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Lenin, la vita e l'opera Capitolo 11I bolscevichi si riuniscono in partito indipendente Nella primavera del 1911 Lenin riuscì a concretizzare un progetto a cui teneva e sul quale stava lavorando già da qualche mese: la creazione di una scuola di partito. Questa scuola di partito organizzata e diretta da Lenin con la collaborazione dei bolscevichi del "gruppo" di Parigi ed in particolare di Ines Armand, sorse a Longjumeau, un piccolo paese distante una quindicina di chilometri da Parigi. In essa si tennero corsi, articolati in conferenze, su varie materie e tematiche inerenti il partito e la sua attività. Tra questi corsi Lenin tenne quelli di economia politica (30 conferenze), sulla questione agraria (10 conferenze) e sulla teoria e pratica del socialismo (5 conferenze). Altri corsi riguardarono la storia del partito, la storia del movimento operaio dell'Europa occidentale, diritto, bilancio statale, tecnica giornalistica e altri ancora. I partecipanti ai corsi che vennero dalla Russia furono soprattutto operai e non solo di orientamento bolscevico, ma anche partitisti, vperiodisti, ecc. Tra i militanti che si formarono alla scuola di partito di Longjumeau vi furono Orgionikidze, Schwarz, Prisiaghin un operaio moscovita che venne fatto fucilare da Kolciak durante la guerra civile mentre, come presidente del consiglio sindacale di Barmaul, in Siberia, difendeva strenuamente la Rivoluzione in quel territorio. Zerim giunse invece alla scuola di partito da Iekaterinoslav. Era un menscevico-partitista, seguace di Plekhanov. Dopo aver frequentato i corsi di Longjumeau, partecipò alla conferenza di Praga del 1912 si unì ai bolscevichi, divenne uno dei commissari di Bakù e, anch'egli, fu fucilato dai controrivoluzionari bianchi durante la guerra civile. Dal 14 al 17 dicembre del 1911, Lenin diresse a Parigi i lavori del convegno dei gruppi bolscevichi all'estero. Al termine delle discussioni il convegno approvò due risoluzioni scritte e presentate da Lenin. La prima sul rapporto in merito alla situazione interna al partito; la seconda sulla commissione di organizzazione russa per la convocazione di una conferenza. "Lo stato delle organizzazioni socialdemocratiche all'estero - si legge nella prima risoluzione - è oggi estremamente anormale... La sessione plenaria (gennaio 1910) ha fatto il tentativo di creare l'unità sulla base di una linea, unanimemente da essa affermata, antiliquidatrice e antiotzovista; veniva inoltre rivolto un invito particolarmente energico all'instaurazione di una completa unità all'estero. Nella realtà, tuttavia, non avendo i liquidatori e gli otzovisti ottemperato alle condizioni stabilite dalla sessione plenaria, dopo questa l'unificazione dei gruppi esteri non è stata conseguita in nessun luogo. Si è ottenuto, al contrario, uno sfacelo ancora maggiore, poiché di fatto i vperiodisti si sono separati dai bolscevichi, i plekhanoviani dai menscevichi... Attualmente esistono di fatto all'estero gruppi frazionisticamente separati - legati tra loro in maniera puramente formale, e spesso senza nessun legame - di bolscevichi, di 'conciliatori', di vperiodisti, di sostenitori del Golos e di 'plekhanoviani', completamente indipendenti l'uno dall'altro, che seguono linee ideologiche diverse e hanno legami particolari con questi o quegli elementi socialdemocratici in Russia. La costituzione della commissione d'organizzazione in Russia, con le forze dei bolscevichi e dei menscevichi partitisti, e il fatto che questo collegio della commissione si sia energicamente accinto alla convocazione di una conferenza generale di partito del POSDR ha determinato una recisa svolta nella storia del partito e indica l'unica via, possibile e dettata dalla vita, per uscire dallo stato di