluzionari, in nessun caso deve respingerlo, perché senza il loro aiuto essa non potrà progredire e la rivoluzione non potrà trionfare"
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Il problema è che gli intellettuali che si schierano col Partito, col proletariato e con il socialismo, devono essere rossi, oltre che esperti nel loro campo, e devono accettare la direzione del Partito e del proletariato. Altrimenti il loro apporto alla causa rivoluzionaria è nullo, anzi deleterio. Se gli intellettuali non si impadroniscono fino in fondo del marxismo-leninismo-pensiero di Mao, non trasformano la loro concezione del mondo, non combattono il proprio individualismo, e non si legano al proletariato e ai movimenti di lotta, si muoveranno sempre, coscienti o no, sul terreno della cultura della borghesia.
"Alcuni sostengono
- dice Mao - che si deve essere prima esperti e poi rossi. Questo è come dire: prima bianchi e poi rossi. Se si pretende di essere rossi non adesso, ma in futuro, adesso di che colore si è? Senza dubbio bianchi. Gli intellettuali devono essere contemporaneamente sia rossi, sia esperti. Per diventare rossi bisogna avere la determinazione di trasformare radicalmente la propria visione borghese del mondo. Per questo non è affatto necessario leggere un mucchio di libri, ma capire veramente cos'è il proletariato, cos'è la dittatura del proletariato, perché solo il proletariato ha un avvenire, mentre tutte le altre sono classi transitorie, perché un paese come il nostro deve prendere la via del socialismo e non quella del capitalismo, perché è assolutamente necessaria la direzione del Partito comunista"
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Che gli intellettuali progressisti e democratici più coscienti e più aperti verso il nostro Partito si sbrighino a unirsi a noi poiché abbiamo da condurre una battaglia a morte contro il governo neofascista...”
(Giovanni Scuderi, Mao e le due culture, Discorso per il XXV Anniversario della morte del grande maestro del proletariato internazionale, Firenze 16 settembre 2001. Il testo integrale si può leggere
qui https://www.pmli.it/scuderimaoeledueculture.htm )
25 febbraio 2026