disorganizzazione e di sfacelo. Dopo la sessione plenaria hanno di fatto svolto un lavoro veramente socialdemocratico - particolarmente affiatato durante il 1910 - soltanto i bolscevichi e i menscevichi partitisti. I sostenitori del Golos altro non rappresentano che una sezione estera del gruppo liquidatore russo del Dielo Gizni e della Nascia Zarià, postosi al di fuori del partito, mentre il gruppo estero Vperiod, continuando a coprire l'otzovismo e a svolgere, tramite il suo leader Lunaciarski, propaganda religiosa, svolge un lavoro assolutamente non socialdemocratico. Oggi la commissione d'organizzazione russa, creata dai bolscevichi e dai menscevichi partitisti, e appoggiata in Russia da quasi tutte le organizzazioni socialdemocratiche locali, è di fatto l'unico centro, e pienamente competente, del lavoro di partito socialdemocratico. Unendosi in un'unica organizzazione socialdemocratica estera dei bolscevichi, il convegno fa ricadere la responsabilità del perdurare della scissione all'estero su quei gruppi che non vogliono appoggiare il centro russo, la commissione d'organizzazione russa, o che continuano il 'giuoco all'accordo' tra coloro che hanno perduto il contatto con la Russia, appoggiando così i non socialdemocratici che si sono staccati dal lavoro russo. L'organizzazione bolscevica all'estero farà come in passato ogni sforzo per attirare, senza distinzione di correnti, tutti i socialdemocratici pronti ad appoggiare la commissione d'organizzazione russa e a seguire una linea di partito, cioè antiliquidatrice e antiotzovista (nonché antideistica), [affinché] si associno a questa linea e si fondano in un'unica organizzazione di partito. Lottare contro le correnti liquidatrice e otzovista, lottare contro la disgregazione ad opera dei gruppi esteri senza principi, contribuire all'unione di tutti i veri partitisti socialdemocratici e in particolare dei partitisti menscevichi, appoggiare la commissione d'organizzazione russa: questo il compito pratico dell'organizzazione di partito estera. Gli organi di stampa che debbono appoggiare i partitisti riteniamo siano ad un tempo l'organo centrale e la Rabociaia Gazieta, poiché nulla può giustificare l'allontanamento dei partitisti menscevichi (esteri), e negli organi di stampa indicati non v'è alcuna deroga alla linea che corrisponde alle decisioni del partito".52 "Il convegno - afferma la seconda risoluzione - constata che il partito riconosce già da tempo, da non meno di due anni, la più urgente necessità di convocare una conferenza del partito. Ora finalmente è stato fatto, nonostante tutti gli ostacoli, un passo decisivo per tradurre in atto questo progetto. In Russia è stata costituita la commissione d'organizzazione, appoggiata da tutte le organizzazioni locali (quelle di Kiev, Bakù, Tiflis, Iekaterinoslav, Iekaterinburg, Pietroburgo, Mosca, Nikolaiev, Saratov, Kazan, Vilna, Dvinsk, Nizni Novgorod, Sormovo, Samara, Tiumen, Rostov, ecc.). Il convegno si felicita per la costituzione della commissione di organizzazione russa e dichiara che è dovere di ogni membro del partito appoggiarla con tutte le forze".53 Il POSDR si preparava dunque a tenere la sua VI Conferenza. Sarà un momento veramente decisivo. Per l'importanza dei temi dibattuti e per l'ampiezza e la rappresentanza dei delegati, la VI Conferenza del POSDR va infatti considerata in tutto e per tutto come un vero e proprio Congresso. A Praga le strade già diverse del marxismo-leninismo e dell'opportunismo si separeranno definitivamente e la VI Conferenza sancirà ufficialmente la creazione del partito bolscevico. Nella Casa del popolo di Praga dal 5 al 17 gennaio 1912, si svolse la VI Conferenza del Partito operaio socialdemocratico russo che da quell'Assise si qualificò come bolscevico assumendo la nuova denominazione di POSDR (b). Erano passati quattro anni dall'ultima assemblea di partito alla quale partecipavano delegati delle organizzazioni che agivano e lavoravano in Russia. Quattro anni assai critici trascorsi sotto il peso della devastante reazione che avevano seriamente minacciato di disgregare il partito autonomo della classe operaia russa. Fu grazie alla capacità, alla saggezza e alla lungimiranza politica di Lenin e alla tenacia nell'azione della maggioranza bolscevica del POSDR, se questo pericolo venne dapprima scongiurato e, in seguito, definitivamente superato. Come smascherati e sconfitti furono gli attacchi dei liquidatori, le trame antipartito di Trotzki e le indecisioni e i tentennamenti di Plekhanov. Alla Conferenza di Praga il partito elaborò un "Programma" unanimemente condiviso, definì una linea concreta d'azione sulle problematiche attuali della situazione politica frutto dell'esperienza e dell'elaborazione delle organizzazioni russe del partito e che, da queste, ebbe un sostegno univoco, e, nominò un nuovo e coeso gruppo dirigente in grado di guidare il partito nei nuovi e difficili compiti che lo attendevano. Lenin fu nominato presidente del nuovo Comitato centrale eletto dalla VI Conferenza del POSDR (b). In esso, per la prima volta e su esplicita proposta di Lenin, venne eletto anche Stalin. Alla Conferenza di Praga Stalin non potè partecipare perché confinato. Ma già da tempo il partito aveva potuto apprezzare le sue notevoli qualità di dirigente proletario non solo per essere stato l'artefice principale della costruzione dell'organizzazione bolscevica in Transcaucasia, ma anche per l'impegno e i risultati conseguiti nell'assolvere i compiti di collegamento e di guida delle organizzazioni periferiche del partito che il massimo organo dirigente gli aveva affidato e delegato nominandolo, nel 1910, "agente del Comitato centrale". L'elezione di Stalin nel CC segnerà anche l'inizio di una collaborazione politica sempre più stretta e fattiva tra Lenin e Stalin. E un esempio di questa collaborazione sarà l'uscita in Russia del quotidiano bolscevico "Pravda" il cui primo numero venne pubblicato il 22 aprile (5 maggio) 1912. Un giornale interamente finanziato dagli operai attraverso specifiche sottoscrizioni di gruppo: 620 nel 1912, 2181 nel 1913, 2873 nei primi cinque mesi del 1914. A partire dal 1922, in URSS, la data di pubblicazione del primo numero della "Pravda", il 5 maggio, venne festeggiata come "giornata della stampa operaia". Lo stesso mese di aprile del 1912 segnò l'inizio di una ripresa possente della mobilitazione e delle lotte operaie. La scintilla all'origine di questo nuovo sviluppo del movimento rivoluzionario in tutta la Russia fu il vile e spietato massacro di cui si resero responsabili le truppe del governo zarista sparando sugli operai delle miniere della Lena, nella Siberia Orientale, in sciopero per ottenere salari migliori. Contro questa ennesima strage di operai, il proletariato russo si mobilitò con scioperi in tutto il paese culminati poi in grandi manifestazioni di popolo in occasione del 1° Maggio. Nel corso del 1912, motivi di sicurezza e la ricerca di condizioni quanto più possibile ottimali necessarie per svolgere al meglio l'attività rivoluzionaria ed il lavoro politico, spinsero Lenin a lasciare Parigi e a trasferirsi a Cracovia. In primo luogo i rapporti sempre più collaborativi tra la polizia francese e quella russa avevano reso Parigi sempre più insicura sia per lo stretto controllo poliziesco sull'attività degli esuli politici russi, sia per la salvaguardia della loro stessa libertà personale. L'ostilità russo polacca, invece, garantiva condizioni migliori sul piano della sicurezza, ma, soprattutto, la Polonia, confinava con la Russia, avvicinando così i dirigenti in esilio al loro paese, permettendo altresì migliori e più continui contatti tra i fuoriusciti e quanti operavano in Russia. Lenin giunse a Cracovia nella seconda metà di giugno del 1912 e, il 21, trova la sua prima residenza al n. 218 di via Zwierzyniec. Cracovia contava allora fra i suoi residenti circa quattromila emigrati russi. Lenin vi si ambientò prestissimo e con l'aiuto dei numerosi esuli conobbe luoghi e situazioni, seppe calarsi nel nuovo ambiente, osservare la vita ed entrare in relazione con gli operai e i contadini di Cracovia, impadronendosi anche, in breve tempo, della conoscenza degli strumenti utili al lavoro illegale ed in particolare a servirsi dei lasciapassare, i documenti di entrambe le zone di frontiera russo polacca. Lasciapassare che si rivelarono assai utili per fare uscire illegalmente dalla Russia i dirigenti politici bolscevichi che dovevano recarsi a Cracovia. Anche Stalin utilizzò, in qualche occasione, questo mezzo per recarsi alle riunioni del CC che si tenevano nella città polacca. Abbiamo già visto del lavoro comune di Lenin e Stalin per organizzare la pubblicazione della "Pravda" di Pietroburgo. Un altro lavoro che impegnò i due dirigenti bolscevichi fu quello in previsione delle elezioni d'autunno della IV Duma. Soprattutto a partire dall'agosto del 1912. Il 14 agosto, infatti, la polizia zarista arrestò a Pietroburgo Ines Armand e Safarov che stavano lavorando appunto all'organizzazione della campagna elettorale e delle liste elettorali socialdemocratiche. La polizia però non seppe che due giorni prima era giunto nella capitale, dopo l'ennesima fuga dal confino, Stalin, che assunse su di sé anche il lavoro di partito in previsione delle elezioni. Un lavoro svolto nel migliore dei modi, visto il brillante esito elettorale. All'interno della socialdemocrazia russa continuavano seppur con diversa intensità e alterni risultati, i tentativi disgregatori delle diverse correnti opportuniste. Sconfitti sul piano politico e, dopo la VI Conferenza del POSDR (b), in netto declino anche sul piano organizzativo, i liquidatori non avevano tuttavia ancora rinunciato ai loro progetti. Progetti che si concretizzarono nell'organizzazione, verso la fine di agosto del 1912, di una cosiddetta conferenza di partito da tenersi a Vienna su iniziativa soprattutto di Trotzki. Una iniziativa del resto completamente fallita dato che Trotzki si ritrovò solo con qualche vecchio arnese liquidatorista o rimasuglio vperiodista, ma non trovò l'adesione nemmeno dei menscevichi partitisti di Plekhanov, dei bolscevichi conciliatori, dell'organizzazione polacca e di nessuna organizzazione rappresentativa socialdemocratica russa. Ciò che dimostrò la giustezza di quanto consigliato da Lenin ai redattori della "Pravda" di Pietroburgo, in merito alla risposta da dare ad alcune lettere di Trotzki con contenuti al solito ignobili e falsi, scritte al solo scopo di fomentare la rissa con i bolscevichi. Scriveva infatti Lenin il 19 luglio alla redazione della "Pravda" di Pietroburgo: "L'infame campagna di Trotzki contro la Pravda è un cumulo di menzogne e cavilli. Un noto marxista, il plekhanoviano Rothstein (Londra), ci ha scritto che ha ricevuto una lettera rissosa di Trotzki e gli ha risposto: non posso accusare di nulla la Pravda di Pietroburgo. Ma questo azzeccagarbugli e liquidatore mente a tutto spiano. Consideratemi a vostra disposizione. V. Ulianov P.S. Sarebbe meglio rispondere a Trotzki, alla casella postale: 'Trotzki (Vienna). È inutile che vi affanniate a inviare lettere rissose e cavillose. Non avrete risposta'".54 Nell'autunno Lenin ritenne necessaria la presenza di Stalin a Cracovia in previsione di due importanti sessioni del Comitato centrale riguardanti la riorganizzazione della "Pravda" e le questioni inerenti l'attività del gruppo bolscevico alla IV Duma. |